PARLAMENTO UE

Dopo cinquant’anni

Dalla storia agli impegni futuri

Nella sessione plenaria che ha preceduto la riunione del Consiglio Ue di Bruxelles, l’Europarlamento ha ospitato un dibattito sul summit e ha celebrato il proprio cinquantesimo compleanno. Dall’Emiciclo è giunto il via libera alla creazione dell’Istituto europeo di tecnologia. Trasporti più sicuri e meno inquinanti e processo di ammodernamento della Politica agricola comune sono stati altri piatti forti della seduta di Strasburgo del 10-13 marzo, che ha fra l’altro accolto il presidente dell’Estonia. Toomas Hendrik Ilves ha tenuto un discorso su successi e limiti dell’allargamento e sulla presenza dei paesi dell’est nella “casa comune”.Via libera allo Iet. Cambiamenti climatici, energia rinnovabile, prossima generazione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Potrebbero essere questi i primi temi sui quali si renderà operativo l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Iet), del quale l’Assemblea ha approvato il regolamento organizzativo. Il deputato finlandese Reino Paasilinna ha illustrato la relazione parlamentare che definisce obiettivi e funzioni della nuova istituzione. “Il suo ruolo è di contribuire alla crescita economica e alla competitività sostenibili in Europa”, rafforzando la capacità di innovare e trasferendo “conoscenze e progetti a vantaggio delle imprese, incluse le aziende piccole e medie”. Particolari compiti sono intesi a integrare istruzione superiore, universitaria e ricerca applicata, il cosiddetto “triangolo della conoscenza”. Secondo il regolamento, l’Iet dovrà inoltre “svolgere attività di sensibilizzazione tra le organizzazioni partner potenziali e incoraggiare la loro partecipazione alle sue attività”, così da poter contare su finanziamenti pubblici e privati. L’Ue ha stanziato 308 milioni di euro per l’Istituto per il periodo 2008-2013.Più sicurezza sugli aerei. Fra i documenti votati dai deputati figura un regolamento che stabilisce “norme comuni volte a garantire la sicurezza di aeroporti, velivoli e passeggeri” tramite una serie di controlli e misure, “inclusa la possibile presenza a bordo di sceriffi del cielo”. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle, l’Ue e gli Stati membri avevano adottato una serie di misure preventive per contrastare il terrorismo. Nel complessivo consolidamento della politica di sicurezza avviato dai Ventisette, si conferma ora questa particolare attenzione ai trasporti aerei, ritenuti particolarmente a rischio. Il regolamento stabilisce che dovranno essere fissate “sanzioni per gli operatori inadempienti, accertabili anche da ispezioni a sorpresa effettuate su iniziativa della Commissione”. Trasporti: meno smog in città. Ampia anche la discussione sulla relazione intesa a promuovere normative e politiche attive per decongestionare il traffico urbano, mediante il ricorso alle ultime tecnologie, ma anche facendo leva sulla promozione di comportamenti individuali e collettivi “sostenibili” (maggior utilizzo dei trasporti pubblici, car sarin…), sulle esenzioni fiscali e su una tassazione in funzione delle emissioni inquinanti. Il testo punta inoltre a incentivare la rottamazione dei veicoli vecchi e alla introduzione di pedaggi per l’accesso alle aree metropolitane, dove lo smog ha raggiunto pericolosi livelli di saturazione. La relazione prendeva le mosse da un quadro definito “preoccupante”. Un terzo del consumo totale di energia nell’Ue “è legato al settore dei trasporti”: in questo ambito autovetture, camion e pullman assorbono l’83% di carburanti, derivanti quasi esclusivamente dal petrolio. Da qui la necessità di agire mediante diverse leve: introducendo negli Stati membri azioni per promuovere auto meno inquinanti; tassando maggiormente chi inquina di più; incentivando anche finanziariamente la ricerca. L’aula ha però bocciato un emendamento dei Verdi che chiedeva il limite dei 130 chilometri l’ora sulle autostrade di tutta Europa, per favorire la sicurezza stradale e ridurre le emissioni di CO2. Biogas: risorsa “pulita”. Si inserisce nelle azioni comunitarie per tutelare l’ambiente e razionalizzare gli approvvigionamenti energetici la relazione dell’ungherese Csaba Tabajdi. “Il biogas rappresenta una risorsa energetica essenziale – afferma – che contribuisce allo sviluppo economico, agricolo e rurale sostenibile e alla protezione dell’ambiente”. Esso può inoltre contribuire “alla riduzione della dipendenza energetica dell’Ue”. La produzione di biogas “da letame, liquami e rifiuti urbani, animali e organici concorre alla diversificazione energetica e pertanto può fornire un contributo alla sicurezza e alla competitività degli approvvigionamenti” in questo settore, aprendo prospettive di nuovi redditi e di risparmi alle imprese agricole. Da qui la richiesta del Parlamento di sfruttare il potenziale del biogas “aumentando i finanziamenti e intensificando la ricerca”, garantendo però che “ciò non metta a repentaglio l’approvvigionamento alimentare”. La relazione esplicita la richiesta di inserire il biogas nella futura direttiva sulle energie rinnovabili.