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2008 Anno europeo del dialogo interculturale
L’Unione europea ha stabilito il 2008 Anno europeo del dialogo interculturale. Rispetto alla sua nascita, Trattato di Roma del 1957, l’Ue è passata da 6 a 27 Paesi, ha allargato le sue frontiere, aprendosi ai flussi migratori, vecchi e nuovi, parlando una grande varietà di lingue. L’Europa si sta avviando ad essere una grande società interculturale. E’ questo il fondamento dell’Anno europeo del dialogo che si è da poco aperto. A riguardo proponiamo un messaggio del presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering.Nel mondo c’è un grande bisogno di pace e di dialogo. Grazie all’impegno di molti, l’Europa sembra aver lasciato alle proprie spalle un momento difficile.Avviando la ratifica del Trattato di Lisbona che dovrebbe completarsi entro il 2008, i 27 stati membri dell’Unione europea hanno infatti deciso di continuare la loro marcia insieme, nel rispetto delle diversità culturali che li caratterizzano e che rappresentano un’autentica ricchezza. Ma anche in nome di un comune sentire che è maturato attraverso i secoli, grazie anche alle varie espressioni della cultura. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona potrà segnare un momento di svolta. Dipenderà molto dal modo in cui questo testo, insieme alla carta dei diritti fondamentali, sarà applicato nei prossimi anni per rendere stabile e irreversibile il cammino dell’Europa. In effetti la disaffezione verso l’Europa da parte dei cittadini è parte di un più generale senso di smarrimento nei confronti della globalizzazione, in un mondo in cui crescono incertezza e motivi di preoccupazione. In questo quadro di incertezza, i popoli europei guardano ora con rinnovato interesse a valori di riferimento come le conquiste sociali acquisite, le tradizioni del territorio di appartenenza, le proprie radici. Al tempo stesso permane la consapevolezza diffusa che solo l’Europa può contribuire a rispondere alle sfide di carattere politico ed economico che le nostre società devono affrontare. Dopo i terribili attentati terroristici degli ultimi anni, le questioni della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina hanno conquistato i primi posti nell’agenda politica, in particolare della politica mediterranea, punto di incontro tra l’Europa e i Paesi di area islamica. Ma non si può dimenticare che, tra le cause delle tensioni e dell’emigrazione su vasta scala vi sono la fame, l’ingiustizia e il degrado che attraversa le zone povere del mondo. Il Parlamento europeo continua a lavorare per far sì che l’Unione riesca a far sentire meglio la sua voce sul piano internazionale, nella consapevolezza che c’è bisogno di un’Europa che si ponga al servizio della pace e di un nuovo ordine mondiale, più equilibrato. In questo senso, e in questo contesto più generale, l’anno del dialogo interculturale è veramente un’occasione da non sprecare.