UNITÀ DEI CRISTIANI
Celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
Si sono aperte in tutta Europa il 18 gennaio le celebrazioni della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si concluderà il 25 gennaio. Giunta quest’anno alla sua centesima edizione (fu introdotta nel 1908 per iniziativa di padre Paul Wattson), la Settimana ha per tema l’invito di S. Paolo ai Tessalonicesi, “Pregate incessantemente”. L’appuntamento rappresenta sempre un occasione per stilare bilancio del cammino fatto e di incontro capillare tra comunità. Santa Sede. “La Chiesa di Roma sta diventando sempre di più il vero punto di riferimento per il cammino di unità di tutti i cristiani”; in particolare con gli ortodossi si vive oggi “una primavera nei rapporti”. Lo ha detto il card. Walter Kasper , prefetto del Pontificio Consiglio per il dialogo tra i cristiani, parlando della situazione del cammino ecumenico in occasione dell’inizio della Settimana di preghiera. “Con gli ortodossi – ha detto Kasper all’agenzia italiana Ansa – possiamo parlare di uno spirito di Ravenna, che si è sviluppato dopo la pubblicazione del documento dell’ottobre scorso, e che si manifesta in un rapporto di amicizia, di fiducia reciproca”. “Con i protestanti i problemi attuali riguardano il ministero sacerdotale e la successione apostolica. Abbiamo raggiunto l’intesa sulla dottrina della giustificazione, ora l’Eucarestia e il suo rapporto con il sacramento dell’Ordine non è ancora chiarito”. Infine il dialogo con gli anglicani che – ha spiegato il cardinale – si trova in una situazione di stallo” per la divisione interna alla Comunione anglicana dopo l’ordinazione delle donne e di un vescovo americano omosessuale. Patriarcato di Mosca. In un’intervista al mensile italiano “Trenta Giorni” il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio I ha detto : “Noi sosteniamo tutte le iniziative volte a superare al massimo le divisioni esistenti”. “Ogni caso merita di essere studiato in modo scrupoloso. La comprensione delle cause delle separazioni permette di trovarne la soluzione. Tuttavia, rispettando la diversità, bisogna riconoscere che la ricerca dei fattori di unità e non di divisione si rivela più fruttuosa nella maggior parte dei casi”. Protestanti. Proclamare insieme il Vangelo ed essere attori di pace e di giustizia nel mondo, soprattutto in Terra Santa. Queste le sfide che i cristiani sono chiamati ad affrontare insieme. Lo ha detto Claude Baty , presidente della Federazione protestante di Francia in un’intervista rilanciata dalla Conferenza episcopale francese alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “I cristiani oggi – dice Baty – hanno due sfide da affrontare. Innanzitutto la proclamazione del Vangelo. C’è sempre la consapevolezza della necessità di essere testimoni ma bisogna esserlo insieme”. Il Consiglio mondiale delle chiese ha affidato il compito di commentare la Settimana alla pastora luterana della Germania Kersten Storch . “Le divisioni – scrive la pastora luterana – rimangono una realtà tra le Chiese e al loro interno”. Sebbene “La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani non può fornire una soluzione a tutti questi problemi”, la sua “celebrazione ogni anno è una vittoria sulle divisioni perché esprime l’unità che i cristiani hanno realmente in Cristo”.Inghilterra. “I cento anni di preghiera e lavoro per l’unità della Chiesa – dice il card. Cormac Murphy O’Connor , arcivescovo di Londra – ha visto una comprensione e una collaborazione sempre più strette tra i cristiani, Il movimento ecumenico è stata una grande benedizione per la Chiesa e noi dobbiamo continuare a pregare perché la grazia dello Spirito Santo possa approfondire la comunione che già esiste tra tutti i cristiani”. Come negli anni passati, durante la Settimana di preghiera i cori delle cattedrali anglicana e cattolica di Londra celebreranno i vespri nelle rispettive cattedrali. Domenica 20 invece il nuovo decano della cattedrale anglicana di St. Paul ha visitato per la prima volta la cattedrale cattolica di Westminster dove ha predicato durante la celebrazione dei vespri. Ucraina. La Chiesa greco-cattolica ucraina si è fatta promotrice anche quest’anno di una iniziativa di preghiera per l’unità dei cristiani a Kiev. “Il fatto è – ha detto il card. Lubomyr Husar – che, sfortunatamente, i cristiani sono separati. Il mezzo più potente e funzionale in materia di ritorno dei cristiani alla loro unità originale, è la preghiera. Pregare insieme è un’opportunità per chiedere al Signore perdono dei nostri peccati e chiedere il dono dell’unità”.