Belgio: la visita dei vescovi in CinaSi è chiusa la visita “esclusivamente pastorale” di una delegazione della Chiesa cattolica belga guidata dal cardinale Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles, alle Chiese locali di Pechino e nelle province di Liaoning, Hebei e Shaanxi. La visita rientrava “in un programma di scambio tra le Chiese in Belgio e in Cina”. Gli undici delegati, tra cardinali, vescovi e altre personalità, sono stati a Pechino ed hanno visitato il villaggio a maggioranza cattolica di Laohugou nella diocesi di Chengde. Il gruppo è stato accompagnato da padre Joseph Guo Jincai, dell’Associazione cattolica patriottica cinese. Padre Guo, interpellato dall’agenzia cattolica Ucanews, ha detto che la delegazione belga è stata invitata dai dirigenti del seminario nazionale di Pechino e ha ricevuto una calorosa accoglienza dai cattolici di Laohugou. Ucanews riferisce che il cardinale Danneels avrebbe espresso ai fedeli cinesi l’unità di tutti i cattolici nella Chiesa universale guidata dal Papa. L’arcivescovo di Bruxelles era già stato in Cina nel 2005. Il card. Danneels ha incontrato anche i seminaristi di Pechino e numerosi vescovi e sacerdoti. Francia: una messa per mons. RahhoLa comunità caldea di Francia, “profondamente colpita dalla situazione attuale in Iraq e soprattutto dalla recente e dolorosa morte di mons. Faraj Rahho” ha celebrato domenica 13 aprile una messa in liturgia caldea nella cattedrale di Notre Dame a Parigi per “condividere i suoi sentimenti con i cristiani di Francia che ci hanno manifestato la loro solidarietà in questi difficili momenti”. La messa è stata celebrata da mons. Antonio Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo in Siria e presieduta dal card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e ordinario dei cattolici di rito orientale in Francia. In seguito all’uccisione sabato 5 aprile a Bagdad di un sacerdote siriaco ortodosso, padre Yousif Abel, mons. Stenger, presidente di Pax Christi Francia ha chiesto in un comunicato l’istituzione di una commissione internazionale di inchiesta per trovare gli autori di questi crimini e proteggere i cristiani che restano ancora nel Paese. Austria: diritto alla scuola per tutti”L’istruzione è un diritto umano e nessuno può esserne escluso”. Pertanto “l’obiettivo è una forma scolastica in cui tutti siano i benvenuti: i bambini con o senza disabilità, i bambini di ogni cultura, Paese di provenienza, religione o strato sociale”. Lo ha ribadito “Lebenshilfe Österreich”, organizzazione austriaca che difende gli interessi delle persone con disabilità nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Vienna il 10 aprile a margine della conferenza internazionale dal titolo “Europe in Action: istruzione per tutti!”. Attualmente, il diritto alle lezioni comuni termina con la fine della scuola obbligatoria. Ciò comporta che in Austria, ogni anno circa 2.000 studenti siano costretti a cambiare scuola. Germain Weber, psicologo viennese e presidente dell’associazione, ha sottolineato come anche la Convenzione Onu per i disabili, che entrerà in vigore nel prossimo 3 maggio e che sancisce espressamente all’art. 24 il diritto all’istruzione, richieda un cambiamento nel settore della scuola. “Lebenshilfe Österreich” (www.lebenshilfe.at) è la maggiore organizzazione esistente in Austria per le persone con disabilità mentali. Da 40 anni opera per l’equiparazione delle persone con disabilità mentali o con più disabilità e per il loro inserimento politico e sociale. Dagli anni Novanta, l’organizzazione organizza conferenze in cui sono i disabili stessi ad esprimere le proprie esigenze sui diversi argomenti trattati. Svizzera: una “notte in convento””Notte dei conventi”. Arrivata alla sua terza edizione, l’iniziativa si è tenuta l’11 e 12 aprile. Numerosi conventi hanno aperto le loro porte per dare la possibilità agli ospiti di meglio comprendere la vita in monastero, di pregare, meditare e parlare insieme a loro. L’iniziativa si rivolge in particolare ai giovani ed è strettamente legata alla domenica per le vocazioni sacerdotali e religiose. Svoltasi per la prima volta nel 2006, si è voluta ripetere anche quest’anno per “le esperienze positive che hanno incoraggiato le comunità religiose a rinnovare l’appuntamento”.