COMECE
L’Europa come “luogo” da abitare con fiducia e responsabilità
“Dietro la politica c’é la metapolitica che, oltre i confini tra i diversi schieramenti, costituisce il fondamento dei progetti e delle azioni che nel loro insieme tendono alla realizzazione del bene comune in Europa”. Da questa considerazione viene, dai vescovi della Comece (Commissione episcopati comunità europea) che hanno concluso il 7 marzo a Bruxelles la loro 38ª assemblea plenaria, un rinnovato appello ai cristiani a dare “un significato alto al processo di costruzione dell’Ue”, nonostante le incertezze, le difficoltà e gli scetticismi. La metapolitica, ha affermato mons. Adrianus van Luyn, presidente Comece, “pone una base di valori sulla quale può fondarsi un dialogo più costruttivo e moderno tra laici e cattolici. Non solo. ma si potrebbe finalmente capire che i cattolici con le loro prese di posizione su diversi temi come la vita, la famiglia, la libertà religiosa e la libertà di educazione non difendono valori di una parte o superati ma valori moderni e che appartengono a tutti”.I valori essenziali. Il richiamo é venuto dopo un confronto sul Trattato di Lisbona che, secondo la Comece, “chiede di riflettere sui valori essenziali che dovranno guidare con realismo il futuro della costruzione europea attraverso una più convinta adesione dei cittadini, più concrete politiche finalizzate in primo luogo al rispetto della dignità umana e alla salvaguardia del creato”. Per quanto riguarda la dignità umana, i vescovi hanno sottolineato che “essa deve rimanere centrale nei dibattiti sulla riforma della scuola e dell’università e in materia di politica europea della ricerca”. Con Jérôme Vignon (Direzione generale impiego della Commissione europea) hanno discusso dei bassi salari dei lavoratori senza qualifiche professionali, delle ricadute dell’emigrazione dei più qualificati sui propri Paesi d’origine, e del rispetto della domenica all’interno dei tempi lavorativi.Un segnale forte. La salvaguardia del creato é una responsabilità che abbiamo nei confronti dei poveri e delle nuove generazioni: i primi stanno già pesantemente subendo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici mentre le seconde rischiano di ricevere in eredità problemi di difficile soluzione”. Così Franz Fischler, già Commissario europeo e presidente del Forum eco-sociale Europe, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Bruxelles in chiusura dell’assemblea Comece dedicata al tema “Rispetto della dignità umana e salvaguardia del creato: il bene comune per le politiche europee del 21° secolo”. Fischler, coordinatore del gruppo di lavoro Comece su “Chiesa e ambiente” che presenterà un rapporto sul tema a settembre, ha aggiunto che per contrapporsi ai cambiamenti climatici “occorrono scelte politiche ed economiche in grado di modificare situazioni di gravi ingiustizie presenti in molte aree del mondo. In questo impegno universale il contributo dei cristiani é di estrema importanza ma occorre rafforzare competenze e consapevolezze”. Dall’Europa “deve venire un segnale forte” e, per questo, ha aggiunto, “l’impegno della Comece, che è l’impegno delle Chiese cattoliche in tutti i Paesi europei, può essere di grande efficacia”. In questa prospettiva si colloca, ha concluso mons. Noel Treanor segretario generale Comece, “il dialogo ecumenico che va sempre più incoraggiato”. Un luogo irrinunciabile. Sul Trattato di Lisbona e più in generale sulla realtà europea c’è ancora una certa ignoranza ma come cristiani non possiamo esonerarci dal compito di dire che l’Europa rappresenta un luogo irrinunciabile in cui vivere e testimoniare oggi la nostra fede ed essere così a fianco di tutti coloro che sono in ricerca del vero, del giusto, del bello”. Lo ha ribadito mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia (Polonia), uno dei due vicepresidenti Comece. “Come Chiese cristiane, e in particolare cattoliche, abbiamo accompagnato fin dal sorgere il percorso comunitario e questa nostra condivisione non può indebolirsi o venire meno. Soprattutto perché al centro del dibattito culturale e delle scelte politiche sono più che mai quei principi non negoziabili ai quali Benedetto XVI richiama”. Sullo stesso tema é intervenuto mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi (Italia) e delegato della Conferenza episcopale italiana alla Comece. “La riflessione che abbiamo avviato in questi giorni – ha detto – é nell’agenda di tutte le Chiese europee e merita di essere approfondita. Prende così spessore la proposta di una settimana o conferenza sociale dei cattolici europei che Comece e Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) hanno annotato tra i futuri impegni”. Un vivo ringraziamento è stato infine espresso dai vescovi a mons. Treanor, segretario generale uscente, che con il suo lavoro “ha contribuito a fare della Chiesa cattolica un partner di dialogo e di proposta per le istituzioni europee”. Mons. Treanor sta infatti per lasciare l’incarico ricoperto del 1993: il prossimo 29 giugno verrà ordinato vescovo di Down and Connor, nell’Irlanda del Nord.