Germania, Spagna, Scozia

Germania: le dimissioni del card. LehmannCon una lettera personale inviata ai vescovi tedeschi e diffusa il 15 gennaio, il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), card. Karl Lehmann, ha annunciato le dimissioni dall’incarico, invitando i vescovi ad eleggere il nuovo presidente nella prossima plenaria primaverile, prevista a Würzburg dall’11 al 15 febbraio. Lehmann, presidente della Dbk da 20 anni aveva già espresso in passato quest’intenzione, confermata per via di alcuni recenti problemi di salute. “Il momento di un passo di questo genere è sempre in qualche modo inadatto. Ma a ben guardare ha senso”, afferma Lehmann, menzionando i recenti avvicendamenti nelle diocesi di Monaco e Frisinga, Limburgo e Spira, dovuti al “necessario cambio generazionale”. Lehmann ha assicurato la disponibilità a servire ancora la sua diocesi (Magonza) e la Conferenza episcopale, con particolare riferimento al rapporto con le Chiese cristiane: “mi sta a cuore la difficile situazione dell’ecumenismo”, ha aggiunto. Il vicepresidente della Dbk, mons. Heinrich Mussinghoff, ha ringraziato Lehmann sottolineandone la “profonda competenza teologica, l’apertura spirituale, la prudenza e la grande capacità di integrare e unire”.Spagna: contrari all’educazione alla cittadinanzaL’arcivescovo di Toledo e vicepresidente della Conferenza episcopale spagnola, il card. Antonio Cañizares, in una recente conferenza sulla materia scolastica “educazione alla cittadinanza”, introdotta dal Governo del premier Zapatero, ha ricordato che il rifiuto di questa materia non “è una questione di confessione religiosa, bensì di umanità”. Lo riferisce l’agenzia internazionale Fides che evidenzia come il cardinale abbia difeso il diritto inalienabile dei genitori a scegliere liberamente l’educazione morale e religiosa che desiderano per i propri figli. Cañizares ha espresso la volontà “di difendere alcuni diritti fondamentali, di fronte all’imposizione di una determinata concezione dell’uomo e della morale”. Una difesa “che espone un pensiero unico e che non riguarda né le affermazioni dei partiti, né pretende di andare contro il Governo”. L’arcivescovo di Toledo ha poi aggiunto che la formazione morale degli alunni “non è competenza dello Stato”, diversamente si tratta di una “trasgressione innegabile” dei diritti dei genitori, dei centri educativi e degli insegnanti. Per il vicepresidente dei vescovi spagnoli, lo Stato tenta di trasmettere “una visione dell’uomo dove Dio non conta, ispirata da un laicismo radicale” ed una formazione morale che i cristiani non possono accettare poiché contraria alla loro fede. A tal proposito, ha ricordato che l’80% dei genitori ha chiesto per i propri figli l’insegnamento della religione.Rispetto all’introduzione, in altri Paesi europei, di una materia scolastica simile a quella spagnola, l’arcivescovo di Toledo ha affermato che non ve ne è uno dove sia accaduto ciò che sta accadendo in Spagna. Secondo il cardinale, in altri Paesi si insegnano i diritti fondamentali, la Costituzione e perfino l’urbanizzazione, ma non si pretende di formare una “identità personale”. Ha infine affermato che non solo la Chiesa cattolica, ma anche altre confessioni religiose in Spagna sono contrarie all’educazione alla cittadinanza.Scozia: proteggere i missionari in KenyaIl cardinale Keith O’Brien, arcivescovo di Saint Andrews e Edimburgo ha chiesto ai politici scozzesi di fare tutto il possibile per proteggere i missionari scozzesi in Kenya. “Spero che i leader possano essere persuasi a chiedere alle popolazioni locali di cessare le ostilità e far ridiventare il Kenya quella terra pacifica e felice che abbiamo sempre conosciuto”, ha dichiarato il cardinale al settimanale cattolico “The Universe”. O’Brien è intervenuto dopo aver ricevuto un fax dal monastero “St.Mary’s Convent” di Kericho dove un gruppo di suore scozzesi sono rimaste imprigionate insieme a millecinquecento uomini, donne e bambini malati di Aids e costretti a lasciare le loro case attaccate da bande armate di machete. Nel fax suor Loyola Kelly dell’ordine della Immacolata Concezione raccontava al cardinale che la Croce Rossa non riusciva a raggiungere il convento a causa delle strade bloccate e della polizia che colpiva in modo indiscriminato uomini donne e bambini. “Ho visitato Rwanda nel gennaio del 2004 e ho visto con i miei occhi gli orrori provocati dal genocidio”, ha dichiarato O’Brien, “Sono vicino col cuore a queste povere persone imprigionate nelle township del Kenya. Sono sicuro che qualsiasi persona perbene in Scozia condivide il dolore che provo per questi innocenti. Preghiamo tutti che il conflitto finisca presto”. Il cardinale ha anche mandato un messaggio di solidarietà alla Conferenza episcopale cattolica kenyota, promettendo ai vescovi del Paese preghiere.