Spagna

Il laicismo è contro la democraziaOltre un milione e mezzo di persone si sono riunite, il 30 dicembre scorso, a Madrid, per la “Festa della famiglia cristiana”, in occasione della quale anche il Papa ha inviato un messaggio alle famiglie spagnole. “Il matrimonio e la famiglia – ha detto, intervenendo alla festa, mons. Ricardo Blázquez, presidente della Conferenza episcopale spagnola e vescovo di Bilbao – sono il centro nevralgico dell’umanità”, perciò “le famiglie cristiane devono essere esempio di amore per le altre famiglie”. L’arcivescovo di Valencia, mons. Agustín García-Gasco, ha evidenziato che “la cultura del laicismo radicale” porta alla “dissoluzione della democrazia”. Di più: “Il laicismo è una frode e un inganno”, che conduce alla “disperazione” perché favorisce “l’aborto, il divorzio espresso e le ideologie che pretendono di manipolare l’educazione dei giovani”. Il card. Antonio Cañizares, arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, ha denunciato che “la famiglia è scossa nelle sue fondamenta” e “soffre di attacchi profondi”, per cui “oggi la salvaguardia del matrimonio può considerarsi come il primo problema sociale”. L’arcivescovo di Madrid, card. Antonio María Varela, ha affermato che la famiglia “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”.Libertà religiosa a rischioLe dichiarazioni contro la Chiesa cattolica “attentano in forma molto grave contro il diritto fondamentale alla libertà religiosa e di coscienza”: lo ha denunciato, in Spagna, l’Osservatorio per la libertà religiosa e di coscienza diretto da Marcial Cuquerella, a seguito delle dichiarazioni del segretario dei socialisti spagnoli che ha accusato la Chiesa di “alimentare le ingiustizie”, perché “il Papa, con le sue idee, promuove la violenza di genere e il maschilismo nell’idea di famiglia cristiana”. L’Osservatorio denuncia una “campagna politica contro la Chiesa Cattolica da parte del laicismo radicale, che ha fretta nel censurare qualsiasi espressione religiosa con lo scopo di espellere la religione dalla nostra società”. Cuquerella ricorda che l’idea di famiglia cristiana che alcuni in Spagna “non riescono a capire” ha riunito a Madrid il 30 dicembre scorso “centinaia di migliaia di fedeli”. Secondo l’Osservatorio “la campagna attacca radicalmente la libertà religiosa di ebrei, musulmani e cristiani”.La Chiesa non starà nelle sagrestie”Sorpresa e perplessità”: è quello che ha espresso la “Asociación Católica de Propagandistas” (il cui carisma è la difesa del magistero e della dottrina sociale della Chiesa nella vita pubblica) per “la sproporzionata reazione che ha prodotto la celebrazione della festa della famiglia”. “È un nostro dovere – si legge in un comunicato dell’associazione – la difesa del giudizio morale che la gerarchia ecclesiastica esprime con riferimento alla sua natura e alla sua missione. Le forme delle organizzazioni sociopolitiche non devono essere spazi impermeabili alla rilevanza di una confessione come la religione cattolica”. Perciò, “le inquietanti reazioni e dichiarazioni dei dirigenti socialisti contro la libertà di riunione e di espressione dei cattolici spagnoli non ci lascia indifferenti”. Per l’associazione, “il laicismo nega alla Chiesa la difesa dei suoi insegnamenti. Pretende di assoggettarla ad un’angoscia continua, facendola dipendere dalla benevolenza di coloro che dispongono di un potere immenso”. No, dunque, ad una Chiesa costretta a restare “nelle sagrestie”. “È possibile sperare – continua il comunicato – che il Governo, e il partito che lo sostiene, osservino fedelmente la Costituzione”.Fermare l’aumento dell’aborto”L’aborto genera violenza sociale”: ad affermarlo all’Agenzia cattolica spagnola “Veritas” è Fernando García-Faria, presidente dell’Associazione dei medici cristiani di Catalogna, dopo che il ministero della Sanità e del consumo ha informato che nel 2006 in Spagna sono stati fatti 101.592 aborti. “Con l’aborto – ha osservato García-Faria – la violenza avviene nel primo stadio della vita e si sparge violenza su tutta la società”. Il presidente dell’associazione ha anche denunciato che “i poteri pubblici non hanno fatto altro che facilitare che si producessero questi fatti”. Per García-Faria, “la società è come anestetizzata e guarda dall’altra parte”, ponendosi nei confronti dell’aborto “come il passeggero delle ferrovie catalane che ha assistito recentemente, senza intervenire, ad un’aggressione ad una giovane”. Sullo stesso tema la presidente della Federazione spagnola delle associazioni a favore della vita, Alicia Latorre, ha dichiarato a “Veritas” che la dimensione che ha raggiunto in Spagna l’aborto “è un segno chiaro della perdita di coscienza sociale, che occorre recuperare ad ogni costo”. Dal canto suo, il direttore della Fondazione “Vita”, Manuel Cruz, ha sottolineato che “l’aumento inarrestabile degli aborti in Spagna “si deve al fatto che si promuove l’aborto, che è un delitto,e promuovere un delitto anche è un delitto”.