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La via del futuro

Europa: dialogo e non scontro tra le diversità

Il dialogo tra le differenti culture, la tutela delle libertà fondamentali (fra cui quella di parola), il rapporto fra tali libertà e la giurisprudenza, il ruolo delle religioni nell’Europa e nel mondo contemporaneo. Sono alcuni dei temi affrontati al summit dei ministri degli esteri dei Ventisette a Brdo, in Slovenia, il 28 e 29 marzo. Questioni sollevate a proposito di altrettanti temi in agenda: il processo di pace in Medio Oriente e nei Balcani, i recenti fatti in Tibet, le relazioni Ue-Russia, le polemiche seguite alla messa in rete del film antislamico “Fitna” del deputato olandese di estrema destra Geert Wilders.Su questo punto s’era già espresso chiaramente il premier dei Paesi Bassi, Jan Peter Balkenende: “Il film stabilisce un’equazione tra islam e violenza. Respingiamo questa interpretazione”. La stessa linea è stata assunta dai capi delle diplomazie degli Stati membri che hanno ribadito il diritto alla libertà di espressione quale “valore essenziale dell’Unione europea”, ma hanno ricordato che essa deve rispettare le convinzioni altrui, con particolare riguardo ai credo religiosi. Inoltre a Brdo è stato sottolineato come “l’islam non può essere assimilato alla violenza”, anche perché sempre più spesso gli stessi musulmani sono vittime di violenze.L’Europa conferma, in questo senso, la propria vocazione di “casa comune”, in cui le differenze dovrebbero sempre essere rispettate e valorizzate; il Vecchio continente poggia del resto su molteplici pilastri, dove la storia e le tradizioni più antiche (fra cui spicca la fede cristiana) si incontrano con più recenti o meno consuete espressioni culturali, filosofiche, religiose, artistiche… Il mutare dei tempi e della mentalità, gli stessi fenomeni migratori impongono all’Europa accelerazioni e novità che vanno affrontate al contempo con consapevolezza identitaria, coraggio, disponibilità e, quando occorre, fermezza.dovrebbe essere questo il senso complessivo del 2008, proclamato Anno europeo del dialogo interculturale. Che, fra l’altro, ha assunto sin dal suo esordio, anche grazie ai vertici Ue e ai vari leader religiosi, positive interpretazioni estensive nella direzione del dialogo interreligioso.Dopo una serie di momenti inaugurali, ora l’Anno sta entrando nel vivo delle manifestazioni, davvero numerose, previste negli Stati membri e nelle città sede di istituzioni comuni, a cominciare da Bruxelles e Strasburgo. In questi primi mesi si è soprattutto insistito sulla necessità di far incontrare le diverse culture e fedi, in modo da favorire conoscenza e rispetto reciproco. Ora è tempo di fare qualche passo in avanti. Per un arricchimento complessivo, l'”unità nella diversità” dovrebbe diventare valore condiviso, habitus quotidiano. Solo così essa potrà trasformarsi in modo di pensare e di agire, in efficace volontà di confronto che parte dai rispettivi dna culturali e religiosi per poi generare maggiore rispetto del prossimo, incontri costruttivi e vero progresso civile.