SERBIA

Un voto per l’Europa

Segnale positivo anche per l’area balcanica

“È mediante una forte partecipazione” al voto per l’elezione del presidente che “il popolo serbo ha non solamente rieletto Boris Tadic, ma anche accordato il suo sostegno all’orientamento europeo del Paese”. Hans-Gert Poettering commenta il risultato delle consultazioni politiche svoltesi il 3 febbraio in Serbia. In tal modo, aggiunge il presidente dell’Europarlamento, “gli elettori hanno espresso il fatto che si considerano appartenenti alla famiglia europea”. Ciò corrisponde alla prospettiva comunitaria di Belgrado “e rende giustizia all’importante ruolo di questo Paese nella regione dei Balcani occidentali”. Dalla sede della Commissione di Bruxelles giungono le parole del presidente José Manuel Barroso, che si congratula con Tadic: il voto, sottolinea, “ha visto una vittoria per la democrazia in Serbia e per i valori europei che condividiamo”. Facendo indiretto riferimento alla situazione in Kosovo, Barroso aggiunge: “La sua vittoria arriva in un momento critico” per il paese e “i Balcani occidentali. Confido che la Serbia continui a giocare un ruolo costruttivo nell’affrontare le sfide correnti e per assicurare stabilità alla regione”. Per Janez Jansa, premier sloveno e presidente di turno Ue il risultato delle elezioni presidenziali “va interpretato come l’espressione del desiderio e della determinazione delle forze democratiche” del Paese che intendono “proseguire gli sforzi sulla via dell’adesione all’Unione europea”. La Serbia, afferma Jansa, sarà in grado di adempiere “rapidamente” alle riforme imposte dai criteri di adesione all’Ue. “D’altronde l’invito lanciato di recente dall’Ue per la firma di un accordo politico significa chiaramente” che i 27 “contano su una Serbia europea, essa stessa fattore di stabilità e di buona cooperazione nella regione” dei Balcani occidentali. Janez, dopo essersi complimentato con il neo presidente Tadic per l’esito del voto, ha spiegato che “l’Europa è pronta a fare nuovi passi per l’integrazione della Serbia” nella Comunità. Pubblichiamo un commento di Mauro Ungaro, esperto in politica balcanica.L’anima europea della Serbia è uscita ancora una volta vincente nel ballottaggio per le elezioni presidenziali di domenica scorsa. Seppur di misura (poco più di centomila voti il distacco finale) il democratico moderato Boris Tadic, è infatti riuscito a prevalere sul candidato del Partito radicale Tomislav Nikolic.A votare si è recato quasi l’intero corpo elettorale: circa il settanta per cento degli aventi diritto che ha deposto la scheda nell’urna va infatti valutato tenendo conto della percentuale degli elettori residenti all’estero (vicina, secondo i più accreditati analisti, al vento per cento): alla vittoria del leader democratico hanno contribuito in maniera rilevante le numerose minoranze etniche presenti nel Paese, relegando così negli archivi della storia gli stereotipi nazionalisti che qualcuno voleva resuscitare.Dati che testimoniano la volontà del popolo serbo di essere protagonista in un momento particolarmente delicato nella storia del proprio Paese: un passo ulteriore verso l’apertura al resto del continente e l’adesione all’Unione Europea.Sulle elezioni non ha mancato di pesare il dibattito sul futuro del Kosovo: nelle scorse settimane il Governo di Pristina ha più volte annunciato come “imminente” la proclamazione unilaterale della propria indipendenza, un atto che lo stesso Tadic ha ripetutamente definito “inaccettabile”. La vittoria del leader democratico può però, ora, rimescolare le carte ed è probabile che Unione Europea e Stati Uniti “frenino” il leader kosovaro Thaci. Intanto, giovedì 7 febbraio, Serbia e Unione europea firmeranno un impegno di cooperazione nei settori della cultura, della ricerca scientifica, dell’economia e nella disciplina per i visti d’ingresso: un primo passo verso quell’accordo di “stabilizzazione ed associazione” indispensabile a Belgrado per ottenere lo status di “Paese candidato” all’Ue.È tempo per le diplomazie di rimettersi attorno ad un tavolo per ricercare, insieme le soluzioni migliori, per il futuro dell’intera area.