UE

Oltre i confini

Europa e scenario internazionale

L’Europa si affaccia sempre con titubanza sulla scena internazionale. Pur essendo il primo attore mondiale sul versante della cooperazione e gli aiuti umanitari, l’Ue sconta il fatto di non avere una politica estera univoca. Non mancano, però, segnali di novità: il Trattato di Lisbona tende a rafforzare la coesione in questo campo, mentre l’attività politico-diplomatica delle tre istituzioni (Consiglio, Parlamento e Commissione) riesce ad assegnare ai 27 un ruolo costruttivo nelle aree calde del pianeta: dai Balcani al Medio Oriente, fino al continente africano.Darfur e Ciad: aiuti ai rifugiati. Per quanto riguarda l’Africa, gli interventi comunitari si stanno concentrando in questa fase soprattutto sul Darfur. Nel mese di dicembre è stato l’Europarlamento a focalizzare l’attenzione su questa regione del Sudan, martoriata dalla guerra civile e da un odio interetnico e religioso in grado di provocare centinaia di migliaia di vittime, feriti e rifugiati. L’Assemblea ha infatti consegnato il Premio Sacharov all’avvocato sudanese Salih Mahmoud Osman, impegnato a dar voce alle popolazioni del sud del paese. Nei giorni scorsi è toccato al commissario allo sviluppo e aiuti umanitari, Louis Michel, sollevare il problema, con una visita nel sud-est del Ciad, dove sono fuggite circa 15mila persone originarie del Darfur. La politica e il ruolo Onu. Michel si è recato al campo di Djabal per “rendersi conto personalmente della crisi umanitaria che ferisce la regione”. Il campo è situato a circa 80 chilometri dal confine sudanese: la gente è scappata perché i villaggi sono stati distrutti dalle milizie di Kartoum. “Ho parlato con molti rifugiati – ha spiegato il commissario belga al suo ritorno -, ma anche con molti abitanti di questa provincia del Ciad, a loro volta costretti a spostarsi altrove. Tutti desiderano tornare alle loro case, ma ciò è impossibile” finché non cesseranno guerra e violenze. La forza europea, Eurofor, qui destinata, “avrà un ruolo essenziale per la sicurezza, ma noi abbiamo anche il dovere di continuare a fornire aiuti”, cibo, medicinali. Per tale motivo la Commissione ha stanziato altri 30 milioni di euro, che saranno gestiti da Echo, apposito organismo Ue. Michel ha poi insistito per una “azione politica più determinata” da parte dell’Onu, per “risolvere una situazione tragica che dura da troppo tempo”. Pakistan, Musharraf a Bruxelles. Il presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, è stato invece in visita alle istituzioni Ue il 21 gennaio. Fra incontri formali, sorrisi di circostanza e uno scambio di vedute piuttosto teso con i deputati della commissione affari esteri dell’Europarlamento, il capo di Stato ha dovuto spiegare il suo punto di vista sull’attuale realtà nel paese asiatico, sulle prossime elezioni politiche, rimandate dall’8 gennaio al 18 febbraio dopo l’assassinio di Benazir Bhutto, leader dell’opposizione. Musharraf ha affermato che “la situazione in Pakistan è migliorata rispetto agli inizi degli anni Novanta”, citando l’economia, la tenuta democratica e istituzionale, la “condizione delle donne, la libertà dei media”. L’ospite ha dichiarato una “diminuzione dell’alfabetismo, il miglioramento delle condizioni di vita”, sostenendo che il Pakistan ha “contribuito alla pacificazione della regione” dopo l’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. Il presidente, a proposito della morte della Bhutto, ha respinto le teorie della cospirazione e i dubbi a suo carico come “immondizia”, ritenendo che “le ragioni dell’attacco andrebbero cercate invece nella volontà di destabilizzare il nostro paese”. Durante l’incontro è stato ribadito che una delegazione di eurodeputati, guidata dal tedesco Michael Gahler, “partirà alla volta di Islamabad in missione di osservazione elettorale”, a condizione “che saranno garantite adeguate misure di sicurezza”.Iran, un negoziatore “evasivo”. Il 23 gennaio ha fatto quindi tappa nelle sedi comunitarie Saeed Jalili, segretario generale del Consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, nonché capo negoziatore per Teheran sul nucleare. Intenso, anche in questo caso, il faccia a faccia con la commissione affari esteri e l’incontro con l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Javier Solana, chiamato a riferirne all’Europarlamento riunito in plenaria il 30 gennaio. Alle domande incalzanti dei deputati, Jalili ha risposto che “l’Iran ha rispettato e rispetta tutti gli obblighi imposti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica”. A suo avviso, “l’arricchimento dell’uranio è un diritto” dell’Iran, essendo “collegato alle necessità energetiche del paese: abbiamo bisogno di 20mila megawatt nei prossimi 20 anni”. Il negoziatore ha poi spiegato che “l’Iran è contro gli armamenti nucleari: non c’è posto per loro nel nostro programma di difesa”. Il presidente della commissione, il deputato polacco Jacek Saryusz-Wolski, al termine della seduta ha però commentato che “sulle armi nucleari e sui diritti umani molte domande sono rimaste senza risposta”.