PRIMA PAGINA

Per un miglior servizio

Spagna: la Chiesa, la vittoria di Zapatero, il bene comune

Una lettera di felicitazioni a José Luis Rodriguez Zapatero, presidente del Governo in carica e segretario generale del Psoe, per la vittoria alle elezioni politiche del 9 marzo in Spagna: l’hanno inviata, il 10 marzo, a nome dei vescovi spagnoli, il presidente e il segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, rispettivamente il card. Antonio Maria Rouco Varela e mons. Juan Antonio Martinez Camino. “Le assicuriamo – hanno scritto nella lettera i due presuli – la nostra preghiera affinché il Signore le conceda la sua luce e la sua forza nel compimento delle alte responsabilità di cui la incarica il popolo spagnolo, a servizio della pace, la giustizia, la libertà e il bene comune di tutti i cittadini”. Allo stesso tempo, il card. Rouco Varela e mons. Martinez Camino hanno manifestato ancora una volta a Zapatero la loro “disposizione personale e della Conferenza episcopale spagnola a collaborare sinceramente con le legittime autorità dello Stato per un miglior servizio al bene comune”.Non è stata una sorpresa la vittoria di Zapatero. Tutti i sondaggi davano la vittoria al Psoe. Secondo i commentatori politici, Zapatero ha vinto guadagnando 30/40mila voti in più rispetto al 2004, mentre il Ppe e Rajoy ha guadagnato più di 400mila voti. Di partenza, però, il Psoe era molto più forte del Ppe. La sinistra e i radicali hanno perso molti voti, che sono andati al Psoe; il Ppe ha guadagnato, invece, i voti del centro. La campagna elettorale è stata segnata da una certa durezza. Prima delle elezioni Zapatero ha usato toni forti contro la Chiesa, ma dopo la vittoria il premier ha affermato di voler iniziare un tempo di dialogo e di serenità. Non sappiamo adesso quello che avverrà, speriamo che sia veramente così. Un dialogo è possibile? La Chiesa lo uaspica ma non può venir meno ai principi non negoziabili quali la difesa della vita dal concepimento al suo termine naturale, il matrimonio tra un uomo e una donna, la libertà di educazione dei figli. Questi punti sono stati messi in discussione da Zapatero e da tutti coloro che l’hanno votato. La Chiesa, su questi temi, continuerà con serenità e fermezza a dire quello che ha sempre proclamato.La Chiesa, come ha detto il card. Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, non può tradire il Vangelo e da sempre difende i principi che sono nel Vangelo, nella sua dottrina. In questi anni la Chiesa ha lottato per la difesa dei diritti fondamentali, non è restata e non resterà in silenzio anche se oggi in Spagna è in atto una “rivoluzione culturale laicista” che porta avanti i principi relativisti.Non si può negare questa realtà, ma ci sono anche segnali positivi. Negli ultimi quattro anni c’è stato il movimento di milioni di persone che in più occasioni hanno manifestato al Governo la volontà di avere una libera educazione e di lottare per la difesa e per la promozione della vita e della famiglia. È importante che sia nato questo movimento e che si moltiplichino gruppi e iniziative per difendere diritti e valori che non sono solo cattolici ma ditutti.C’è stato un risveglio di tanti cristiani che per molto tempo erano rimasti un po’addormentati e questo è un segnale importante, un contributo prezioso per la realizzazione del bene comune.