ECUMENISMO
Francia: messaggio per la PasquaUn pensiero particolare per le minoranze cristiane del Medio Oriente e per tutti quei cristiani che nel mondo sono “minacciati, talvolta perseguitati, costretti all’esilio, in condizioni di vita insopportabili”. A chiederlo in questo periodo della Pasqua è il Consiglio delle Chiese cristiane in Francia. Il metropolita ortodosso Emmanuel, il card. André Vingt-Trois e il pastore protestante Claude Baty dedicano quest’anno il loro tradizionale messaggio per la Pasqua a tutti coloro che “soffrono a causa della loro fede”. “Preghiamo affinché la libertà di coscienza e di culto sia veramente rispettata in tutti i Paesi”. Ortodossi: il metropolita Kirill all’OnuIl 18 marzo, il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, presidente del dipartimento affari esterni del Patriarcato di Mosca, è intervenuto a Ginevra ad una conferenza su “Il dialogo interculturale sui diritti dell’uomo” nel quadro della VII Assemblea del Consiglio di diritti umani dell’Onu (3-28 marzo). Nel suo intervento, il metropolita Kirill ha presentato la visione dei diritti umani secondo il punto di vista della tradizione ortodossa ed ha sottolineato il pericolo di derive che alcuni valori universali stanno conoscendo in alcune circostanze. “L’approccio secolare – ha detto il metropolita russo – spinge spesso gli uomini a rinunciare all’espressione pubblica della loro fede”. Kirill ha quindi espresso la convinzione che la nozione dei “diritti umani non deve entrare in contraddizione con le norme etiche che la maggioranza degli esseri umani riconosce come veri”. A questo proposito, Krill ha annunciato che la Chiesa ortodossa russa sta preparando un documento sulla visione ortodossa dei diritti e della dignità dell’uomo che sarà esaminata al prossimo Concilio dei vescovi del Patriarcato di Mosca che si riunirà quest’anno in estate.Iraq: le Chiese contro l’intervento militareLa guerra in Iraq è stata un errore disastroso e per questo vi si deve porre termine. È questo il messaggio che negli ultimi cinque anni è stato più volte ripetuto, ma che le sale di governo hanno sistematicamente ignorato. Ad affermarlo è il pastore Michael Kinnamon, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese cristiane degli Usa (Ncccusa), in occasione del quinto anniversario della guerra in Iraq scoppiata il 19 marzo 2003. Parlando a nome delle 35 chiese anglicane, ortodosse e protestanti che compongono il Consiglio nazionale, Kinnamon ha evidenziato come il conflitto, giustificato con la necessità di rendere più sicuri gli Stati Uniti, abbia invece prodotto una nuova generazione di terroristi facendo così dell’America un luogo meno sicuro di prima. “L’unica vera sicurezza – ha detto – è quella che possiamo costruire insieme agli altri”. Il quinto anniversario dello scoppio della guerra in Iraq è stato ricordato anche dalla chiesa metodista di Gran Bretagna. “Il conflitto iracheno ha avuto in termini di vite umane un costo molto più alto di quello immaginato”, ha affermato Anthea Cox, coordinatrice del Dipartimento per la vita pubblica e la giustizia sociale dei metodisti britannici, esprimendo vicinanza e preoccupazione per i cristiani in Iraq, anche in relazione alla vicenda dell’arcivescovo Rahho di Mosul: “Il suo rapimento e la sua tragica morte illustrano il grande pericolo a cui sono oggi esposti tanto i cristiani quanto le altre comunità di minoranza in Iraq”.Ginevra: morto il teologo VischerLutto nel mondo ecumenico. E’ morto l’11 marzo a Ginevra all’età di 81 anni il teologo riformato Lukas Vischer. Numerose le testimonianze di cordoglio dal mondo ecumenico, che lo hanno ricordato come direttore della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese, pioniere della Concordia di Leuenberg, promotore del testo “Battesimo, eucaristia e ministero” (Bem) e fondatore della Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen). Il patriarca ecumenico Bartolomeo I ha ricordato la sensibilità di Vischer per la tradizione ortodossa, e mons. John Radano del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani, ha rilevato il suo ruolo di osservatore del Cec nel Concilio Vaticano II. Anche Colin Williams, segretario generale della Conferenza delle chiese europee (Kek), ha rilevato l’importante contributo di Vischer nell’Ecen, “al cui interno ha offerto il suo saggio consiglio e forte sostegno”. Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, lo ritrae come “un uomo dotato di visione e grande passione per il futuro della vita sulla terra e una chiesa visibilmente unita nella fedeltà alla chiamata di Cristo”.