Olanda: nuovo presidente dei vescoviÈ mons. Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam, il nuovo presidente della Conferenza episcopale olandese. Lo hanno nominato i vescovi dei Paesi Bassi mercoledì 9 gennaio; a fianco di van Luyn siederà come vicepresidente il vescovo di Roermond, mons. Franciscus Jozef Maria Wiertz. I due s’insedieranno il 26 gennaio, dopo l’entrata nella diocesi di Utrecht di mons. Willem Jacobus Eijk, che succede al card. Adrianus Johannes Simonis, presidente uscente. Van Luyn, che è anche presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), è vescovo di Rotterdam dal 1994. Il vescovo Wiertz, invece, è a capo della diocesi di Roermond dal 1993 e dal 2005 è membro del Consiglio episcopale permanente, nonché referente per la pastorale dei media e della comunicazione.Italia: 665.000 immigrati minorenniSarà dedicata, in Italia, al tema “Giovani migranti: risorsa e provocazione” la prossima Giornata mondiale delle migrazioni, che si celebrerà domenica 13 gennaio. “Degli oltre 3.500.000 italiani emigrati all’estero, il 18%, pari a 560.000, è ancora minorenne; se vi aggiungiamo coloro che hanno già oltrepassato questa soglia, ma sono sotto i trent’anni, in età che comunemente ancora riteniamo giovanile, si sorpassa il milione”, ha ricordato mercoledì 9 gennaio a Roma mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Cei Migrantes. Mentre i minori immigrati “all’inizio del 2007 sono 665.000” e, complessivamente, i giovani al di sotto di 25 anni costituiscono il 33% della popolazione straniera in Italia. Per non parlare di Rom e Sinti, 120.000 in Italia, dove i minori superano il 40%. Ancora, vi sono i figli di circensi e lunaparkisti, circa 9.600, e i marittimi in transito nei centri “Stella maris”: due milioni di persone, per la metà giovani. Per mons. Saviola i giovani migranti costituiscono una risorsa su più piani: demografico, economico-lavorativo, ma “pure sul piano dell’integrazione” e “per il dialogo fra culture diverse”, poiché è “più agile, direi più spontaneo e quotidiano il rapporto fra italiani e stranieri sui banchi della scuola, nel campo sportivo, sulla strada”.Svizzera: per madri e famiglie in difficoltàDomenica 13 gennaio la Conferenza episcopale della Svizzera ha indetto una Colletta speciale a sostegno delle future madri e delle famiglie bisognose. I fondi raccolti nel corso della manifestazione saranno destinati al “Fondo di solidarietà per madre e bambino Sofo” ed a “Sos Future Mamme”. “La Svizzera è un Paese ricco – scrivono i vescovi – ma la differenza tra ricchi e poveri va accentuandosi da qualche anno. Ciò comporta che nel nostro Paese circa 250.000 bambini crescono in famiglie ove la situazione finanziaria è precaria. Ci vuole poco, a volte, per sostenere qualcuno nel momento buono, oppure incoraggiare una giovane donna ad accettare la sua gravidanza come un dono e non come una minaccia”. “L’aiuto dello Stato e il sostegno della famiglia non sempre bastano – aggiungono i presuli – è per questo che il «Fondo di solidarietà madre e bambino Sofo», fondato dalla Lega svizzera delle donne cattoliche, e l’organizzazione «Sos Future Mamme» sono considerati di grande importanza come posti di accoglienza a servizio delle famiglie e delle donne in necessità. Attraverso la colletta s’intende così rafforzare il servizio offerto da queste due Opere”. Info su: www.sosfuturesmamans.ch e www.sofo.ch.Portogallo: giuristi volontari per i reclusiLa Chiesa portoghese ha invitato i giuristi cattolici ad organizzarsi in una rete volontaria a sostegno dei detenuti, per consigliarli e favorire il loro reinserimento sociale. In occasione dell’incontro nazionale dei cappellani e visitatori degli istituti carcerari, riunitosi a Fatima, il coordinatore della Pastorale delle prigioni, padre João Gonçalves, ha affermato che “questi volontari possono dare una certa tranquillità ai reclusi fornendo loro risposte su materie che non siano strettamente connesse con i processi pendenti. Senza mettere in discussione il lavoro degli avvocati ufficiali, i detenuti possono essere agevolati nella conoscenza delle norme carcerarie, dei loro diritti e doveri e sulle questioni concernenti la cittadinanza”. Della stessa opinione il presidente della Commissione episcopale della pastorale sociale, mons. José Alves: “Si tratta di un ottimo contributo per l’umanizzazione dei servizi pubblici. La Chiesa è motivata nella costituzione di questa rete volontaria di area giuridica capace di rispondere alle necessità dei detenuti. I volontari disponibili saranno organizzati in ogni diocesi e il cappellano di ciascun carcere potrà ricorrere a loro in qualsiasi momento per rispondere a domande e chiarire i dubbi di un recluso o ex detenuto, anche e soprattutto in vista del suo attivo reinserimento nel tessuto sociale”.