Inghilterra, Germania, Francia

Inghilterra: i vescovi contro la xenofobiaUn documento per avvertire che la retorica xenofoba e razzista, quando si parla di immigrati, è sempre più diffusa in Gran Bretagna e i cattolici non possono condividerla. L’ha pubblicato l’Ufficio per le politiche degli immigrati della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles sotto il titolo “La missione della Chiesa agli immigrati in Inghilterra e Galles”. Alla vigilia delle elezioni locali dei primi di maggio, un test importante per i partiti, le posizioni xenofobe sono diffuse sui tabloid in questa campagna elettorale. I vescovi lanciano un appello alle parrocchie cattoliche perché accolgano gli immigrati e li aiutino a inserirsi con lezioni di inglese e informazioni sui loro diritti di cittadini. Nel documento avvertono che è importante avere una “cultura più visibile di benvenuto agli immigrati” in ogni parrocchia e criticano tre aspetti delle politiche del Governo in questa materia. La tendenza a incoraggiare l’arrivo in Gran Bretagna di lavoratori qualificati provenienti dai Paesi in via sviluppo imponendo, nello stesso tempo, misure molto dure contro la manodopera non specializzata consegna molti immigrati nelle mani di chi organizza traffico illecito di uomini. Gli immigrati sono ormai per la metà donne, avvertono i vescovi, più vulnerabili allo sfruttamento sessuale e ad essere usate come schiave per i lavori domestici. Le nuove città multiculturali formate da gente di Paesi e religioni diverse sono un fenomeno positivo al quale Chiesa e governo devono dare il benvenuto. “Vogliamo sottolineare che la Chiesa Cattolica rifiuta il razzismo in tutte le sue forme, compresa la retorica anti-immigrati così popolare in alcune parti del Paese durante i periodi elettorali”, concludono i vescovi.Germania: testimonianza coraggiosaIl vescovo di Magonza, card. Karl Lehmann, ha esortato i cristiani a testimoniare la propria fede in modo coraggioso e aperto. “È sempre più importante la testimonianza personale della vita e della fede che dimostriamo in modo indiretto nelle azioni e anche direttamente con le parole. Il cristiano del futuro dovrà essere un testimone, altrimenti non esisterà più”, ha affermato a Magonza, in occasione della Giornata della comunità di servizio, svoltasi nei giorni scorsi e intitolata quest’anno “Chiesa del futuro – Caritas del futuro”. Per Lehmann, il cristiano dovrà trasmettere agli altri “una testimonianza missionaria che può illuminare tanti aspetti della nostra vita, in cui non arrivano le istituzioni. Così facendo, realizziamo il senso di responsabilità dei cristiani e il sacerdozio comune”, ha aggiunto. Il cardinale ha rivolto un appello ai cristiani affinché si presentino con un “profilo inconfondibile” in una società caratterizzata da un pluralismo crescente: “Occorre uscire finalmente dai complessi d’inferiorità” e non si devono seguire “tutte le tendenze possibili per dimostrare di essere al passo coi tempi”. Non è mancato un riferimento all’ecumenismo, definito “un dono dello Spirito”. Lehmann si è detto “profondamente convinto” del fatto che “il movimento ecumenico non verrà meno”. Il cardinale ha infine esortato ad una maggiore “passione per Dio”: “Abbiamo perso la radicalità e la semplicità della fede e la dobbiamo recuperare”, ha affermato. Francia: suggerimenti per l’Anno PaolinoLa Conferenza Episcopale di Francia ha appena inviato alle diocesi un documento, elaborato dal suo segretario generale aggiunto mons. André Dupleix, con dei suggerimenti per la celebrazione dell’Anno Paolino. Le proposte sono di carattere individuale, comunitario, artistico e culturale. E vanno dalla divulgazione, grazie ad un’aggiornata bibliografia, degli studi storici e teologici su San Paolo – per meglio collocare il suo radicamento alle origini della Chiesa, la sua opera e il suo apporto al cristianesimo nascente – alla lettura integrale delle sue Lettere e all’approfondimento di alcune di esse. Viene quindi suggerito di stabilire nelle diocesi un nesso tra l’Anno Paolino e il Sinodo dei vescovi, convocato per l’occasione a Roma dal Santo Padre, perché incentrato sulla Parola di Dio. Ed ancora di effettuare dei viaggi “sulle orme di San Paolo” e di seguire dei corsi specifici proposti da facoltà o scuole di teologia nei diversi Centri diocesani di formazione. Vengono naturalmente suggerite conferenze, giornate di studio, incontri, letture pubbliche e segnalate due iniziative, una già realizzata e disponibile – l’esposizione “Paul de Tarse, navigateur de l’espérance”, ordinata da suor Chantal Reynier, esegeta e docente, ricca di 38 grandi pannelli e 51 foto con relative didascalie – l’altra in progetto, quella di un concerto da svolgersi nella chiesa parigina di San Francesco Saverio alla fine di quest’anno con l’esposizione di opere letterarie e pittoriche tutte ispirate all’Apostolo.