RASSEGNA DELLE IDEE
Herder-Korrespondenz: la presenza dei cristiani nell’ex Ddr
Nei Länder dell’ex-Ddr coloro che si dichiarano membri di una Chiesa cristiana rappresentano solo un quarto della popolazione; nonostante ciò, sia cattolici che evangelici dimostrano il proprio impegno per raggiungere i loro contemporanei non credenti. Norbert Zonker, per l’edizione di marzo della Herder-Korrespondenz, fornisce una panoramica sulle molteplici presenze ecclesiali nella Germania dell’Est. Una sintesi di Irene Vogt.Le due tendenze. “Dopo due decenni dalla cosiddetta “svolta” la vita ecclesiale nella ex-DDR è notevolmente cambiata.” Sia la chiesa cattolica che quella protestante, poste a confronto con la secolarizzazione, hanno dovuto ripensare il loro ruolo e le forme della loro presenza istituzionale. “Su circa 16,5 milioni di abitanti, 3,5 sono protestanti e 800.000 cattolici.” Un calo per entrambe le chiese che, rispetto al 1990, hanno visto ridotti i loro ranghi del 40% (protestanti) e 30% (cattolici). Oltre alle cause demografiche, ha un certo influsso il contesto secolarizzato, come emerso da alcune inchieste svolte dal “Religionsmonitor”. “Sono presenti due tendenze principali: da una parte la consapevolezza che l’esercizio pubblico della propria religione si sia mantenuto sia durante gli anni del socialismo, sia in quelli seguenti; dall’altra, una certa resistenza agli influssi religiosi da parte della maggioranza della popolazione, unita però ad un’apertura intellettuale per questioni a sfondo religioso.”Lo “sforzo” ecumenico . Entro tale contesto i vescovi hanno posto un forte accento sull’attività formativa, in particolare attraverso le scuole, che attirano studenti provenienti anche da famiglie a-confessionali. Un’altra forma di presenza sono le celebrazioni di anniversari, come l'”Anno Elisabettiano” o l’anniversario della nascita della mistica Mechthild di Magdeburgo, occasioni per esprimere la propria consapevolezza ecclesiale e svolgere pure una certa attività missionaria, attraverso conferenze, incontri, esposizioni. “Per evitare che tali eventi restassero solo a livello di folklore o di attrattiva turistica, essi sono stati accompagnati da iniziative di assistenza a malati e poveri e da incontri di preghiera”. “Eventi e mostre civiche sono anche divenuti occasioni per dare testimonianze concrete dello sforzo ecumenico delle due chiese, come alla Bundesgartenschau (mostra del giardinaggio) di Gera nel 2007, con 150.000 visitatori nel padiglione ecclesiale”. A livello pastorale e liturgico si notano iniziative che cercano di contattare i non credenti, come “quella del vescovo ausiliare di Erfurt che invita i giovani, in particolare gli studenti non battezzati delle scuole cattoliche, a una celebrazione dei periodi di “svolta nella loro vita, o coppie di sposi e fidanzati, siano essi credenti o meno, a benedizioni”.I vescovi, figure di riferimento . “La presenza delle chiese si nota anche nella cura per gli edifici di culto”, in gran parte in mano ai protestanti. Si sono costituite delle associazioni per il restauro e la manutenzione delle chiese, strumento concreto per la trasmissione dell’eredità e cultura cristiana. “L’esempio più evidente è la ricostruzione della Frauenkirche di Dresda, divenuta centro per la pace e la riconciliazione”. Paradossalmente accanto a tale fermento, le comunità ecclesiali si vanno via via riducendo di numero, del 50% a Berlino e del 75% a Magdeburgo per esempio. “I vescovi, in tale contesto, rimangono le figure di riferimento per mantenere la continuità”. In particolare ai tempi della Ddr il legame tra vescovi e fedeli era un importante elemento di unità entro un contesto ostile alla chiesa. In tal senso anche oggi conta molto l’alto profilo pastorale dei vescovi dei Länder orientali. Calo dei religiosi. Per quanto riguarda le finanze, nella maggior parte delle diocesi le entrate fiscali non bastano per coprire tutte le spese, per cui nel 2009 perderanno il posto di lavoro 600 persone impiegate nell’apparato ecclesiale. La presenza degli Ordini religiosi è passata dal boom di istituzioni e fondazioni, avvenute attorno al 1990, a una certa riduzione attuale, dovuta principalmente al calo numerico dei religiosi stessi. “Sono da notare la rifondazione del monastero di monache cistercensi Helfta a Eisleben e quello dei benedettini a Huysburg, centro spirituale della diocesi di Magdeburgo”. Centri più antichi come quello di St. Marienthal si sono poi evoluti in Centri di incontri internazionali. “La presenza dei laici cattolici non è ancora così ben sviluppata”, basti pensare alle poche occasioni in cui i Katholikentage sono stati organizzati nell’ex-Ddr: solo nel 1994 e, in futuro, forse nel 2014. I rapporti con lo stato sono caratterizzati da una parte dalla sottoscrizione di concordati tra alcuni Länder e la Santa Sede (nel 2003 con il Brandeburgo), dall’altra da attriti causati dalla mancanza di ascolto delle chiese da parte del potere legislativo, in particolare per l’insegnamento di religione nelle scuole e per la legge riguardante il ruolo da riconoscere alla domenica, visto come “caso esemplare di “egemonia culturale”.