Germania: 75° del concordatoIn occasione del 75° anniversario della ratifica del concordato tra Chiesa cattolica e il Land Baden-Württemberg, siglato l’11 marzo 1933, mons. Robert Zollitsch, arcivescovo di Friburgo e presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha tracciato un bilancio del rapporto tra il Land e la Chiesa. Intervistato dall’agenzia cattolica tedesca Kna, Zollitsch ha sottolineato l’importanza dell’accordo del 1993 e il fatto che il concordato abbia “contribuito in modo determinante ad una collaborazione affidabile tra due partner autonomi che si rispettano reciprocamente”. “Siamo lieti che ci sia un rapporto così buono tra Stato e Chiesa”, ha detto Zollitsch, pur esprimendo la necessità di “discutere insieme in modo oggettivo le questioni controverse”. Esistono infatti, secondo Zollitsch, “alcune questioni relative all’etica. Ad esempio, per quanto riguarda il dibattito attuale sulla ricerca sulle cellule staminali, come Chiesa abbiamo assunto una posizione chiara. In questo caso dobbiamo continuare ad ammonire nell’interesse della tutela della vita. Anche sull’aborto non ci rassegneremo mai ad accettare che la persona non nata possa godere di una tutela giuridica minore rispetto alla persona nata, e persino che gli aborti vengano finanziati dalle casse previdenziali. Anche per quanto concerne l’eutanasia attiva, saremo sempre chiaramente a favore della tutela della vita”, ha ribadito. Sulla tendenza alla diminuzione in Germania del numero di cattolici praticanti, Zollitsch ha espresso la necessità di “tracciare nuove strade della fede con gli adulti”, nonché di sfruttare maggiormente le opportunità di evangelizzazione offerte dell’insegnamento della religione, che oggi deve essere “legata maggiormente alla pratica religiosa…”. Zollitsch ha evidenziato come la religiosità, intesa come “ricerca di un senso della vita” sia un fenomeno incoraggiante. Tuttavia, “chi si considera religioso non è necessariamente cristiano. In futuro sarà determinante testimoniare la nostra fede cristiana”.Portogallo: “non sprecare” gli anzianiNella seconda conferenza quaresimale nella chiesa cattedrale di Porto, mons. Manuel Clemente ha affermato che “uno dei maggiori sprechi della società contemporanea è la poca valorizzazione delle persone anziane”. “C’è moltissimo da fare nel senso del recupero e del riconoscimento di tutto ciò che essi sono ancora in grado di fornire alla società e al prossimo, sulla base dell’esperienza accumulata in un’intera vita”, ha detto il vescovo. “In tale prospettiva – ha aggiunto – andrebbe sicuramente stimolato ed accresciuto il contributo che essi possono dare sia alle famiglie, sia alle istanze pubbliche ed amministrative”. A parere di mons. Clemente “di fronte alla proposizione della problematica apparentemente umanitaria, ma assolutamente priva di senso dell’accettazione dell’eutanasia, è invece importantissimo sostenere il cammino totalmente contrario dell’accompagnamento e del sostegno agli anziani, soprattutto di quelli più deboli e malati, con tutti i sussidi medicinali e assistenziali possibili, integrandoli con cure palliative che si sono dimostrate di grande efficacia”. “Non possiamo e non dobbiamo disperdere il patrimonio umano che ci viene dagli anziani e dagli infermi – ha concluso – né possiamo, né dobbiamo dimenticarci di loro”.Bulgaria: dieci anni fa mons. Bossilkov beatoIn occasione del decimo anniversario dalla beatificazione di mons. Eugenio Bossilkov, martire fucilato durante gli anni del comunismo, l’8 marzo nella diocesi di Nicopoli (Bulgaria del Nord) è iniziato il pellegrinaggio delle sue reliquie. Le prime tappe saranno le parrocchie di Belene, la città natia del beato, dedicate a “S.Antonio” e alla “Natività della Beata Vergine Maria”. Per l’anniversario la Commissione per la liturgia della diocesi ha preparato un sussidio speciale di testi e preghiere con i seguenti temi: “Bossilkov e la fede”, “Bossilkov e la Chiesa”, “Bossilkov e l’Eucarestia”, “Bossilkov e la preghiera”, “Bossilkov e la Vergine Maria”, “Bossilkov e la famiglia”. Nel libretto sono proposti anche testi dalle lettere pastorali del beato. Il culmine delle celebrazioni sarà il 15 marzo, il giorno esatto quando Giovanni Paolo II ha beatificato mons. Bossilkov a Roma. In tutta la diocesi di Nicopoli saranno celebrate messe di ringraziamento. Nella parrocchia di Bardarski Geran la messa sarà presieduta dal vescovo di Nicopoli, mons. Petko Hristov. Il beato Bossilkov nasce il 16 settembre 1900 a Belene, diventa vescovo della diocesi di Nicopoli nel 1947. Si contraddistingue per la sua intelligenza e l’amore per i giovani. Viene arrestato nel 1952 con l’accusa di spionaggio. Dopo torture atroci viene fucilato l’11 novembre del 1952. Nelle sue ultime lettere ai superiori mons. Bossilkov scrive “se noi non vedremo il futuro splendido, tracciato con il sangue, altri raccoglieranno quello che noi con dolore abbiamo seminato”.