IRLANDA
Originale “anno della vocazione” in un Paese ricco e non altrettanto felice
Il prossimo 13 aprile sarà la Domenica dedicata alle vocazioni in Inghilterra, Galles e Irlanda. La Chiesa inglese e gallese in questi giorni sta diffondendo migliaia di volantini e poster con i quali chiede ai giovani di riflettere su che cosa Dio vuole da loro e di prendere in esame la possibilità di una chiamata alla vita religiosa e sacerdotale. L’iniziativa acquista ancor più rilievo se si pensa che la chiesa inglese può contare attualmente su ben 160 seminaristi, il numero più alto degli ultimi anni e il trend è in continua crescita nell’ultimo quadriennio. Parallelamente la Chiesa irlandese lancerà, sempre nella stessa domenica, l'”Anno della vocazione”, dedicato al sacerdozio, al matrimonio e alla vita da single, che si concluderà il 3 maggio 2009. Per conto di SIR Europa, Silvia Guzzetti ha parlato di questo “anno” con Brenda Drumm, coordinatrice dell’iniziativa.Come è nata l’idea di dedicare un ‘anno’ al tema della vocazione?“L’idea è venuta a una mamma che l’ha suggerita durante un incontro con un gruppo di sacerdoti durante un ritiro. Subito accolta, l’intuizione è stata fatta propria dalla Chiesa con entusiasmo”. Parla di “vocazione” e non di “vocazioni”, perché?“Usiamo il singolare invece del plurale perché vogliamo diffondere la consapevolezza di una vocazione comune pur se declinata secondo la vita personale di ciascuno di noi. Le statistiche indicano un calo progressivo negli ultimi anni nelle vocazioni alla vita sacerdotale: sta diventando un problema drammatico. Le ordinazioni sono passate dalle 171 del 1984 – il dato comprende anche monaci, suore e preti non diocesani – alle 22 del 2006, con un aumento nell’età media dei sacerdoti, che invecchiano di più della media della popolazione. Nel 2001 il 3% dei sacerdoti aveva tra i venticinque e i ventinove anni, nel 2006 questa cifra scende allo 0,9%. Per la Chiesa si tratta di un problema non indifferente”.Quali sono le ragioni di questa crisi?“I motivi sono vari: il secolarismo aggressivo della nostra epoca, il declino nel numero di figli. Era normale, fino agli anni ’50, averne quattro o cinque. Oggi non si va oltre uno o due e le conseguenze si fanno sentire. Esiste anche una crisi dell’impegno nella civiltà occidentale. Basti pensare che in Irlanda il Governo ha lanciato un’iniziativa di cittadinanza attiva per coinvolgere più cittadini in attività di volontariato. Un impegno che era normale in passato oggi deve essere incoraggiato. Anche il fatto che i due genitori devono lavorare non aiuta la famiglia. Non siamo mai stati così ricchi, non dobbiamo più emigrare, una novità assoluta per la cultura irlandese, eppure non siamo più felici o generosi del passato. Aumentano i suicidi tra i giovani, segno che c’è una mancanza e una ricerca del senso della vita”.Come è stata preparata l’iniziativa?“Abbiamo costituito una Commissione che ha pensato alle iniziative da intraprendere. L’Anno sarà lanciato dall’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Martin il 13 aprile con una Messa nella pro-cattedrale di Dublino, concelebrata dal vescovo Donald McKeown, che si occupa di vocazioni. Verranno benedette candele che saranno distribuite in tutto il Paese e si darà il programma delle iniziative del resto dell’anno”.Può anticipare qualche aspetto particolare?“Il calendario è ricco di iniziative che sono riportate nel sito www.yourvocation.ie che verrà costantemente aggiornato. A maggio diffonderemo una preghiera per ogni alunno di scuole superiori: “So che hai grandi piani per me Dio. Anche se mi sento molto confuso, ti prego di darmi la forza di portare avanti tutte le decisioni che prendo”. A giugno ci concentreremo sul matrimonio, a luglio verrà trasmessa all’aperto in diretta da Sydney la Messa della vigilia per i giovani che non sono potuti andare alla Gmg. Un’altra iniziativa cercherà di raggiungere i giovani che vanno in chiesa soltanto a Natale. Sono previsti anche ‘open days’, giornate di incontro, dove saranno distribuite informazioni e saremo presenti a varie mostre, tra le quali la fiera del lavoro ‘The opportunities’ (le opportunità), e si tiene ogni anno a febbraio a Dublino. Avremo uno stand dove distribuiremo informazioni e saremo anche presenti, sempre con uno stand e uno spazio di preghiera, al ‘Ploughing championship’, la più importante mostra di agricoltura irlandese. Incoraggeremo anche la formazione dei consigli pastorali, perché in molte parrocchie in Irlanda ancora non sono presenti. I laici sono la nuova forza della Chiesa. La speranza è che questo “anno” serva ad approfondire con coraggio la nostra vita spirituale”.