Politica e religioni nell’Unione europeaIl Centre for European Policy Studies e la Konrad Adenauer Stiftung organizzano, sotto l’egida Ue e all’interno dell’Anno europeo per il dialogo interculturale, un seminario sul tema "Religioni e politica nell’Ue: nuove sfide, nuove responsabilità". La proposta nasce dalla constatazione che la crescente diversità dell’Europa comunitaria, le recenti adesioni dei paesi dell’est, la presenza di credenti di diverse fedi oltre alla cristiana, avranno riflessi sulla vita pubblica nei singoli Stati e nell’Unione nel suo complesso. All’evento, che si terrà nel pomeriggio del 3 marzo al Palais des Academies di Bruxelles, interverranno fra gli altri Jan Figel’, commissario all’educazione e alla cultura, Wilfried Martens, presidente del Ceps, mons. Adrianus Van Luyn, presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), Wilhelm Staudacher, segretario generale della Fondazione Adenauer e diversi altri politici, intellettuali e personalità religiose. Fra i temi in discussione: "Cristianesimo, islam e cambiamento di ruolo del dialogo interreligioso", "Religioni, politica e Trattato di riforma". È stato inoltre fissato per il 14 maggio, sempre a Bruxelles, il terzo dei sette appuntamenti ufficiali dell’anno dedicato al dialogo tra le culture, che avrà per titolo: "Il dialogo interreligioso". I 27 verso un accordo quadro con la LibiaAllacciare relazioni stabili con Tripoli, rinsaldare le relazioni politiche, sociali, economiche e culturali fra le due sponde del Mediterraneo. Sono gli obiettivi prioritari della proposta avanzata il 27 febbraio dalla Commissione Ue, con l’intento di definire un accordo quadro con la Libia. L’Esecutivo Barroso vorrebbe così dar corso a una richiesta giunta nell’ottobre scorso dal Consiglio dei 27, "in considerazione dei notevoli progressi registrati negli ultimi anni nelle relazioni tra l’Unione e questo paese". Benita Ferrero-Waldner, commissario per le relazioni esterne e la politica di vicinato, ha spiegato: "Questa è una decisione storica. Sebbene la Libia sia un interlocutore importante nel bacino mediterraneo e in Africa, a tutt’oggi non esiste un quadro che disciplini" le reciproche relazioni. Dello stesso avviso il commissario al commercio, Peter Mandelson, che sottolinea gli aspetti economici e commerciali dell’iniziativa. Tra gli obiettivi della Commissione figurano "l’avvio di un dialogo e una cooperazione su temi politici di comune interesse, come la sicurezza, l’energia, le migrazioni". Safer Internet a tutela dei minori"Il programma Safer Internet è un buon esempio di intervento europeo che ha conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei cittadini". José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha presentato in settimana il nuovo programma "per una maggiore sicurezza dei minori che navigano in linea". "Sono sempre più numerosi i bambini e gli adolescenti europei che usano le tecnologie web a casa e a scuola aggiunge il politico portoghese -. Da qui l’esigenza di una informazione adeguata sia dei ragazzi che dei loro genitori e insegnanti sulle opportunità di internet e sui rischi correlati alla rete". Nelle intenzioni del collegio dei commissari "il nuovo programma intende lottare non solo contro i contenuti illeciti, ma anche contro comportamenti dannosi come il bullismo in linea o l’adescamento in rete a scopi sessuali". Su questo tema la Commissione aveva avviato lo scorso anno un’ampia consultazione e ha ora tenuto a battesimo il nuovo programma che fruirà di un investimento finanziario pari a 55 milioni di euro per il periodo 2009-2013. Concretamente il programma si basa su quattro tipi di intervento: ridurre i contenuti illeciti creando punti di controllo e di allerta nazionali; promuovere "iniziative di autoregolazione"; sensibilizzare il pubblico, con interventi destinati ai minori e alle famiglie; creare un’adeguata base di conoscenze riunendo i ricercatori del settore. "Pool" di radio per raccontare l’UeHa ottenuto il sostegno dell’Ue e si prefigge di "accorciare le distanze" tra i cittadini europei e le istituzioni comunitarie. Nasce da queste premesse il consorzio tra 16 stazioni radio di 13 Paesi (oltre a 7 stazioni associate) che "potranno coprodurre e trasmettere simultaneamente, giorno dopo giorno, programmi dedicati all’attualità e alla società europea". Il "pool" di emittenti unisce le forze per trasmettere quotidianamente informazione (notiziari, approfondimenti, eventi life) sull’Ue e le politiche comuni. Le trasmissioni inizieranno ad aprile e saranno in principio utilizzate le dieci lingue dei paesi in cui operano le radio: bulgaro, francese, greco, inglese, polacco, portoghese, rumeno, spagnolo, tedesco e ungherese. L’intento è però di giungere gradualmente a tutte le 23 lingue Ue. Tra le emittenti coinvolte: "Deutsche Welle", "Radio Polskie", "Radio France Internationale", la spagnola "Punto Radio", "Radio Netherlands", "Radio Slovenia". L’Ue sosterrà l’iniziativa con un apporto finanziario di 5,8 milioni di euro l’anno per 5 anni.