CONSIGLIO UE

Tenere alta la guardia

Per fronteggiare sfide e incertezze interne ed esterne

“La Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione ha grandemente facilitato le riforme economiche in Europa: soprattutto da quando è stata rilanciata, nel 2005, ha mostrato frutti evidenti”. Tuttavia le “sfide della mondializzazione e le incertezze” in cui si trovano i mercati internazionali “non ci permettono di abbassare la guardia”. Janez Jansa, premier sloveno e presidente di turno del Consiglio Ue, insiste da tempo su questi argomenti, ribaditi nella lettera di invito agli altri ventisei capi di Stato e di governo in vista del summit di primavera.Investire su ricerca e formazione. Il programma della riunione del 13 e 14 marzo, nel palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, prevedeva un confronto tra i leader degli Stati membri e il presidente dell’Europarlamento, quindi specifiche sessioni dedicate ai piani nazionali triennali della Strategia di Lisbona, ai temi legati all’energia e al cambiamento climatico nonché alla stabilità dei mercati finanziari. Una comunicazione è stata invece riservata alla proposta francese di Unione mediterranea. Attorno al tavolo del summit s’è discusso degli investimenti da effettuare per ricerca e formazione così da rafforzare l'”economia della conoscenza” dell’Unione; alcuni leader hanno insistito maggiormente sui temi della coesione sociale, dell’occupazione, di un maggior coordinamento delle politiche comunitarie in questi settori, fatte salve le prevalenti competenze nazionali e il principio di sussidiarietà. Proprio su questo versante non sono mancate le voci critiche, secondo cui l’Ue marcia ancora con velocità differenti tra paese e paese.Lavoro, energia, mercati finanziari. Le discussioni dei capi di Stato e di governo erano state precedute nelle scorse settimane da un vasto confronto in sede Ue, culminato con il dibattito di mercoledì 12 marzo nell’emiciclo dell’Europarlamento a Strasburgo. Nuova fase della Strategia di Lisbona, questione energetica e ambiente, stabilità delle Borse e delle monete: Janez Lenarci, segretario di Stato agli affari europei sloveno, ha anticipato le priorità del summit che “cade in un momento in cui l’economia internazionale è in cerca di risposte”. “I fondamentali dell’economia comunitaria sono buoni – ha spiegato in aula il rappresentante della presidenza di turno -, ma le turbolenze dei mercati finanziari hanno prodotto instabilità”. Cresce inoltre la concorrenza estera e “l’Ue non può stare a guardare”. Da qui l’urgenza di una più efficace applicazione degli accordi di Lisbona a livello nazionale. “Occorre scommettere sulla cosiddetta quinta libertà”, ha spiegato Lenarcic, oltre che su quelle “storiche” relative alla circolazione di persone, merci, capitali e servizi. “È necessario far circolare liberamente il sapere e i ricercatori e incrementare l’innovazione. In questo modo potremo sostenere le piccole e medie imprese e creare occupazione”, passo essenziale per la coesione sociale. Combattere gli squilibri, no al protezionismo. “Da questo vertice deve emergere un messaggio sostanziale: ossia che la Strategia di Lisbona funziona”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, presente sia a Strasburgo sia al summit di Bruxelles, si concentra su uno dei temi del Consiglio Ue. “Occorre riconoscere che siamo a un tasso di disoccupazione del 7%, tra i più bassi di ogni epoca. Negli ultimi anni sono stati creati oltre sei milioni di posti di lavoro. Non solo: l’occupazione aumenta di pari passo con il crescere della produttività delle imprese. Del resto non possiamo dirci al riparo dalle instabilità finanziarie, il prezzo dell’energia è troppo elevato e al contempo cresce l’inflazione che erode i salari e le pensioni”. “Non possiamo nemmeno sottovalutare il fatto che i ritmi di sviluppo sono troppo diversi tra le nazioni” e che esistono “squilibri tra le varie regioni e tra categorie sociali”: l’allusione va ai dati sull’occupazione di donne e giovani, ancora insufficiente in quasi tutti gli Stati e particolarmente drammatica in alcuni di essi. Per tali ragioni Barroso chiede capacità operativa e “risultati concreti” ai 27. “Dobbiamo scommettere sulla ricerca e l’innovazione, accrescere la formazione dei giovani, completare il mercato unico in modo che le piccole e medie imprese abbiamo più possibilità di vendere i loro beni. Dobbiamo proteggere le nostre economie senza cadere nel protezionismo”.Più occupazione, ma cresce il precariato. Dai capi dei gruppi politici al Parlamento giungono dichiarazioni piuttosto spigolose. Il popolare francese Joseph Daul ricorda: “Siamo per il libero scambio e il mercato, ma occorre proteggere i più deboli in Europa”. Per il socialista tedesco Martin Schulz “la disoccupazione cala ufficialmente nell’Ue, ma aumenta a dismisura il precariato e i salari dei lavoratori crescono meno dei profitti delle imprese”. Il liberaldemocratico britannico Graham Watson parla di “vertice sospeso tra speranze e disperazione”. Dai governi degli Stati membri “arriva il rischio di una fortezza-Europa”.