Polonia

Dialogo con gli ebrei: un imperativoSi è celebrata anche in Polonia il 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la Giornata dell’ebraismo, che ha avuto quest’anno per tema le parole tratte dal Libro della Genesi “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27). Istituita dall’episcopato polacco nel 1997, la Giornata si prefigge lo sviluppo del dialogo tra cristiani ed ebrei. Secondo p. Janusz Salamon sj, direttore del Centro polacco di cultura e dialogo, “la celebrazione della Giornata dell’ebraismo ha un senso solo quando ogni giorno le nostre azioni e le nostre parole testimoniano che guardiamo gli ebrei come fratelli e sorelle, figli dello stesso Dio”. P. Salamon rileva che “l’importanza del nostro atteggiamento nei confronti dei rappresentanti di diverse religioni o culture non scaturisce da una pragmatica necessità di trovare un accordo”, bensì “per un cristiano è un imperativo che scaturisce dell’interno della nostra fede”. Poiché, spiega p. Salamon, “in primo luogo si tratta di un mio dialogo con me stesso”. Secondo i dati presentati dal presidente delle Comunità ebraiche in Polonia, Piotr Kadlcik, sono circa 20 mila gli ebrei residenti nel Paese.Unità dei cristiani: la condizione “sine qua non”Grande l’impegno della Chiesa polacca per la promozione del dialogo ecumenico e la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, durante la quale, racconta mons. Alfons Nossol, presidente del Consiglio per l’ecumenismo dell’episcopato polacco, “in certe chiese, all’interno della la liturgia, le omelie vengono pronunciate da ministri di altre confessioni. Grande interesse suscita inoltre il fatto che da alcuni anni la Settimana di preghiera è preceduta dalla Giornata dell’ebraismo e conclusa dalla Giornata dell’islam. Anche il fatto di aver incluso quelle due religioni in maniera così forte nel contesto ecumenico è qualcosa di eccezionale nella Chiesa universale. Vale la pena ricordare poi che in tutte le facoltà di teologia in Polonia vi sono delle cattedre dell’ecumenismo e qualche volta degli istituti ecumenici”. Secondo mons. Nossol “Il dialogo è una condizione sine qua non della cattolicità. Se qualcuno non adotta il metodo del dialogo, non è pienamente cattolico. E siccome vi è una sensibilità sempre maggiore verso quell’atteggiamento, il dialogo ha sempre migliori possibilità di diventare più autentico e più ecumenico”.Una giornata per l’Islam dopo la settimanaLa Chiesa polacca dedica la giornata del 26 gennaio, al termine delle celebrazioni della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, al dialogo con l’islam. La Giornata, promossa per l’ottava volta dal Comitato per il dialogo con le religioni non cristiane operante presso la Conferenza episcopale polacca, è dedicata quest’anno alla “Pace in entrambe le tradizioni religiose”. Nel 2000, la Conferenza episcopale polacca, prima al mondo, ha indicato il giorno successivo alla conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani come Giornata per l’islam. Per la prossima Giornata, il Consiglio congiunto di cattolici e musulmani, in una dichiarazione solenne, sottolinea: “La Giornata dell’Islam costituisce l’occasione per volgere l’attenzione allo sfondo politico, economico e etnico dei conflitti tra i fedeli delle due grandi religioni monoteiste”. I copresidenti del Consiglio, dalla parte musulmana Selim Chazbijewicz e dalla parte cattolica Zdzislaw Bielecki, con rammarico constatano che “tale sfondo è tuttora sottovalutato e sottaciuto da parte dei mass media”. “Tanto più – proseguono – sono quindi degne di attenzione e ricche di speranza le decisioni di quei polacchi che, nonostante numerosi problemi e ostacoli sulla difficile strada del dialogo, partecipano con coscienza alla Giornata dell’Islam. Gli ostacoli nel nostro quotidiano toccano diverse sfere di vita, come per esempio la situazione sociale ed economica della diaspora musulmana in Europa, il conflitto nel Medio Oriente, le lotte nel Darfur, le tensioni del conflitto tra gli Usa e l’Iran o la cancellazione della corsa Parigi-Dakar per il pericolo degli attacchi terroristici. Di fronte a questi eventi tanto preoccupanti unitamente vogliamo rilevare che la speranza di un costante sviluppo del dialogo tra cristiani e musulmani e il raggiungimento della pace mondiale possono essere sostenuti da iniziative come la Giornata dell’islam”.