Comece – Ccee – Kek

Chiese cristiane e questione balcanicaLa pace e la stabilità nei Balcani occidentali è stato il primo tema affrontato nell’incontro che si è svolto il 19 febbraio a Lubiana tra la presidenza slovena dell’Unione europea e una delegazione delle Chiese del continente. A rappresentare le Chiese, mons. Noël Treanor, segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea); Rüdiger Noll, direttore della Commissione “Chiesa e società” della Cec/Kek (Conferenza delle Chiese europee); il vescovo Geza Emisa e Alesander Kercmar per la Chiesa evangelica luterana di Slovenia, e, infine, mons. Anton Stres e il reverendo Andrej Saje per la Conferenza episcopale cattolica slovena. Ad accogliere la delegazione, il Primo ministro sloveno e presidente in carica del Consiglio Ue, Janez Jansa. A seguito della proclamazione di indipendenza del Kosovo, i rappresentanti delle Chiese hanno assicurato a Jansa, il proprio impegno “affinché nella regione vengano ristabilite la riconciliazione e la pace”, e hanno sottolineato “la necessità che l’Ue si senta impegnata in vista di una piena adesione degli Stati dei Balcani occidentali”, e “per garantire, attraverso la missione Ue di difesa e sicurezza, che i diritti umani vengano pienamente attuati in Kosovo e in tutta la regione, specialmente per le minoranze”. E questo include, hanno precisato, “anche la protezione e il libero accesso ai luoghi santi”. La delegazione delle Chiese ha poi sottolineato “la necessità di un pieno e continuativo coinvolgimento delle comunità religiose nel dialogo interculturale” in particolare “nell’Anno europeo 2008”. Con riferimento alla definizione dei parametri per i futuri colloqui di adesione con la Turchia, le Chiese hanno ribadito “l’importanza che l’Ue richieda la piena attuazione della libertà religiosa nel Paese e il riconoscimento di stato giuridico alle comunità religiose”. “La coerenza sociale e un’adeguata protezione” dei più deboli “sono per le Chiese elementi fondamentali per la realizzazione della strategia di Lisbona” hanno quindi osservato mons. Treanor e Rüdiger Noll, riferendosi alla revisione dell’agenda sociale europea. Infine, in materia di migrazioni e asilo, la richiesta alla presidenza Ue di “ridurre la custodia temporanea per i soggiorni irregolari”, e di “soluzioni durature per i rifugiati provenienti dall’Iraq”. Prossimo appuntamento, l’incontro di maggio tra i leader religiosi e i presidenti delle istituzioni Ue. Dopo Sibiu e dialogo con l’IslamÈ in corso a Londra (fino al 24 febbraio) l’incontro del Comitato congiunto Ccee-Kek, primo incontro “al vertice” del dopo Sibiu. Uno dei principali temi dei lavori è la valutazione dell’assemblea (Aee3) e delle sue prospettive. “Se in generale si riconosce che l’assemblea ha offerto ricchezze e contributi significativi per il cammino ecumenico, vi sono anche alcune domande aperte e tra queste – dice Thierry Bonaventura, segrretario della Aee3 – una migliore collaborazione tra Ccee e Kek, e l’esigenza di pensare a nuovi spazi e modalità per il dialogo ecumenico dopo Sibiu”. Al centro dei lavori anche le sfide che le diverse visioni etiche pongono all’ecumenismo, e come mettere in pratica le raccomandazioni del messaggio finale dell’assemblea; le relazioni con i musulmani in Europa e i principali temi di attualità delle istituzioni comunitarie”. Non manca la proposta di “pensare a un’unica struttura ecumenica europea Ccee-Kek” per “una visione dell’ecumenismo a lungo termine” come dichiarato dal presidente Kek, Jean-Arnold de Clermont. Prevista la visita al centro St. Ethelburga per la riconciliazione e la pace e la preghiera nella cattedrale anglicana di St. Paul. I partecipanti verranno ricevuti dall’arcivescovo cattolico di Westminster, card. Cormac Murphy O’Connor, e dal vescovo anglicano di Londra, Richard Chartres. Prendono parte ai lavori sette membri della Kek (il presidente de Clermont, riformato; Anastasios di Tirana, ortodosso; Margarethe Isberg e Almut Bretschneider-Felzmann, luterane; Richard Chartres, anglicano; Gennadios di Sassima e Alexandru Gherasim, ortodossi) e sette membri del Ccee: il card. Péter Erdö; i cardinali vicepresidenti Jean-Pierre Ricard, e Josip Bozanic; i vescovi Stanislav Hocevar (Belgrado), Vincenzo Paglia (Terni) Virgil Bercea (Oradea, Romania) e Noël Treanor (Comece).Un vademecum per i matrimoni mistiLa preparazione dei fidanzati e l’accompagnamento degli sposi, un vademecum pastorale per i matrimoni misti in Europa, l’Anno Paolino in Turchia: sono questi i temi che verranno affrontati nell’ottava edizione dell’incontro dei Presidenti delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa che si svolgerà dal 28 febbraio al 2 marzo a Sofia (Bulgaria). Sette le Conferenze episcopali rappresentate: Albania, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Grecia, Romania, la Conferenza episcopale internazionale santi Cirillo e Metodio (Serbia, Macedonia e Montenegro) e la Turchia. L’incontro promosso dal Ccee, sarà ospitato da mons. Christo Proykov, esarca apostolico di Sofia e presidente dei vescovi bulgari. Sono previsti interventi anche da parte di Kalin Yanakiev, per la Chiesa ortodossa e del gran Mufti dei musulmani in Bulgaria.