MEDIATORE EUROPEO

Con i cittadini

Il Rapporto annuale 2007

“La buona amministrazione impone ben più che una mera astensione da condotte illecite. I funzionari devono porsi al servizio dei cittadini e garantire loro un trattamento adeguato e nel pieno rispetto dei loro diritti”. Nikiforos Diamandouros, Mediatore europeo, ha presentato il 15 aprile a Bruxelles il suo “Rapporto annuale 2007” con il quale traccia una sintesi dei casi di presunta cattiva amministrazione da parte delle istituzioni comunitarie e delle lamentele rivoltegli a tale proposito da parte di cittadini, imprese, associazioni dei paesi Ue. La relazione dovrà ora passare al vaglio del Parlamento di Strasburgo.La Carta dei diritti, un passo avanti. Prima di trattare più specificamente della sua attività, il giurista greco ha introdotto alcune valutazioni sul rapporto tra Unione europea e cittadini e sul ruolo di “servizio” svolto dai funzionari comunitari. Quindi ha spiegato: “Il 2007 è stato un anno importante per il diritto dei cittadini alla buona amministrazione. Il 12 dicembre la Carta dei diritti fondamentali Ue è stata proclamata” dai presidenti di Parlamento, Commissione e Consiglio. “L’impegno per una Carta dei diritti giuridicamente vincolante, contenuta nel Trattato di Lisbona, riflette una crescente consapevolezza della necessità di porre i cittadini al centro degli interessi dell’Europa”. Dal punto di vista del Mediatore, “la Carta è innovativa nel riconoscere per la prima volta”, con l’articolo 41, “il diritto a una buona amministrazione come uno dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione”.Difendere gli interessi dei cittadini. Il compito del Mediatore europeo (denominato anche Ombudsman) è di tutelare gli interessi dei cittadini nei confronti delle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo. Quando riceve una denuncia, egli agisce con il suo staff (in realtà piuttosto limitato nelle risorse umane e nei mezzi) con una indagine interna, cercando dapprima una conciliazione, fino a un eventuale procedimento dinanzi alla Corte di giustizia. “Le istituzioni e gli organi europei si sono adoperati attivamente nel 2007 al fine di risolvere le denunce, porre rimedio alle ingiustizie e correggere gli errori – ha puntualizzato Diamandouros, che è in carica dal 2003 -. Nel corso dell’anno, il numero dei casi risolti dalle istituzioni interessate è raddoppiato; per la prima volta il 35% delle denunce presentate al Mediatore è stato archiviato grazie a un accordo di soluzione amichevole con l’istituzione pertinente”. “L’importanza di questo risultato per i denuncianti, e per i cittadini in generale, non deve essere sottovalutata. Credo fermamente che stiamo compiendo dei progressi significativi verso una vera cultura del servizio”. Oltre 3mila denunce, ma poche “ricevibili”. Nel 2007 sono state presentate al Mediatore 3.211 nuove denunce (3.056 da privati cittadini, 155 da associazioni o imprese), rispetto alle 3.830 dell’anno precedente. Al tempo stesso, il numero di denunce ricevibili, cioè presentate correttamente e su temi di effettiva competenza del Mediatore e dell’Ue, è aumentato, raggiungendo la quota di 518, ossia il 16% su quelle pervenute (il che introduce una riflessione sull’insieme dei casi inutilmente o per errore sollevati dai cittadini dell’Ue). Nel Rapporto 2007 emerge poi che il 58% di tutte le denunce pervenute è stato presentato mediante posta elettronica oppure tramite il modulo disponibile sul sito web dell’istituzione. Tedeschi e spagnoli i più attivi. Per numero assoluto di denunce guida la classifica la Germania (507), seguita da Spagna, Francia, Polonia, Belgio, Italia, Romania, Regno Unito. In rapporto alla popolazione, invece, i paesi più “attivi” nell’avanzare denunce al Mediatore sono Lussemburgo, Malta e Cipro. “In quasi il 70% dei casi il Mediatore è stato in grado di aiutare il denunciante – spiega Nikiforos Diamandouros – avviando un’indagine, trasferendo la denuncia a un organismo competente o fornendo consulenza riguardo alle sedi a cui rivolgersi per una soluzione tempestiva ed efficace del problema”. Nel corso dell’anno, sono state aperte 303 indagini in seguito a denuncia, inoltre il Mediatore ha intrapreso sei indagini di propria iniziativa. Mancanza di trasparenza e discriminazioni. Al pari degli anni precedenti, la maggior parte delle indagini (64% del totale) ha interessato la Commissione europea, seguita dall’Ufficio Ue di selezione del personale, dal Parlamento e dall’Ufficio antifrodi: “Ciò è comprensibile – ha chiarito l’Ombudsman – ove si consideri che le decisioni dell’Esecutivo incidono direttamente sui cittadini”. Le fattispecie principali di presunta cattiva amministrazione “si possono ripartire fra le seguenti tipologie: mancanza di trasparenza e rifiuto di fornire informazioni (28% dei casi), iniquità o abuso di potere (18%), carenze procedurali (13%), ritardi evitabili (9%), discriminazione (8%), negligenza (8%), errori giuridici (5%)”.