TURCHIA

Nel nome di Paolo

Anno Paolino: una grande occasione di dialogo

In un’intervista a SIR Europa il segretario generale della Conferenza episcopale turca, padre Mauro Pesce, fa il punto dei preparativi in vista dell’Anno Paolino che sarà aperto da Benedetto XVI il 28 giugno prossimo nella basilica di san Paolo fuori le mura, a Roma. Il 22 giugno, per l’apertura in Turchia, ci sarà anche il premier turco Erdogan. Sullo sfondo importanti momenti comuni con le altre chiese cristiane.Come procede l’organizzazione dell’Anno Paolino?“I vescovi hanno da poco diffuso una lettera pastorale (cfr. Sir 6/2008), tradotta in più lingue, proprio sulla figura di san Paolo. Recentemente siamo stati con il presidente della Conferenza episcopale turca, mons. Padovese, dal patriarca ecumenico Bartolomeo I, dal metropolita armeno Mesrob II, e da quello siro-ortodosso Yusuf Cetin, per verificare la possibilità di una collaborazione in questo anno. Tutti si sono mostrati disponibili quindi al più presto bisognerà vedere come concretizzare questa volontà. Si sta pensando di formare una commissione ad hoc con le altre chiese. A rappresentare il patriarcato ecumenico dovrebbe essere il metropolita dei greci ortodossi in Italia e Malta, Gennadios”.Sarà un Anno dallo spiccato taglio ecumenico?“Il cammino verso l’unità non si ferma. Ne è un chiaro esempio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che quest’anno ha avuto uno sviluppo particolare. L’inizio è avvenuto presso la cattedrale cattolica latina di Santo Spirito mentre l’ultimo giorno, che è stato celebrato al Fanar, la sede del Patriarcato ecumenico, è stato fatto coincidere con la memoria della traslazione delle reliquie di san Giovanni Crisostomo, donate da Giovanni Paolo II al Patriarcato. Sul trono del Fanar è stata posta una grande icona del santo con le sue reliquie mentre a Gennadios è spettato l’onore di tenere un discorso in cui è stata ribadita la necessità dell’unità dei cristiani”.Nel programma delle celebrazioni paoline avete previsto un momento comune con le altre chiese?“Tra settembre ed ottobre stiamo pensando ad un grande pellegrinaggio di tutte le chiese cristiane a Tarso così da dare una testimonianza credibile di unità. E’ questo un modo anche per ricordare tutti quei martiri, come don Andrea Santoro, che hanno speso la loro vita per il dialogo e la tolleranza. San Paolo è l’apostolo delle genti e quindi non ci potrebbe essere occasione migliore per riunirsi. L’apostolo è nato in Asia minore, qui a Tarso e Antiochia, sono nate le prime comunità dette cristiane”. Dialogo ecumenico ed interreligioso sono inscindibili nella realtà della Chiesa turca. Coinvolgerete anche i leader musulmani?“L’Anno Paolino è anche un’occasione di dialogo con il Governo e con i musulmani. Si sente parlare di governo islamico ma si tratta di musulmani moderati. Il concetto di laico in Occidente è molto diverso da quello che si ha in Turchia. Qui i laici sono convinti nazionalisti, sempre contro il fatto religioso qualunque esso sia. I musulmani moderati, avendo una sensibilità religiosa, sono molto più rispettosi dei valori”.A proposito, cosa pensa della questione del velo nelle università?“E’ importante che si lasci la libertà di indossarlo o meno e che non venga imposto a chi non lo vuole”. Prima ha parlato anche di rapporti con il Governo. Ci sono novità in questo ambito, da sempre a cuore della Chiesa turca?“Sono state inoltrate delle richieste alle autorità civili per recuperare al culto la chiesa di Tarso oggi trasformata in museo o di costruirne una nuova. Non molto tempo fa il cardinale di Colonia, Joachim Meisner, in visita in Turchia, parlando della possibile costruzione di una moschea nella città tedesca, ravvisava la necessità che anche in Turchia si potesse dare il permesso per recuperare la chiesa di Tarso, dove vive una piccola comunità di religiose, o per costruire una nuova chiesa per accogliere i pellegrini che verranno. Il Governo, per quello che so, ha dato disponibilità a collaborare”.Il 28 giugno nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI aprirà ufficialmente l’Anno Paolino…“In Turchia sarà il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il 22 giugno, la domenica prima della festa dei santi Pietro e Paolo, ad aprire a Tarso l’Anno Paolino. In quell’occasione, oltre ai rappresentanti religiosi, è prevista anche la presenza del Primo Ministro Erdogan”.