Scozia, Austria, Portogallo

Scozia: “no” al rinnovo delle testate nucleariLa Chiesa cattolica scozzese ha nominato un proprio rappresentante all’interno di una commissione che studierà modi per bloccare il rinnovamento dell’arsenale nucleare scozzese che si trova in questo momento a Faslane a Glasgow. La Conferenza episcopale del Paese si batte da sempre contro l’arsenale nucleare, una posizione condivisa da molti scozzesi e da una buona parte del governo. Il governo britannico di Gordon Brown è deciso a rinnovare le testate nucleari, incurante dell’opposizione in Scozia. La Chiesa ha sempre dichiarato che usare e accumulare armi nucleari è un crimine contro l’umanità e contro Dio. John Deighan, questo il nome del rappresentante dei vescovi al parlamento scozzese, ha spiegato che la commissione di cui farà parte sarà presieduta dal ministro per gli Affari parlamentari Bruce Crawford e comprenderà professori universitari, attivisti, avvocati e sindacalisti. Il card. Keith O’Brien, arcivescovo di St.Andrews e Edimburgo, si è dichiarato soddisfatto del progresso fatto dalla campagna antinucleare appoggiata dai vescovi. “Mi fa piacere l’idea che le testate nucleari vengano rimosse dalla Scozia”, ha detto il cardinale, “sarei ancora più contento se vi fosse un disarmo completo”. “E’ inaccettabile – ha detto il primo Ministro scozzese Alex Salmond – che il governo britannico spenda 25 miliardi di sterline, (17,5 miliardi di euro) per sostituire il Tridente nucleare”.Austria: la vergogna della povertà”Povertà, una vergogna”: questo lo slogan della settima conferenza sulla povertà che si svolge a Salisburgo tra il 3 e il 5 marzo. La conferenza è organizzata dalla rete austriaca contro la povertà e l’emarginazione sociale e vi fanno parte organizzazioni quali la Caritas e la Diakonie, l’associazione cattolica delle famiglie, il movimento femminile cattolico e l’Accademia sociale cattolica austriaca, nonché altre istituzioni austriache. Presentando la conferenza il sociologo Martin Schenk, ha illustrato come le vittime della povertà si vergognino della loro situazione. Una vergogna che “impedisce a molti di chiedere aiuto. Per questo motivo, ai sussidi sociali ricorre solo il 40% delle persone che ne hanno diritto”. Durante la conferenza sarà dato ampio risalto al sussidio minimo che entrerà in vigore in Austria a partire dal 2009. Si tratta di un intervento che, secondo Schenk, “ha senso solo se contemporaneamente verrà varata una politica attiva del mercato del lavoro, idonea a rispondere alle esigenze delle persone colpite da povertà – per lo più disoccupati del lungo periodo”, ha puntualizzato. In questo senso, l’ufficio del mercato del lavoro (Ams) non può essere più considerato solo come agenzia di intermediazione, bensì deve essere trasformato in “centro di servizi sociale”, in quanto “deve essere considerata la persona nella sua interezza”. “I disoccupati”, ha spiegato, “hanno numerosi problemi legati anche all’abitazione, l’assistenza ai figli, malattie psichiche o debiti. Tutto questo deve essere considerato e la formazione degli operatori dell’Ams è ancora inadeguata”. Secondo i dati della conferenza per la povertà sono 420.000 le persone che in Austria vivono in stato di povertà acuta e di emarginazione sociale: in gran parte si tratta di donne. In più, circa un milione di persone è a rischio povertà: sono soprattutto genitori single, famiglie numerose, disoccupati del lungo periodo e immigrati. 96.000 delle persone in stato di povertà acuta sono bambini.Portogallo: Settimana nazionale della Caritas”Accogli la diversità, apri le porte all’uguaglianza” è stato lo slogan della Settimana nazionale della Caritas 2008, appena conclusa, scelto per dare rilievo ed educare al tema dell’interculturalità e sviluppato dalle istituzioni diocesane con iniziative diverse. La Caritas di Leiria-Fatima ha rivolto la sua attenzione alla formazione sulla malattia di Alzheimer: “lo spazio familiare è stato individuato come il luogo principale dove la diversità e l’eguaglianza devono essere affrontate”, ha dichiarato il presidente dell’istituzione locale, Ambrósio Santos: “si è cercato di dare risposte concrete del dramma delle famiglie e al peso delle loro difficoltà quotidiane, mediante ambulatori di appoggio e la creazione di gruppi di aiuto reciproco in diverse località”. In una regione che presenta problemi di desertificazione umana, la diocesi di Guarda si è invece impegnata ad aiutare e a motivare la popolazione. Il presidente della Caritas locale, Isabel Varandas ha ricordato che “è stato compiuto uno studio accurato per identificare e caratterizzare le situazioni di maggiore povertà della diocesi”, ed ha aggiunto che “è stata affrontata l’indigenza infantile e giovanile a cui si è cercato di ovviare attraverso degli incontri intergenerazionali e una formazione musicale mirata”. Nella diocesi di Setúbal è stato programmato un incontro pubblico sul tema “Educare lo sguardo per accogliere la diversità” ed una mostra organizzata da tre associazioni di culture diverse: il Centro culturale africano, l’Associazione di appoggio brasiliano e l’Associazione di donne zigane del municipio di Seixal (Amucip). “Accogliere l’altro e guardare alla diversità come ad una ricchezza può solo arricchire la nostra umanità” ha dichiarato Maria Madalena Cruz, membro della Caritas locale.