Scozia, Spagna, Portogallo, Germania

Scozia: “embrioni ibridi atto mostruoso”Nella lettera pastorale inviata questa settimana alle 500 parrocchie cattoliche di Scozia, l’arcivescovo di Glasgow Mario Conti, in qualità di presidente del Comitato di bioetica, riprende e rilancia l’affermazione della Pontificia Accademia per la Vita che ha definito la creazione per scopi scientifici di embrioni ibridi, cioè con cellule umane e animali, “un atto mostruoso contro la dignità umana”. Quest’anno il Parlamento britannico dovrebbe presentare e quindi votare una nuova legislazione che estenderebbe il campo di ricerca genetica con la creazione di embrioni umani in vitro e sperimentazioni su di essi (oltre il periodo di 14 giorni). “Il fatto – scrive mons. Conti – che altri Paesi abbiano delineato una linea di confine alla clonazione umana non ha distolto il nostro governo dal proporre di andare avanti, premettendo la fertilizzazione tra specie e la fusione di materiale umano e animale in embrioni ibridi. Si tratta di un atto mostruoso”. La Chiesa chiede il rispetto per “il diritto e dovere” dei membri del Parlamento di “votare su questi temi secondo coscienza”.Spagna: testimonianza contro il relativismo”Incoraggiamo tutti ad essere testimoni dell’amore di Cristo e ad orientare particolarmente questa testimonianza in favore della vita umana, minacciata dalle disgrazie naturali, dalle gravi malattie contagiose e da quei mali che sono causati dal disordine morale che genera il peccato, come la mancanza di solidarietà e l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento senza scrupolo degli esseri umani, il terrorismo e le guerre”. È quanto si legge nel messaggio della Commissione episcopale per le relazioni interconfessionali della Conferenza episcopale spagnola, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio). Tra le minacce che incombono sulla vita i vescovi segnalano l’aborto e l’infanticidio, la manipolazione della vita allo stato embrionale e la sua distruzione. “Quando i cristiani danno insieme testimonianza di Cristo – proseguono i presuli spagnoli – si fa strada il Vangelo predicato dalla Chiesa e retrocede il grave male del nostro tempo: il relativismo morale che tanto contribuisce ad allontanare le persone e le società dalla strada aperta dalla predicazione del Vangelo di Gesù Cristo”. I vescovi fanno poi riferimento all’importanza dell'”ecumenismo spirituale” e, quindi, della preghiera per fare passi avanti “verso l’unità visibile”.Portogallo: poca discussione sul Trattato Commentando la decisione del primo Ministro portoghese José Socrates di far ratificare il testo del Trattato di Lisbona mediante lo strumento parlamentare, mons. Amândio Tomás, delegato dei vescovi portoghesi (Cep) presso la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), ha criticato “il deficit informativo e la mancanza di dibattito pubblico” che hanno caratterizzato questa scelta governativa: “dopo la bocciatura di Francia e Olanda, in Portogallo il tempo di riflessione dedicato al progetto europeo è stato molto scarso e il cittadino comune conosce pochissimo dei contenuti del Trattato”. “Molto spesso, ciò che viene divulgato a livello di opinione pubblica riguarda gli interessi di natura economica, mentre i valori essenziali e caratterizzanti del progetto non sono adeguatamente pubblicizzati”. Il neo eletto vescovo coadiutore di Villa Real ha voluto ricordare che “l’Ue, per non risultare un’entità incomprensibile ai più, deve invece fondarsi su di una solida comunione di valori come quelli cristiani”. “Quello della dignità umana, prima di tutto” – ha aggiunto mons. Tomás, il quale, riflettendo anche sul vertice Europa-Africa, svoltosi nel dicembre scorso, ha concluso: “l’Africa non può continuare ad essere il continente della miseria e dell’abbandono, e solo quando l’Europa smetterà di voltarle le spalle e sarà capace di aprirsi veramente ad essa, il disegno europeo si mostrerà degno del proprio passato e potrà costruire una prospettiva convincente per il futuro”.Germania: ortodossi ed evangelici ringraziano Lehmann”Un grande regalo, non solo per la Chiesa cattolica del nostro Paese, ma per la comunità dei cristiani e delle Chiese, per l’intero Paese”: questo il giudizio del leader della chiesa evangelica tedesca Wolfgang Huber sull’operato del card. Karl Lehmann, presidente dimissionario della conferenza episcopale tedesca. In una lettera a Lehmann, Huber esprime “dispiacere” per le dimissioni, unito tuttavia a “grande rispetto e comprensione” per i motivi che le hanno provocate. Huber ha manifestato gratitudine per il lavoro del cardinale in ambito ecumenico, che “ha rafforzato l’appartenenza e la collaborazione dei cristiani nelle Chiese. Lo spirito ecumenico da lui rappresentato deve continuare ad essere determinante”, ha concluso. Dello stesso avviso il metropolita greco-ortodosso della Germania e presidente della Commissione della Chiesa ortodossa (Kokid), Augoustinos che ha definito Lehmann “promotore impegnato e di rilievo dell’ecumenismo, partner affidabile e amico sincero dell’ortodossia. Siamo lieti che rimanga come vescovo di Magonza perché avremo bisogno della sua esperienza e del suo consiglio”. Il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Hans Joachim Meyer, ha ringraziato il cardinale per “la sua collaborazione improntata alla fiducia reciproca, la sua fedeltà ai principi e la disponibilità ad ascoltare”.