Germania, Slovacchia, Inghilterra

Germania: la vita non è una merce da importareCon un voto trasversale, il Bundestag tedesco ha modificato l’11 aprile la “Stichtagsregelung” (regola della scadenza relativa all’importazione delle cellule staminali embrionali): d’ora in poi sarà possibile importare cellule staminali embrionali originate anche dopo la scadenza del 2002 e fino al 1° maggio 2007. Critiche unanimi sono giunte dalla Chiesa cattolica. “La decisione è un segnale di come la vita umana sia diventata un materiale”, ha detto il 13 aprile mons. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco. Mons. Walter Mixa (Augsburg) ha definito la decisione “una violazione degli elementari diritti umani”. “Quando la vita umana viene uccisa a fini terapeutici si è vicini alla barbarie più di quanto non si pensi”, ha sottolineato, ritenendo “inconcepibile” il voto del ministro per la Ricerca Annette Schavan, cattolica della Cdu, a favore della modifica legislativa. Per una diversa promozione della ricerca “nel senso della tutela della vita umana” si è espresso il card. Georg Sterzinsky, che ha deplorato la decisione giudicata “intollerabile”. Il card. Joachim Meisner (Colonia) si è detto “sconcertato del fatto che un partito che contiene la “C” di cristiano possa agire in modo così irresponsabile nei confronti della vita umana”. Infine, il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Hans Joachim Meyer, ha espresso “delusione” per una decisione “da cui avevamo messo in guardia”. Slovacchia: in dialogo con l’Europa dell’EstSerie di conferenze all’università cattolica di Bratislava e nelle principali facoltà teologiche della Slovacchia. L’iniziativa è stata organizzata nei giorni scorsi da don Anton Tyrol, responsabile dell’Associazione biblica slovacca, che ha chiamato come relatore padre Frédéric Manns, dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, istituto che in un recente passato ha formato 6 professori slovacchi di Sacra Scrittura. Tre temi affrontati nelle lezioni, “Verso una teologia della santa Scrittura”, “Teologia rabbinica e patristica della Parola di Dio”, “S. Paolo e la prima evangelizzazione del mondo pagano”. Riferendo dell’esperienza al sito della Custodia padre Manns ha parlato della Slovacchia come di “un paese che nonostante 40 anni di persecuzione e indottrinamento ateo ha saputo mantenere viva la propria fede cristiana. Questa fede ha condotto due vescovi e una religiosa al martirio durante il periodo comunista. Il regime – ha ricordato il francescano – ha lasciato profonde tracce nel sistema economico del Paese, ma più ancora nella cultura laica della generazione di politici al governo. Ora l’invasione del modello occidentale porta al consumismo, con conseguenze ben conosciute. La preoccupazione europea di garantire l’uguaglianza delle culture e delle religioni tende a eclissare l’importanza di istituzioni come il matrimonio e la famiglia e mira a sovvertire le radici cristiane del Paese. Tuttavia il tasso di frequenza nelle chiese e così pure il numero dei seminaristi, sebbene un poco diminuito rispetto agli anni precedenti, rimane notevole. La chiesa dell’Europa centrale è capace oggi di ripresentare il meglio della sua secolare eredità cristiana perché i credenti in Cristo possano essere una minoranza creativa nella società attuale”.Inghilterra: calo matrimoni, opportunità o minaccia”I cattolici dovrebbero considerare il tasso di matrimoni in drammatico calo come una opportunità anziché una minaccia”: lo ha detto il vescovo responsabile per la famiglia per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, mons. John Hine. Secondo i dati appena pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica il numero di matrimoni ha raggiunto il livello più basso da quando si è cominciato a registrare questo dato, oltre i tre quarti delle coppie cattoliche convive prima del matrimonio e i matrimoni celebrati in chiesa sono diminuiti della metà dal 1991. “Molti dicono che il matrimonio è oggi in crisi, ma se questa crisi esiste davvero forse dovremmo considerarla una opportunità che ci da’ Dio di riscoprire l’importanza universale dell’impegno lungo una vita”, ha dichiarato il vescovo. Per Terry Prendergast, responsabile della organizzazione cattolica “Marriage care” che organizza corsi di preparazione al matrimonio e offre consulenza durante i momenti di crisi le statistiche riflettono la situazione che incontra ogni giorno nel suo lavoro. “Il calo nel numero di matrimoni non riflette una mancanza di moralità”, ha dichiarato al settimanale cattolico “The Tablet”, “spesso si tratta di un problema economico. Oggi prendere un mutuo insieme è diventato un modo moderno di sposarsi”. Il numero di matrimoni nel 2007 è calato del 4% rispetto all’anno precedente raggiungendo la cifra di 236.980.