Migrazioni: il messaggio dei vescoviDare una “chance” ai giovani immigrati perché possano “esprimere le loro ricchezze culturali, religiose e spirituali”. “Apriamo loro le nostre braccia, le porte e gli sguardi perché possano condividere i loro tesori”. E’ il messaggio scritto da mons. Claude Schockert, vescovo di Belfort-Montebéliard e responsabile della pastorale dei migranti della Conferenza episcopale francese in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà domenica 13 gennaio sul tema: “I giovani migranti: risorsa e provocazione”. Il messaggio francese si apre con il ricordo dei due adolescenti della Guinea trovati morti nell’agosto del 1999 nella stiva di un aereo atterrato a Bruxelles. “Questi drammi – commenta il vescovo – la dicono lunga sul clima di paura vissuta dai giovani oggi e sui numerosi tentavi di fuga verso l’inaccessibile”. La Conferenza episcopale francese ha mantenuto sempre una linea molto critica nei confronti delle politiche migratorie adottate dal governo Sarkozy. Lo scorso ottobre, il vescovo Schockert è firmatario insieme al vescovo Olivier de Berranger di una Dichiarazione che ha spinto il ministro dell’immigrazione Brice Hortefeux a rispondere con una lettera per spiegare meglio la politica migratoria del governo. Solidarietà: a Parigi il “Festival della carità”Dal 28 gennaio al 5 febbraio, la diocesi di Parigi promuoverà il Festival della carità. L’insieme delle iniziative in programma è recensita in un dossier di 25 pagine che sarà distribuito nelle parrocchie. Tra le tante, una esposizione fotografica, un “Forum sull’impegno” e una tavola rotonda riservata ai giovani di 16-25 anni sul servizio ai più poveri. Nel presentare l’iniziativa, padre Olivier Ribadeau Dumas, vicario episcopale per la solidarietà, ha detto che circa il 75% delle parrocchie parigine promuoverà una manifestazione nell’ambito del Festival e che l’iniziativa ha nel suo insieme un triplice obiettivo: “rendere visibile ciò che esiste” come impegno della chiesa verso i poveri; “misurare ciò che resta da fare” riguardo alla emergenza delle nuove povertà e “chiamare nuove persone a rispondere a questi nuovi bisogni”. Nel dossier dato alla stampa per la presentazione del Festival, la diocesi ha dato anche alcuni indicatori della povertà a Parigi. In città, il 12% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà (817 euro). Numerosi sono i giovani: il 16% dei ragazzi sono i 20 anni vive in una situazione economica precaria.Vita: le associazioni scendono in piazza Si terrà domenica 20 gennaio a Parigi con appuntamento a place de la République (ore 14,30) la quarta “Marcia per la vita”, organizzata dalla rete di associazioni “30 ans ça suffit – En marche pour la vie” (30 anni bastano – In marcia per la vita”). La manifestazione vedrà per la prima volta quest’anno la partecipazione di delegazioni europee, come quella del Movimento per la Vita italiano e di associazioni pro-vita di Germania, Croazia e Belgio. La Rete francese si è costituita nel 2004 ed oggi conta al suo interno una dozzina di associazioni. Gli organizzatori domandano la abolizione della legge “Veil” perché – si legge in un comunicato – la ritengono responsabile della gran parte dei 200 mila aborti annuali che si registrano nel nostro Paese”. Nelle scorse edizioni del 2005 e del 2006 – fanno sapere sul loro sito i promotori – la manifestazione ha riunito circa 10 mila persone. Iraq: operazione Pax Christi per i cristiani iracheniPax Christi Francia ha lanciato una grande mobilitazione di sensibilizzazione, informazione e sostegno ai cristiani dell’Iraq. L’iniziativa partirà il 12 gennaio nella Chiesa di Saint-Eustache a Parigi con la lettura di un appello che sarà poi letto in tutte le comunità cristiane del Paese la domenica successiva. In febbraio una delegazione di responsabili cristiani francesi andrà in Iraq, accompagnati da mons. Marc Stenger, vescovo di Troyes e responsabile di Pax Christi Francia. “Questa operazione ha lo scopo di far ascoltare il grido di aiuto di questi uomini e donne che soffrono e rendere testimonianza della loro situazione e problemi ai cristiani di Francia, ma anche al governo francese”.