UNIONE EUROPEA

Non si perda tempo

Approvato il Trattato di Lisbona: sollecitate le ratifiche nazionali

L’Europarlamento approva il Trattato di Lisbona e rivolge un appello a tutti gli Stati membri dell’Ue affinché procedano al più presto alle ratifiche nazionali. Solo in questo modo sarà possibile far entrare in vigore la nuova “carta di identità” comunitaria per il 1° gennaio 2009, in tempo per le elezioni dell’Assemblea dei 27 fissate nel giugno successivo. La plenaria svoltasi a Strasburgo dal 18 al 21 febbraio ha dedicato molto spazio al tema, che ha visto convergere attorno al “sì” la gran parte delle forze politiche presenti in emiciclo. I deputati non sono invece riusciti a trovare una posizione comune sulla lotta al terrorismo.Sì al Trattato, qualche distinguo e contestazioni. Il Trattato di Lisbona rappresenta “un miglioramento sostanziale rispetto ai trattati vigenti”. Per questo la relazione stesa dagli eurodeputati Richard Corbett (Gran Bretagna) e Inigo Méndez de Vigo (Spagna) chiedeva al Parlamento di approvare l’articolato firmato nel dicembre scorso, ora in fase di ratifica. A Strasburgo si è svolto un lungo dibattito sul tema, cui sono intervenuti i vertici comunitari e numerosi deputati. I due relatori hanno insistito sulla importanza del nuovo trattato, che “consente alle istituzioni Ue di funzionare”, assegna maggiori poteri all’Assemblea, permetterà all’Unione di “perseguire risultati concreti a favore dei cittadini”. Diversi interventi hanno rimarcato l'”occasione persa” con la rinuncia alla Costituzione; secondo altre voci a Lisbona ha prevalso un “neo nazionalismo”, dimostrato dalle deroghe al Trattato e alla Carta dei diritti fondamentali ottenute da alcuni Stati.Alle istituzioni rinnovata “capacità d’agire”. Favorevoli all’approvazione della relazione, e dunque al Trattato di Lisbona, si sono detti infine popolari, socialisti, liberaldemocratici, verdi, destra moderata e singoli deputati di altri partiti (525 sì, 115 contrari, 29 astensioni). “È paradossale – ha spiegato in aula il relatore Corbett – che contro il trattato si schierino la destra estrema, la sinistra estrema oltre ai conservatori britannici. Costoro, che non credono all’Europa comunitaria, vogliono un referendum europeo sul trattato”, sperando di intralciarne il cammino. Il presidente Hans-Gert Poettering ha commentato rivolgendosi ai deputati: “Il vostro sì rappresenta la libera espressione dei popoli che vi hanno eletto. Questo trattato dà all’Unione la capacità di agire e garantisce maggiore democrazia”. In aula s’è registrata qualche contestazione da parte di deputati euroscettici in nome del referendum confermativo. “Noi difendiamo i valori comuni dell’Europa – ha aggiunto Poettering – e non permetteremo che le grida di pochi superino le argomentazioni della maggioranza e il dibattito democratico”.Lotta al terrorismo: nessun accordo. Il Parlamento non ha invece trovato alcun accordo e ha respinto la relazione del deputato belga Gérard Deprez sulla “strategia globale per la lotta al terrorismo”. Il testo giunto in emiciclo muoveva dalla constatazione che esso è “la principale minaccia alla sicurezza dei cittadini dell’Unione”, sostenendo che in Europa “sono attive organizzazioni terroristiche internazionali che cercano di espandersi attraverso il reclutamento e prendono come bersaglio i cittadini” dei 27. Gli eurodeputati hanno approvato a maggioranza una serie di emendamenti sostenuti da socialisti, liberaldemocratici e sinistra, che chiedevano di punire la “propaganda del terrorismo”, pur nel “pieno rispetto della libertà di espressione”. La relazione emendata sollecitava inoltre “misure per favorire il dialogo e l’integrazione sociale dei migranti”. Al momento del voto i popolari, la destra e i “non iscritti” si sono espressi contro il testo (precisamente una “raccomandazione” al Consiglio Ue), bocciandolo con 332 contrari, 241 voti favorevoli e 87 astensioni.Striscia di Gaza e adesione Turchia. Ad ampia maggioranza è invece passato un documento di analisi della situazione in Medio Oriente: il Parlamento si è espresso – come aveva fatto altre volte – per la pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi, ritenendo che “la situazione a Gaza minaccia la pace” nella regione e a livello internazionale. Si chiede di rinunciare a ogni forma di embargo, di incrementare gli aiuti alle popolazioni, di schierare maggiori forze internazionali alle frontiere. Si invocano la “creazione di uno Stato palestinese”, la cessione delle ostilità verso Israele, lo stop a rappresaglie e terrorismo. Sempre in aula è stata spezzata una lancia a favore dell’adesione della Turchia all’Unione. Fredrik Reinfeldt, premier svedese, invitato a tenere un discorso sul “Futuro dell’Europa”, ha insistito molto su una Unione a forte impronta “economica” e di “mercato unico”; quindi ha affermato che il suo governo “è favorevole a proseguire il processo di allargamento” e all’ingresso di Ankara. Secondo il relatore, l’ampliamento dei confini “è stato uno dei grandi successi Ue degli ultimi anni”, per “estendere l’area della democrazia e dei diritti in Europa”.