ALLARGAMENTO (1)
Slovacchia
Sono 12 i paesi di recente adesione all’Ue: dieci fanno parte del “grande allargamento” del 2004 (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria), mentre due, Romania e Bulgaria, hanno raggiunto la “casa comune” all’inizio del 2007. SirEuropa inizia un “viaggio” attraverso i nuovi Stati membri, a partire dalla Slovacchia. Per analizzare il percorso di riforme sociali, politiche ed economiche realizzate a Bratislava in seguito all’ingresso nell’Unione, SIR Europa ha intervistato Milos Koterec, membro della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo, e Peter Benc, direttore della giovane Agenzia dello sviluppo “Euroforward” della capitale slovacca creata con lo scopo di fornire assistenza tecnica e consulenza in materia di programmi comunitari e di project financing e di costituire partenariati internazionali.Sono ormai passati quattro anni dall’ingresso della Slovacchia nell’Ue: come descrive l’influenza dall’adesione sulla realtà socio-economica del paese?“L’accesso della Slovacchia agli organismi Ue – spiega Peter Benc – ha reso possibili nuove modalità di sostegno per i settori pubblico e privato attraverso l’utilizzo dei Fondi strutturali, del Fondo di coesione e di altri strumenti comunitari. Tale massa di risorse finanziarie ha in primo luogo assicurato la costruzione di infrastrutture quali strade e autostrade, attività tuttora in piena espansione. Notevoli sono altresì gli investimenti di aziende estere a beneficio di aree fino a poco tempo fa sconosciute se non addirittura trascurate. Le prospettive di sviluppo economico facilitano la crescita locale e la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro mirati alle esigenze reali. L’occupazione di qualità contribuisce al rinsaldarsi dei legami familiari, dal momento che si è ridotta la necessità di espatriare per lavorare grazie a nuovi sbocchi professionali interessanti anche in loco. Si nota inoltre lo sviluppo delle comunicazioni elettroniche e dell’accesso a internet in generale; l’aumento della conoscenza e delle competenze favorisce una più ampia visione del mondo esterno. La crescita economica accelerata genera a sua volta maggiore coesione sociale, nuove conoscenze e miglioramento della qualità della vita”.Quali sono gli ulteriori miglioramenti attesi per lo sviluppo interno?“In primo luogo – prosegue Benc – il settore delle infrastrutture di trasporto con l’autostrada Est-Ovest: poi lo sviluppo regionale sia urbano sia rurale, la società dell’informazione, l’occupazione, l’ambiente, l’istruzione e la ricerca, il sostegno alle piccole e medie imprese. Vi è inoltre il turismo, cui spetta il compito di migliorare l’immagine del Paese, sapendo che la Slovacchia costituisce tra l’altro un’importante destinazione anche per la ricchezza della sua storia cristiana. Infine, l’anno in corso vede la Slovacchia impegnata nelle fasi finali del processo di introduzione della moneta unica”.Il pieno coinvolgimento della Slovacchia nel processo decisionale comunitario facilita la rappresentanza degli interessi dei suoi cittadini?“Dopo un percorso di adesione a dir poco tormentato – spiega Milos Koterec , ricordando l’esclusione dal processo negoziale nel corso della cosiddetta era-Meciars – la Slovacchia è ora membro a pieno titolo dell’Unione europea. Il popolo slovacco viene ora senz’altro considerato nell’arena europea, dove ci impegniamo per coordinare le nostre posizioni con altri Stati membri con i quali condividiamo problemi e ricerca di soluzioni, ad esempio nei settori dello sviluppo regionale, dell’apertura del mercato dei servizi, dell’ingresso nell’area euro. Grazie alle politiche europee, la voce dei nostri cittadini si fa sentire anche sulla scena globale, in tutti i comparti dove l’Ue è coinvolta. In quanto paese europeo stabile, la Slovacchia è inoltre un partner affidabile per l’intera comunità politica ed economica internazionale”. SchedaCostituita assieme alla Repubblica Ceca il 1° gennaio 1993 a seguito della dissoluzione della Cecoslovacchia, la Slovacchia ha aderito all’Unione europea nel 2004 dopo un negoziato durato circa sette anni. Gli abitanti della Repubblica – la cui capitale è Bratislava – sono oltre 5,3 milioni: l’85% di slovacchi, il 10% di ungheresi, il 1,7% rumeni, lo 0,8% cechi. Nel complesso, i cittadini di etnia Rom sono quasi il 10% della popolazione totale. Dell’84% della popolazione che si dichiara credente, il 68,9% appartiene alla Chiesa cattolica romana, il 6,9% è di professione evangelica, il 4,1% è cattolica di rito greco ed il 2% abbraccia il rito della riforma cristiana. Per il periodo 2007-2013, la Repubblica Slovacca e le 8 regioni amministrative beneficiano di una quota di Fondi strutturali per lo sviluppo pari a 11,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere il 60% del Prodotto interno lordo medio comunitario e di portare il tasso di occupazione al 63,4% nei prossimi sei anni.