Austria: parlare con l’Islam senza tabù”Parlare con l’Islam dei problemi senza tabù”: questo l’auspicio del vescovo di Graz, mons. Egon Kapellari in un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal settimanale austriaco “Die Furche”. “Un dialogo fruttuoso sui problemi reali della convivenza viene impedito anziché favorito da divieti di parlare nel nome di una correttezza politica discutibile”, ha affermato il vescovo, evidenziando come un simile atteggiamento promuova “solamente l’azione di certi politici demagogici”, ostacolando “la convivenza di islamici integrati o intenzionati ad integrarsi con le persone di altre religioni o agnostiche nel Paese”. Kapellari ha invitato a prendere sul serio “lo scetticismo, addirittura il timore” della popolazione “nei confronti di talune connotazioni dell’Islam nell’orizzonte globale”. Allo stesso tempo ha stigmatizzato le recenti esternazioni sull’Islam espresse da Susanne Winter (membro del partito austriaco Fpö) come un “attacco generalizzato e poco qualificato nei confronti dell’Islam che ha suscitato giusta indignazione non solo da parte degli islamici, ma anche di responsabili politici e particolarmente nelle Chiese e in altre comunità religiose”. L’Islam rappresenta comunque, secondo Kapellari, “una sfida epocale all’intera società europea”: una sfida che da parte della Chiesa viene affrontata con “una grande disponibilità ad un dialogo sincero con l’Islam, basato sul rispetto reciproco e di una tolleranza non unilaterale”. L’apertura da parte dei cristiani “significa tuttavia anche la sollecitazione a non nascondere la propria fede. Per poter affrontare il dialogo occorre che il cristiano abbia un’identità forte, che implica in ultima analisi anche il rispetto da parte degli islamici”.Inghilterra: Shoah, per non dimenticareDalla giornata della memoria possiamo imparare le lezioni del passato e costruire un futuro migliore. Lo sostiene la Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles in un comunicato, diffuso ieri, per commemorare la Shoah con la morte di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti. Il tema di quest’anno è stato “immaginare, ricordare, riflettere, reagire”. Parlando di questa giornata dell’Olocausto suor Clare Jardine, segretaria del comitato per i rapporti tra cattolici e ebrei ha dichiarato: ” è molto appropriato per i cattolici ricordare questo giorno. Non soltanto vogliamo assicurarci che gli orrori dell’era nazista non vengano più ripetuti ma dobbiamo anche essere consapevoli dei pericoli di simili atrocità contro altri gruppi di persone nella nostra epoca”. “Ricordando, riflettendo e reagendo alle atrocità del passato possiamo rifarci alle parole piene di speranza di Anna Frank: “nonostante tutto credo ancora che le persone siano davvero buone nel loro cuore. Non possono costruire la mia speranza su un fondamento di confusione, miseria e morte. Vedo il mondo che diventa selvaggio, sento il tuono che si avvicina e ci distrugge, sento la sofferenza di milioni e tuttavia se guardo in cielo penso che tutto si aggiusterà alla fine, che questa crudeltà’ finirà e che la pace e la tranquillità torneranno ancora”, ha concluso suor Jardine.Germania: i media promuovano la vitaIn occasione della festa di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli scrittori, (24 gennaio), l’arcivescovo di Paderborn, mons. Hans-Josef Becker, i vescovi ausiliari mons. Manfred Grothe e Matthias König, nonché il vicario generale Alfons Hardt e il prevosto del Duomo Wilhelm Hentze hanno incontrato oltre 50 tra giornalisti e rappresentanti dei media. Mons. Becker ha evidenziato la necessità di riuscire a “trovare punti fermi e distinguere l’utile dal superfluo” nella “giungla del flusso di informazioni” che caratterizza l’attuale situazione dei media. Il vescovo ha fatto riferimento in particolare ai bambini, “il target che è esposto particolarmente ai media senza alcuna protezione”. Per Becker, “indirizzare i bambini ad un approccio responsabile e critico verso i media rappresenta un grande compito pedagogico dei media”. La Chiesa, in particolare, è chiamata “a fornire punti fermi di orientamento e a contribuire alla maturazione e alla formazione dei giovani”. “Come proteggiamo e favoriamo i bambini nel nostro mondo mediatico?”: questa la domanda che tutti i protagonisti dei media debbono porsi, secondo Becker. “È particolarmente importante che gli adulti offrano ai bambini una cultura della comunità che sia improntata all’autentica disponibilità emotiva e all’ascolto attento. La persona di Gesù resta un filo conduttore importante e valido”, ha affermato l’arcivescovo, esortando i rappresentanti dei media a “favorire con tutte le forze e utilizzare in modo mirato gli aspetti dell’attività dei media che promuovono la vita”.