Germania: più fondi per gli asili nidoPiù fondi per gli asili nido: questa la richiesta del Comitato dei cattolici del Land Baviera, formulata in un comunicato diffuso il 25 marzo a Monaco. Secondo il Comitato, le spese sostenute dalla Federazione, dai Länder e dalle comunità per gli asili nido devono essere “aumentate in modo consistente” rispetto a quanto precedentemente previsto. “Altri Paesi europei spendono più del doppio rispetto alla Germania” per queste finalità, viene sottolineato nel documento. Occorre inoltre migliorare, secondo il Comitato, la funzione educativa e formativa delle famiglie mediante un “incremento sostanziale” delle uscite per le misure di formazione dei genitori. Questi, prosegue il comunicato, devono essere “sostenuti con un indennizzo per le spese familiari” che va considerato “in primo luogo un indennizzo per le prestazioni familiari”. Da questo punto di vista, il Comitato ha espresso parere negativo circa i fondi statali messi a disposizione dei genitori e delle istituzioni scolastiche extrafamiliari, in quanto non rispondono “né alle esigenze di autentica libertà di scelta per l’educazione in famiglia o nelle strutture di assistenza, né agli standard richiesti per un’assistenza qualitativamente ottimale al di fuori della famiglia”. Nell’incremento delle offerte di assistenza occorre infatti “guardare soprattutto a migliorare la qualità nel settore educativo e formativo”, evitando discrepanze tra asili nido. Pertanto, il Comitato ha rivolto un appello ai politici bavaresi, affinché venga fatto di tutto per “raggiungere e garantire” il miglior servizio possibile. Il Comitato rivendica inoltre pari opportunità di formazione anche per i bambini immigrati e disabili, nonché quelli provenienti da contesti sociali difficili. Portogallo: Porto, nel 2010 la missione diocesana “L’impegno per una responsabilità attiva e creativa che guardi l’anno 2010 come occasione propizia per una missione diocesana improcrastinabile”: è quanto richiesto ai presenti da mons. Manuel Clemente, vescovo di Porto, in occasione della celebrazione della Messa del Crisma nel corso della quale ha annunciato la missione diocesana programmata per il 2010, intitolata “Un programma liberatore: Corresponsabilità per la nuova evangelizzazione”. “Questa sarà l’occasione – ha spiegato il vescovo di Porto – in cui tutte le comunità cristiane della diocesi – parrocchie, congregazioni, associazioni e movimenti – dovranno mostrarsi capaci di offrire se stesse, con quel nuovo ardore, quei nuovi metodi ed espressioni indicate un già da un quarto di secolo da Giovanni Paolo II”. Con una popolazione che supera i due milioni d’abitanti e una partecipazione eucaristica domenicale che si aggira attorno al 20%, la diocesi portuense è costituita da un clero anziano, che mons. Clemente ha ribattezzato “eroico, per la dedizione mostrata in numerose occasioni, nonostante l’età avanzata e le condizioni precarie di salute”. Per affrontare il futuro in modo adeguato, ha aggiunto, “è fondamentale valorizzare maggiormente anche il contributo dei laici: si tratterà di affinare il servizio specificatamente presbiterale, per ciò che concerne la predicazione, la presidenza eucaristica, l’accompagnamento spirituale e la riconciliazione sacramentale”. Nella stessa prospettiva, il vescovo ha fatto un riferimento al diaconato permanente: “sono felice dell’adesione generale del clero di Porto al rilancio della formazione di questi preziosi collaboratori sacerdotali, e sono sicuro che da qui a qualche anno essi si andranno generalizzando nelle parrocchie con vantaggi per la predicazione, i sacramenti e le azioni socio-pastorali”.Inghilterra: bimbi cresciuti troppo in fretta”I bambini inglesi crescono troppo in fretta”: ne è convinto Jim Richards direttore della associazione “Catholic Children’s society” dell’arcidiocesi di Westminster a Londra, che riporta un sondaggio condotto dalla casa editrice “Random House”, secondo cui oltre la metà dei genitori del Regno Unito ritiene che l’infanzia oggi finisca a undici anni. Il 53% di giovani che hanno sedici anni o anche di meno hanno il permesso di rimanere fuori casa dopo le undici di sera, il 45% dei genitori consentono ai figli sedicenni di trascorrere la notte nella casa della loro ragazza o del loro ragazzo e il 71% dei genitori ammettono che i figli hanno scarso rispetto per la loro autorità. “La stessa cosa sta capitando nella fascia di età di otto, nove e dieci anni. Una catena di negozi vendeva una maglietta per bambine di questa età con uno slogan che diceva ‘così tanti ragazzi, così poco tempo’. Non va bene che una bambina di questa età indossi una maglietta di questo tipo.”, commenta Richards. Tutto questo mentre sulla rete spopola un video gioco, “Miss Bimbo”, che consiste nel creare e vestire un avatar, un personaggio virtuale, e partecipare ad un concorso di bellezza dove per vincere si può fare ricorso a pillole dimagranti e chirurgia estetica da acquistare in ‘bimbo-dollari’. Se il giocatore eccede nel budget virtuale per proseguire il gioco deve inviare un sms di una sterlina e mezzo. E questi sono soldi veri.