COMITATO DELLE REGIONI
Le priorità indicate dal nuovo presidente dell’organo consultivo Ue
Una politica della casa “che renda accessibili gli alloggi a tutti i cittadini”; più posti di lavoro e opportunità di formazione; servizi sanitari efficaci e “maggiore solidarietà fra le generazioni”. È un’Europa dal volto concreto quella delineata da Luc Van den Brande , eletto alla presidenza del Comitato delle Regioni dell’Ue. Il politico belga assume il mandato della durata di 2 anni al posto dell’uscente Michel Delebarre, sindaco di Dunkerque (Francia).Una istituzione consultiva dell’Ue. Il CdR è un organo consultivo dell’Ue, istituito nel 1994 per consentire ai rappresentanti delle autonomie territoriali di pronunciarsi sul contenuto delle norme comunitarie, due terzi delle quali vengono di fatto applicate dagli enti locali e dalle regioni degli Stati membri. Il parere di tale organismo è obbligatorio, nell’iter di formazione delle leggi comunitarie in diversi ambiti, fra cui l’occupazione e i temi sociali, i trasporti e le infrastrutture, la tutela ambientale. Il Comitato si è riunito il 6 e 7 febbraio a Bruxelles: i suoi 344 membri hanno adottato diversi “pareri”, in risposta ad altrettanti “progetti di legge”. Ampio il ventaglio di temi trattati: il sostegno alla ricerca nelle regioni Ue; la revisione della strategia per le scienze della vita e la biotecnologia; le carenze idriche nei paesi aderenti; il contributo delle attività di volontariato alla coesione economica e sociale; la lotta contro l’obesità giovanile. L’emiciclo ha ospitato interventi di vari ospiti, fra cui il presidente della Commissione José Manuel Barroso, il vicepresidente Gunter Verheugen e la commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel. L’Europa che nasce dal basso. Nel suo primo intervento, Luc Van den Brande, avvocato, esponente della comunità fiamminga, ha affermato “la necessità che le istituzioni dell’Unione lavorino in più stretta collaborazione con gli Stati membri e gli enti regionali e locali”, con “un approccio a più livelli, indispensabile per tener meglio conto delle istanze più pressanti dei cittadini”. Da qui la sua insistenza sui problemi che riguardano ogni giorno gli europei. “Dobbiamo sbarazzarci dell’idea di una Europa gerarchica – ha spiegato -, vista come una piramide con l’Ue al suo vertice e sotto, nell’ordine, gli Stati membri, le regioni e i vari enti locali”. Secondo Van den Brande “nell’era della globalizzazione, l’identità regionale e locale non si sta affatto indebolendo, anzi acquista un’importanza crescente”. “I cittadini si attendono sicurezza e soluzioni dai livelli di governo che riconoscono, che sono loro più accessibili e più facilmente contattabili. Quell’Europa che era nata come progetto economico deve ora trasformarsi in una Europa dei cittadini”.Bilancio, coesione sociale, sussidiarietà. Il nuovo presidente ha elencato sette “ambiti prioritari” in cui il CdR “potrebbe svolgere un ruolo estremamente proficuo” nel complessivo processo di integrazione: la riforma del bilancio europeo, la politica energetica e il cambiamento climatico, gli obiettivi di Lisbona per la competitività economica, la coesione territoriale, la diversità culturale, la politica di vicinato, la “governance a più livelli e la sussidiarietà”. Sul bilancio europeo è stato annunciata una proposta del Comitato che verrà resa nota nel corso della plenaria di aprile. Sugli obiettivi della strategia di Lisbona, la plenaria ha varato un apposito rapporto sul “partenariato per la crescita e l’occupazione”, che sarà sottoposto al Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 13-14 marzo prossimo, ponendo in evidenza “il ruolo che gli enti regionali e locali possono svolgere per il loro conseguimento”. Ma a questo proposito, il neo presidente ha sostenuto che “troppi enti regionali e locali sono insoddisfatti del loro grado di coinvolgimento nei programmi nazionali di riforma”.CdR, verso una revisione del ruolo. I rappresentanti che siedono nel CdR hanno a lungo discusso durante la sessione della sussidiarietà, mentre è stata fissata al 19 giugno una conferenza interistituzionale volta a promuovere la gestione di progetti comunitari transfrontalieri, coinvolgendo più regioni e Stati. Lo stesso Van den Brande ha ricordato che il prossimo anno il CdR celebrerà il quindicesimo anniversario della fondazione: “Sarà una buona opportunità per un serio riesame delle finalità e dei principali compiti che il Comitato si propone di realizzare. Su questo intendo promuovere un dibattito approfondito, basato su un’analisi dei nostri punti forti e deboli e sul modo in cui siamo percepiti nel mondo esterno”. Infine il presidente ha affermato che il CdR dovrebbe “trovare un’espressione simbolica per l’integrazione europea”: “Voglio portare il Comitato nei luoghi in cui l’Europa è stata creata (Strasburgo), è stata ferita (Dresda), si è trasformata (Danzica), là dove l’Europa è stata messa in questione (Praga), là dove è oggi richiesta (Croazia) o dove si sta rinnovando”. In margine alla plenaria, il Cdr ha inoltre inaugurato il nuovo sito web (www.cor.europa.eu) disponibile nelle 23 lingue ufficiali dell’Unione.