UE
Anno europeo del dialogo interculturale
Con le iniziative collegate all’Anno europeo del dialogo interculturale comincia a circolare nel vecchio continente lo slogan “Insieme nella diversità”. Gli obiettivi dichiarati per questi dodici mesi sono molteplici: “favorire la comprensione reciproca e la convivenza”; esaminare i vantaggi della diversità culturale; “promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alle questioni europee” e “stimolare il senso di appartenenza all’Europa”.Centinaia di appuntamenti. Questa settimana a Bruxelles si è svolto il secondo dei sette appuntamenti ufficiali nell’ambito del programma per il 2008. Mercoledì 2 aprile si è parlato, nel corso di una partecipata conferenza internazionale, del ruolo delle espressioni artistiche e culturali a favore dell’integrazione tra i popoli e gli Stati. L’evento, proposto in cooperazione con il Forum europeo per le arti (Feap) e la Fondazione europea della cultura (Fec), si è aperto con un intervento del commissario Jan Figel’ e concluso dall’eurodeputata Claire Gibault. Tra i relatori Jette Sandahl, direttrice del museo della città di Copenaghen, e Ahmet Polat, fotografo turco-olandese. “Si tratta di un incontro dedicato alle diverse forme dell’arte presenti nel continente – ha spiegato Figel’ – e anche al concetto dinamico di identità”. La serie dei dibattiti promossi nella capitale belga era stata inaugurata il 5 marzo per riflettere – fra decisori politici, donne e uomini di cultura di varie nazionalità, esperti e giornalisti – sul rapporto tra migrazioni e integrazione. Seguiranno altri cinque appuntamenti dedicati alle religioni in Europa (14 maggio), ai luoghi di lavoro (4 giugno), al multilinguismo (10 settembre), all’educazione (1 ottobre) e ai media (5 novembre). Il ruolo del dialogo interreligioso. Oltre a questi momenti “centrali”, sono già in calendario centinaia di manifestazioni “decentrate” nei 27 paesi dell’Unione e in quelli candidati. Il programma completo delle manifestazioni è aggiornato sul sito web www.dialogue2008.eu, dove è possibile trovare anche documenti, relazioni sugli eventi, tutte le novità e anche i progetti, a livello comunitario e nazionale, che vengono finanziati dall’Ue e che riguardano scuole, università, società civile, ong, associazioni, comunità religiose, mezzi della comunicazione sociale. In vista dell’incontro sul dialogo interreligioso di metà maggio, la Commissione afferma che “le fedi religiose, le filosofie e le convinzioni sono parte integrante di una diversità culturale che, attraverso il dialogo, arricchisce le nostre società e contribuisce all’appagamento individuale”. Ma nelle nostre società “sempre più multiculturali, la differenza di fedi, credo e convinzioni può portare a giudizi erronei e paure. Il dialogo basato sul rispetto può aiutare a superare queste paure incoraggiando la reciproca conoscenza e apertura”. L’Anno speciale mira in tal senso “a incoraggiare il confronto sia all’interno che tra le varie comunità religiose”. In questo contesto “le attività educative e l’apertura nei confronti di altre fedi giocano un ruolo importante”. Per il 2009 ricerca e innovazione. Il compito di fondo di ogni “anno speciale” è quello di insistere su un tema, soprattutto a carattere sociale, culturale o civile, ritenuto di primaria importanza per il cammino verso l’Europa unita. Al centro dell’interesse degli ultimi anni europei sono state le persone disabili (2003), l’educazione attraverso lo sport (2004), l’educazione alla cittadinanza (2005), la mobilità dei lavoratori (2006) e le pari opportunità per tutti (2007). Questa stessa settimana ha inoltre preso quota il progetto complessivo per il 2009. Lunedì 31 marzo, infatti, Jan Figel’ ha reso noto che la Commissione proporrà a Parlamento e Consiglio Ue – cui spetta la decisione finale – di proclamare il 2009 quale Anno europeo della creatività e dell’innovazione. Per l’Esecutivo l’Europa e il mondo moderno hanno bisogno di “uno sviluppo rapido della conoscenza”. Inoltre, “in una società della conoscenza caratterizzata dalla diversità culturale, la popolazione necessita di qualifiche e di competenze che permettano di considerare il cambiamento come un’occasione”. L’Europa deve dunque “stimolare la sua capacità di creare e innovare, sia per ragioni sociali che economiche”. Nel 2010 il tema sarà la lotta alla povertà. Di assoluta rilevanza anche l’argomento già definito per il 2010, che sarà invece l’Anno della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Consistente la dotazione finanziaria per le manifestazioni ufficiali che passa dai 10-12 milioni previsti per quest’anno a 17 milioni di euro. “La lotta contro la povertà e l’esclusione sociale – ha spiegato a questo riguardo il commissario competente, Vladimir Spidla – è uno degli obiettivi centrali dell’Unione europea. L’Anno speciale porterà avanti questo discorso, facendo opera di sensibilizzazione tra il pubblico sul fatto che la miseria e l’emarginazione continuano a incombere sulla vita quotidiana di tanti europei”.