Germania: i media e la PasquaMons. Gebhard Fürst, responsabile della Commissione per i media della Conferenza episcopale tedesca ha espresso critiche ai palinsesti delle emittenti televisive private tedesche in occasione della Pasqua. “Negli orari migliori per le trasmissioni vengono offerte produzioni di commedia, azione e film dell’orrore che non hanno niente a che fare con la festa di Pasqua”, scrive mons. Fürst in un articolo pubblicato il 17 marzo sul settimanale “Neue Bildpost”. Pur dicendosi “realista” circa la “pluralità dei valori nella società”, il vescovo ha definito “molto deplorevole” questa tendenza. Al contrario, mons. Fürst ha espresso un giudizio positivo sulla scelta del palinsesto della TV pubblica: “l’inserimento di temi cristiani da parte di Ard e Zdf tiene conto del fatto che in molte persone si fanno strada una maggiore apertura e sensibilità per il religioso”, ha affermato. Poiché molti spettatori hanno fame di spiritualità, ha concluso, “occorre dar loro un buon nutrimento anche attraverso i media”.Portogallo: contro il divorzio “elettronico”I vescovi portoghesi si dicono preoccupati per l’introduzione del “divorzio elettronico”: il servizio, messo a disposizione in rete gratuitamente dal Governo per i casi più semplici, senza beni in comune e figli, mira a ridurre i tempi medi dei processi. Sarà infatti possibile divorziare tramite la rete Internet tra i 4 e i 20 minuti di tempo, posto che si abbiano a disposizione tutti gli elementi relativi ai coniugi e ai loro procuratori. Mons. Jorge Ortiga, ha dichiarato che “si tratta di un provvedimento inaccettabile per la Chiesa, dal momento che esso favorisce e indirizza allo scioglimento del vincolo matrimoniale in pochi minuti: quasi una vera e propria promozione al divorzio”. “Nessuno ignora che la vita matrimoniale ha dei momenti di allegria e felicità che sia alternano ad altri in cui si possono verificare difficoltà di diverso genere” – ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep) – “ma l’amore non esiste senza la sofferenza e il dolore, e attendersi un amore estraneo a qualunque contrattempo è puramente utopico”. “La riflessione, la pazienza e il dialogo sono invece virtù fondamentali per la salvaguardia del matrimonio – ha concluso mons. Ortiga: “Non si deve in alcun modo facilitare il divorzio e indurre le persone a preferire l’interesse immediato; al contrario, le difficoltà rendono l’amore molto più adulto e cosciente: nel suo ruolo evangelizzatore, la Chiesa non può esimersi dal rammentare che l’amore è capace di crescere anche nei e mediante i momenti di sofferenza, dinanzi ai quali il divorzio non è affatto l’unica e la migliore soluzione”.Irlanda: 2008-2009, l’Anno per le vocazioni Un anno dedicato alle vocazioni, preoccupazioni per la legislazione sugli immigrati che punisce la vita famigliare di chi è separato per motivi di lavoro e un invito a collocare gli eventi sportivi alla domenica pomeriggio così che al mattino si possa avere tempo di andare in Chiesa e stare con la famiglia. Questi i temi più importanti discussi dai Vescovi cattolici irlandesi al loro incontro trimestrale che si è concluso la scorsa settimana a Maynooth, County Clare. In agenda anche la salvaguardia dell’ambiente – i vescovi stanno preparando una lettera pastorale che verrà pubblicata nei prossimi mesi e il referendum sul nuovo trattato dell’Unione europea. Tra il 13 aprile 2008, domenica dedicata alle vocazioni, e il 3 maggio 2009 un team, guidato dal direttore nazionale per le vocazioni don Paddy Rushe e da Brenda Drumm, coordinerà varie iniziative che celebrano i vari tipi di vocazione tra i quali la vita dei single. L’anno delle vocazioni verrà lanciato insieme a un website (www.yourvocation.ie) dall’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin il prossimo 13 aprile. I vescovi irlandesi hanno annunciato, tra le altre cose, un comunicato sul trattato di Lisbona che verrà pubblicato non appena il governo renderà nota la data del referendum. Preoccupazione è stata espressa dalla Conferenza episcopale sulla legge sull’immigrazione e l’asilo politico che il parlamento sta discutendo in questo periodo. Non viene protetto a sufficienza dalla legge il diritto degli immigrati di essere riuniti con le loro famiglie e le persone vittime di traffico umano dovrebbero avere diritto a un periodo di residenza temporanea di almeno sei mesi come stabilito dalla convenzione del Consiglio di Europa contro il traffico di esseri umani non ancora ratificata dall’Irlanda.