COMMISSIONE UE
L’impegno comunitario nella lotta ai cambiamenti climatici
“La lotta ai cambiamenti climatici è la grande sfida politica che la nostra generazione deve affrontare”: José Manuel Barroso , presidente della Commissione, usa termini impegnativi e cede in qualche passaggio persino alla retorica, illustrando il pacchetto di misure per attuare gli impegni assunti dall’Ue nel marzo 2007 nella lotta ai cambiamenti climatici.Ambiente, l’Ue in prima fila. Dalle parole ai fatti, dunque, procedendo con un’azione “ambiziosa” per mantenere l’Europa in prima linea sul fronte della tutela ambientale. Il pacchetto di proposte si articola in cinque provvedimenti legislativi (tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.ec.europa.eu) riguardanti: la ripartizione, vincolante per gli Stati membri, dello sforzo di riduzione globale delle emissioni di anidride carbonica; la revisione della direttiva sugli scambi di quote; la direttiva sulle energie rinnovabili, concernente anche l’utilizzo dei biocarburanti; la direttiva sui pozzi di carbonio; le linee guida sugli aiuti di Stato. Esso dimostrerebbe, secondo l’Esecutivo, “che gli obiettivi fissati l’anno scorso sono realizzabili sia dal punto di vista tecnologico sia economico”. Il pacchetto legislativo intende fare in modo che l’Ue riduca complessivamente di almeno il 20% le emissioni di gas serra entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990). La riduzione delle emissioni sarà portata al 30% “quando sarà stato concluso un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici”, legato al dopo-protocollo di Kyoto. Altro obiettivo vincolante è l’impiego del 20% di energia da fonti rinnovabili, sempre entro il 2020, compreso un obiettivo del 10% per i biocarburanti nel settore dei trasporti, così che anche questi contribuiscano alla salvaguardia dell’ambiente.Agire costa, star fermi costa di più. Per quanto attiene le energie rinnovabili, è stata definita una tabella che determina l’aumento che ogni Stato deve realizzare in questo ambito: ad esempio, all’Austria è imposta una maggiorazione delle energie “pulite”, come l’eolica o la solare, del 34%; il Belgio e la Repubblica ceca dovranno crescere del 13%, la Finlandia del 38% e il Regno Unito del 15%. La Commissione non nasconde che l’intero pacchetto energetico abbia dei costi, per lo più a carico del sistema produttivo. Ma lo stesso Barroso afferma: “Si tratta di costi gestibili, che rappresentano meno dello 0,5% del Prodotto interno lordo, ossia 3 euro a settimana per ogni cittadino europeo”. Dieci volte più onerosa sarebbe, stando al capo dell’Esecutivo, “l’inazione”, soprattutto di fronte ai continui aumenti del costo del petrolio e del gas e della dipendenza europea dai fornitori stranieri. La Commissione non manca di riconoscere che “il taglio delle emissioni può inficiare la competitività delle imprese nei confronti dei concorrenti mondiali non vincolati a simili obblighi”. Per questa ragione, si ribadisce l’urgenza di pervenire a un accordo internazionale; nel frattempo, per “evitare delocalizzazioni industriali”, alle imprese ad alta intensità energetica saranno garantiti diritti di emissione gratuiti.Cambiamenti climatici e crescita economica. Il commissario per l’ambiente, Stavros Dimas , lancia un messaggio agli altri grandi “inquinatori” mondiali e puntualizza: “Il pacchetto di proposte, basato sull’avveniristico sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, dimostra ai nostri partner internazionali che un intervento deciso contro i cambiamenti climatici è compatibile con il mantenimento della crescita economica e della prosperità”. Un’analisi politico-ecologica giunge quindi dal commissario per l’energia Andris Piebalgs . “In un momento di crescita dei prezzi del petrolio e di preoccupazione per il clima, le fonti energetiche rinnovabili ci offrono un’opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire. Ci aiuteranno a ridurre le emissioni di CO2, a rendere più sicuro il nostro approvvigionamento energetico”.Le posizioni degli eurodeputati. Il pacchetto della Commissione deve però ora diventare realtà. Lo ha sottolineato lo stesso Barroso, presentando i provvedimenti dinanzi all’Europarlamento, riunito il 23 gennaio in seduta straordinaria. L’Assemblea ha accolto positivamente le misure indicate dal collegio dei commissari. Intervenendo in aula, la deputata popolare belga Marianne Thyssen ha affermato: “Oggi è una giornata storica che influenzerà il nostro modo di vivere”. Per il socialista austriaco Hannes Swoboda occorre dare “attuazione pratica” agli obiettivi enunciati, anche perseguendo “un accordo internazionale”. Il liberale inglese Graham Watson ribadisce che “i costi della non azione sarebbero molto più elevati di quelli qui preventivati”. Per la rappresentante tedesca dei verdi, Rebecca Harms, l’impegno per la difesa dell’ambiente “consentirà all’Ue di riconquistare la fiducia dei cittadini”; Harms ribadisce però la contrarietà al nucleare (che di tanto in tanto torna nelle posizioni pubbliche dello stesso Barroso), mentre chiede “una nuova politica dei trasporti”.