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Consolidamento dell’identità europea e “questioni aperte”
L’anno da poco iniziato presenta elementi che saranno determinanti per l’avvenire dell’Unione Europea. È la Slovenia ad avere assunto la presidenza dell’Unione europea dal 1° gennaio: il primo tra i nuovi Stati membri a rivestire tale ruolo. Ciò è fonte di grande gioia per tutti gli europei. Questo bel Paese, di poco più di due milioni di abitanti, presiederà dunque i primi mesi della ratifica del Trattato di Lisbona e il lancio dell’Anno europeo del dialogo interculturale. A fine giugno, la Slovenia passerà il testimone alla Francia.La ratifica del Trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 occuperà gli Stati membri, i loro parlamenti e le loro società civili per tutto il 2008 e probabilmente anche oltre. I ventisette Stati membri devono tutti ratificare il testo. L’Irlanda, che è l’unico Stato membro obbligato dalla propria Costituzione a ratificare il Trattato tramite un referendum vincolante, deve ancora fissare la data di quest’evento decisivo. Man mano che il processo di ratifica avanzerà nell’Unione, si vuole sperare che tutti coloro che forgiano l’opinione pubblica, in particolare i cristiani degli ambienti universitari, del giornalismo o dei mass media, fondino le proprie valutazioni e i propri commenti sulla conquista che rappresentano oggi l’Unione europea e il Trattato stesso.L’iniziativa del commissario Jan Figel di fare del 2008 l’Anno europeo del dialogo interculturale, debitamente appoggiata dall’Unione, mobilita gli organi di governo nazionali e locali, oltre alle organizzazioni della società civile, a prendere iniziative concrete e creative, mirate a rafforzare i confronti e gli scambi interculturali e transculturali nelle nostre società. Le comunità cristiane locali, da molto tempo attive in questo settore, potrebbero mettere a punto iniziative nuove, al fine di promuovere un dialogo interreligioso attorno a questioni di politica pubblica che hanno ripercussioni sulle comunità locali.Tra le altre questioni di portata costitutiva per la qualità umana dell’Unione europea, e dunque d’importanza cruciale per la credibilità dell’Unione di fronte ai propri cittadini, bisogna ricordare la preparazione delle proposte di riforma del bilancio comunitario, la revisione della politica agricola comune (Pac) in conformità alla recente Comunicazione della Commissione europea sul “bilancio della salute” della Pac, varie iniziative in materia di cambiamento climatico e la ricerca di una politica più integrata nel settore dell’immigrazione, dei visti e dell’asilo. Bisogna inoltre continuare ad elaborare risposte politiche coerenti e appropriate alle situazioni che sono in evoluzione nei paesi del Sud-Est d’Europa. Tali questioni politiche – per non parlare della politica di vicinato dell’Unione europea, delle politiche del commercio e dello sviluppo e dell’azione esterna dell’Unione – fungeranno da punti di riferimento chiave per tutti coloro che dovranno trattare con l’Unione europea per il periodo rimanente del mandato legislativo comunitario attuale, fino all’estate del 2009.Il consolidamento dell’identità europea è il filo d’oro che mette in luce ciò che lega tra loro questioni assai diverse. Finché si porta un contributo al rafforzamento di un’Europa più solidamente fondata su un sistema di valori e si difendono idee ispirate alla scelta di una visione del mondo radicata nella fede cristiana, tali questioni non possono essere messe da parte. Esse saranno determinanti per l’identità europea e fanno parte del patrimonio fondamentale in cui si forma la nostra credibilità di fronte a noi stessi, ai nostri vicini e alla grande famiglia degli uomini.