Scozia, Germania, Inghilterra

Scozia: settimana dedicata alle scuole cattolicheUna settimana dedicata all’educazione per ricordare il ruolo che genitori e scuola hanno nell’insegnare “valori che durano una vita”. La Chiesa cattolica scozzese celebra il successo delle proprie scuole dal 27 gennaio al 2 febbraio prossimo, scegliendo come tema “Insegnare valori che durano una vita”. Lo “Scottish Catholic education service”, l’agenzia della Chiesa scozzese che si occupa del settore educazione, ha messo a disposizione di scuole e parrocchie cattoliche un libro, un poster e un cd costruiti attorno allo slogan “Valori per una vita”. Il volume, di quarantotto pagine, offre consigli su come le scuole possano inserire i valori cattolici ricavati dal Vangelo nel programma scolastico, il poster illustra le beatitudini e il cd offre esempi di persone la cui vita è stata benedetta dalla fede. In Scozia, come nel resto del Regno Unito, le scuole cattoliche sono molto popolari e si trovano sempre ai primi posti nelle classifiche compilate dal Governo che segnalano gli istituti di maggiore successo. La settimana dell’educazione si concluderà sabato 2 febbraio con una conferenza sul tema “Celebrare l’educazione cattolica: riflessioni sulla collaborazione tra scuole e Stato dal 1918 fino a oggi e oltre”, tenuta dal primo ministro scozzese, Alex Salmond, alla Facoltà di studi religiosi dell’Università di Glasgow. La conferenza, “Cardinal Winning Education Lecture”, è un appuntamento annuale e commemora lo scomparso card. Thomas Winning, arcivescovo di Glasgow dal 1974 al 2001.Germania: 80 chiese verso la chiusuraLa diocesi di Hildesheim ha in progetto di chiudere presumibilmente 80 chiese a partire dall’anno prossimo. Altre 197 sono tuttavia così importanti per la pastorale che la diocesi è intenzionata a investire con nuove opere. La notizia è stata diffusa il 18 gennaio dal vicariato generale della diocesi. Il progetto verrà discusso nei decanati entro il 1° ottobre prossimo. La ristrutturazione a breve e medio termine era stata decisa nel 2003 dall’allora vescovo di Hildesheim, mons. Josef Homeyer, per motivi finanziari: la diocesi non disponeva infatti di risorse sufficienti per mantenere gli immobili. Le 438 chiese esistenti nel territorio sono state valutate e classificate in base a diverse categorie. Il criterio determinante era rappresentato dall’esigenza pastorale. Anche negli anni passati la diocesi di Hildesheim ha dovuto chiudere altre chiese, ben 13 dal 2000, le quali sono state demolite oppure destinate ad altri fini: trasformate in asili, abitazioni o trasferite alla Chiesa ortodossa. La decisione è stata accolta dal consiglio diocesano dei cattolici di Hildesheim, che rappresenta il comitato laico maggiore della diocesi, il 19 gennaio, in occasione della sua assemblea plenaria. “Il consiglio diocesano è a conoscenza dei motivi dolorosi che hanno portato alla necessità di chiudere le chiese”, si legge nel comunicato diffuso al termine dell’assemblea, nel quale si esprime sostegno alla decisione, valutando positivamente il fatto che la diocesi abbia avviato al riguardo un processo di dialogo con le comunità parrocchiali.Inghilterra: ecumenismo, non camuffare le divisioni”È importante che ciascuna tradizione mantenga la propria identità piuttosto che allestire uno spettacolo di unità che non esiste nella realtà”: parola di p. Michael Seed, frate francescano amico della famiglia Blair, noto in Gran Bretagna per aver seguito, da consulente per l’ecumenismo per il primate d’Inghilterra e Galles, card. Murphy O’Connor, la duchessa di Kent, prima cugina della regina, nella sua conversione alla Chiesa cattolica. In un articolo per il settimanale cattolico “Tablet” padre Seed, che appartiene alla “Società per la redenzione”, come pure p. Paul Wattson, colui che inaugurò la prima settimana dell’ecumenismo il 18 gennaio di 100 anni fa, scrive che gli ottimi rapporti raggiunti tra le diverse confessioni cristiane sono “un importante risultato anche se un’unità completa della Chiesa di Cristo è ancora lontana. Non c’è motivo di cercare di camuffare le divisioni, la dura realtà di tutti i nostri dilemmi rispetto all’unità è che un argomento ingombrante del tutto al di fuori del nostro controllo è, come ci dicono i nostri fratelli ortodossi, un «mistero» e dev’essere raggiunto secondo i tempi di Dio e non i nostri. Dobbiamo riconoscere i doni offerti da ciascuna Chiesa e comunità, ma esaminare i costi che essi comportano in un’economia spirituale che abbia al suo centro il bene di tutta la Chiesa”.