PARLAMENTO EUROPEO
L’Eurocamera compie 50 anni, festa a Strasburgo
Mezzo secolo fa, alla poltrona della presidenza veniva eletto Robert Schuman, politico francese, cattolico, già allora ritenuto uno dei “padri dell’Europa unita”. L’Assemblea parlamentare della Comunità economica europea si insediava il 19 marzo 1958 a Strasburgo, così come due mesi prima aveva cominciato a lavorare la Commissione nella sede di Bruxelles. Si era agli albori del processo di integrazione. Le due istituzioni facevano parte, assieme al Consiglio, della “architettura triangolare” della Cee definita dai Trattati istitutivi del 1957: una formula evidentemente efficace se si tiene conto che ancora oggi l’Ue è retta dai medesimi organismi che nel frattempo si sono rafforzati, moltiplicando le funzioni e vedendosi assegnare ulteriori poteri dai successivi Trattati comunitari.Per la festa discorsi solenni e candeline. Per festeggiare il cinquantesimo compleanno dell’Europarlamento è stata fissata una seduta solenne, mercoledì 12 marzo, nell’ambito della sessione plenaria (10-13 marzo), con un discorso del presidente in carica, il popolare tedesco Hans-Gert Poettering, alla presenza del presidente di turno del Consiglio Ue, lo sloveno Janez Jansa e di quello della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso. La cerimonia prevede un concerto, la “foto di famiglia” e l’immancabile torta con tanto di candeline. Certo l’Emiciclo di oggi è molto diverso da quello del ’58. Allora i deputati erano 142, designati dai Parlamenti nazionali dei sei Stati membri (Repubblica federale tedesca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo), con quattro lingue ufficiali. L’Assemblea, che ha assunto il nome di Parlamento europeo nel 1962, aveva una mera funzione consultiva. Oggi invece l’aula accoglie 785 membri provenienti da 27 Paesi, eletti a suffragio universale ogni cinque anni, riuniti in gruppi in funzione delle affinità politiche e non della nazionalità. Dalla prossima legislatura, che prenderà avvio con le elezioni del giugno 2009, il numero di deputati sarà pari a 751. Crescente peso politico e legislativo. La storia dell’Eurocamera segue gli sviluppi di quella della Cee e, dagli anni ’90, dell’Unione europea. Con una serie di atti normativi e in base ai trattati di Maastricht, Amsterdam, Nizza e Lisbona (quest’ultimo è in fase di ratifica), il Parlamento ha visto aumentare il proprio peso politico nel processo di integrazione. Nel 1970 acquisisce un preciso ruolo nell’iter di approvazione del bilancio comune; nel ’79 viene eletto per la prima volta a suffragio diretto; grazie al Trattato di Maastricht (operativo dal 1° novembre 1993) il Parlamento è investito del potere di codecisione, che gli conferisce capacità legislativa al pari del Consiglio dei ministri dei paesi membri, dapprima in 15 materie (denominate “basi giuridiche”), fino alle attuali 37, che diventeranno 86 mediante il Trattato di Lisbona. Due sedi, 23 lingue ufficiali. Come si diceva, il numero dei deputati è aumentato in funzione dei successivi ampliamenti della Comunità europea (il primo nel 1973 con Regno Unito, Irlanda e Danimarca; l’ultimo nel 2007 con Romania e Bulgaria), portando anche le lingue ufficiali a 23. I lavori del Parlamento, con le riunioni delle commissioni, dei gruppi politici e le “plenarie”, si svolgono nelle due sedi, quella principale di Strasburgo e quella di Bruxelles: uno “sdoppiamento” spesso contestato da alcuni ambienti politici comunitari, in relazione agli elevati costi delle due strutture e degli spostamenti mensili cui sono sottoposti deputati, assistenti, funzionari e giornalisti. In attesa di papa Benedetto. Questa istituzione, che in ambito comunitario ha assunto il compito di rappresentante dei cittadini e dei popoli dell’Unione, si occupa di una lunga lista di questioni che vanno a toccare la vita quotidiana: dalla tutela dei consumatori alla ricerca scientifica; dal sostegno alle piccole e medie imprese ai programmi per i giovani, come ad esempio l’Erasmus; dalla libera circolazione delle persone e delle merci fino alla promozione della diversità culturale. Negli ultimi tempi ha contribuito ad approvare le nuove tariffe sulla telefonia mobile, le direttive sulla liberalizzazione dei servizi e sulla commercializzazione delle sostanze chimiche. Il 12 dicembre scorso nell’aula di Strasburgo è stata firmata la Carta dei diritti fondamentali. Il 20 febbraio l’Emiciclo ha approvato il Trattato di Lisbona. L’Eurocamera è in prima fila nella promozione di eventi nell’ambito del 2008 Anno del dialogo interculturale e interreligioso. Nella sua funzione di grande arengo per il dibattito politico internazionale, il Parlamento invita di frequente personalità di caratura mondiale: in questa veste ha ospitato nel corso degli anni Segretari generali Onu, Premi Nobel, capi di Stato, leader religiosi, fra cui, nel 1988, Giovanni Paolo II. Nei prossimi mesi è attesa la visita di papa Benedetto XVI.