Francia, Portogallo, Belgio

Francia: l’attenzione dei vescovi sulla bioetica”Lontani dal situarci nella prospettiva di un confessionalismo particolare, quello che ci auguriamo è mettere il nostro patrimonio al servizio della società”. Con queste parole il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale ha spiegato lo stile con cui i vescovi di Francia intervengono nelle delicate questioni bioetiche. La precisazione è contenuta nell’intervento finale con cui si è conclusa venerdì 4 aprile a Lourdes l’Assemblea plenaria dell’episcopato francese. “Non si tratta – ha detto il card. Vingt-Trois – di rivendicare un riconoscimento particolare rispetto ad altri approcci e concezioni dell’uomo e della sua vita, né tanto meno di imporlo”. I vescovi però vogliono offrire “la luce che ci viene dalla saggezza cristiana” e sottometterla “alla discussione”. L’intento – ha precisato il cardinale – è di “contribuire a impedire che la nostra cultura e la nostra società si lascino affascinare dalla cultura della morte”. I vescovi chiedono poi che “la libertà di coscienza sia non solo affermata formalmente ma anche effettivamente rispettata nel campo della ricerca come in quello dei servizi di cura. Ciò che è tecnicamente possibile non è necessariamente buono per la persona che lo subisce e per la società che lo autorizza”. I vescovi – ha concluso l’arcivescovo – proseguiranno pertanto il loro lavoro di riflessione sulla bioetica per “dare un contributo utile ai dibattiti che ci saranno nel nostro Paese in occasione della revisione delle leggi sulla bioetica”. Portogallo: “migliorare il sistema educativo”Si è conclusa nei giorni scorsi, a Fatima, la riunione della 168ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese (Cep), che ha visto la partecipazione anche del presidente della Conferenza degli Istituti Religiosi portoghesi (Cirp) e del presidente della Federazione nazionale degli Istituti Secolari (Fnis). Nel comunicato finale i vescovi si sono soffermati in particolare sulla situazione della scuola in Portogallo: “L’educazione scolastica, antropologicamente fondata e indirizzata allo sviluppo integrale della persona umana, di tutti e di ogni alunno, è un’esigenza assoluta per il futuro della società portoghese”. Una parola specifica è stata diretta ai principali interlocutori: “Agli alunni, i vescovi intendono ricordare quanto sia importante il loro sforzo e dedizione allo studio, in un tempo di profondi cambiamenti ed incertezze, che richiede da parte delle nuove generazioni solide conoscenze di base, ricerca del senso dell’esistenza, atteggiamento di disciplina, spirito critico e attiva partecipazione civica”. “Ai genitori, intendono manifestare apprezzamento per l’amore con il quale si dedicano all’educazione dei figli, che oggi necessita di un accompagnamento ancora più attento, in un contesto sociale in cui aumentano le problematiche e i dilemmi, e dove non esiste una formazione adeguata e la possibilità di condividere soluzioni”. “Ai professori, riconoscendo la crescente complessità nella quale si trovano ad esercitare la loro missione e autorità professionale, i vescovi desiderano rivolgere una parola di stimolo e di fiducia, coscienti dei buoni risultati già ottenuti, sia nelle scuole statali, sia in quelle private”. “Solo in un clima di fiducia, di mutua comprensione e di speranza è possibile migliorare il sistema educativo”, conclude il documento. Belgio: il card. Danneels in Cina Una delegazione di vescovi belgi, guidata dal card. Godfried Danneels, è partita il 31 marzo scorso per una visita pastorale in Cina che si concluderà tra due settimane. Della delegazione fanno parte i vescovi di Bruges, Tournai, Liegi e Brabant wallon, il segretario generale della Conferenza episcopale e responsabili di congregazioni missionarie. “Il gruppo – si legge in un dispaccio dell’agenzia cattolica belga “Cathobel” – incontrerà i rappresentanti delle ‘due Chiese’, la Chiesa ufficiale cinese e la Chiesa clandestina fedele all’autorità di Roma”. La delegazione si recherà sulle tombe dei missionari belgi. “Il fatto che la delegazione belga si è recata in Cina in questo momento – precisa Cathobel – è puramente casuale”. I vescovi hanno già visitato Pechino, la diocesi di Shenyang (nella provincia di Liaoning) e sono arrivati domenica 6 aprile nel così chiamato “villaggio dei pini” che si trova sempre nella regione di Liaoning. Qui sono stati calorosamente accolti con applausi, bandiere e fuochi di artificio da una folla di circa 1.500 persone. Dopo lo scambio dei saluti, la cerimonia si è conclusa con il canto del Padre Nostro in cinese.