UE
La presidenza slovena per il primo semestre 2008
“Per dare il buon esempio agli altri Stati membri, la Slovenia s’impegna a ratificare il Trattato di Lisbona all’inizio del 2008”. È una delle cinque priorità che la presidenza di turno del Consiglio Ue, retta dal governo di Lubiana, ha identificato nel proprio programma di lavoro. La Slovenia sarà al timone dell’Unione europea per tutto il primo semestre di quest’anno: l’agenda stesa dal premier Janez Jansa e dal ministro degli esteri Dimitrij Rupel (17 pagine nella versione originale in lingua slovena) è stata concordata con le precedenti presidenze tedesca e portoghese e in relazione a quella francese, che sarà assunta da Parigi nella seconda metà dell’anno. Giovane repubblica agganciata all’Ue. La giovane repubblica, sorta nel 1991 dalle ceneri della ex Jugoslavia, è il primo Paese fra quelli che hanno aderito nel 2004 a guidare la “casa comune”. Con poco più di due milioni di abitanti e un’economia arrembante, la Slovenia non ha perso una sola occasione fra quelle derivanti dall’adesione per creare sviluppo e agganciarsi all’Europa: ha assunto l’euro come valuta ufficiale e ha aderito all’area-Schengen per la libera circolazione delle persone. Rappresentata a Strasburgo da sette eurodeputati (4 popolari, 2 liberaldemocratici e un socialista), ha inviato a Bruxelles, quale membro della Commissione, Janez Potocnik, che detiene le deleghe per il settore della scienza e della ricerca.Soluzioni comuni per la “famiglia europea”. In più occasioni il governo sloveno ha dichiarato di voler guidare con determinazione l’Ue in questo periodo, che corrisponderà alla prima fase di ratifica del Trattato di Lisbona. Il capo della diplomazia, Dimitrij Rupel , ricorda che il suo Paese sarà “al centro dell’attenzione nei prossimi mesi”, come accaduto “al momento di assumere la presidenza Osce e quando divenne membro del Consiglio di sicurezza Onu”. Il premier Jansa aveva dal canto suo anticipato a fine novembre alcune linee del semestre durante una visita a papa Benedetto XVI. Innovativa la scelta del logo della presidenza; un disegno con cinque elementi: fuoco, terra, aria, acqua ed etere. Tali simboli “intendono descrivere il Paese e i tratti caratteristici del popolo sloveno”: l’etere, in particolare, “simbolizza l’impalpabile, e dunque la libertà e i valori spirituali”. Igor Sencar , rappresentante permanente presso l’Ue, spiega che per la Slovenia, “è un onore e una sfida” la presidenza semestrale. “Stimolare la ricerca di soluzioni comuni alle sfide che la famiglia delle nazioni europee incontra è un dovere esigente e responsabile”.Lubiana, Brdo, Strasburgo e Bruxelles. Fitto, come vuole la prassi comunitaria, il calendario della presidenza. Per il 7 e 8 gennaio è stata fissata a Lubiana una conferenza internazionale al fine di inaugurare il 2008 quale Anno europeo del dialogo internazionale. Sempre il giorno 8, al castello di Brdo, non lontano dalla capitale, il governo nazionale ha dato appuntamento alla Commissione Barroso per la presentazione del programma e uno scambio di vedute sui temi più urgenti per i Ventisette. Il 16 gennaio Jansa e Rupel saranno invece a Strasburgo per illustrare il programma all’Europarlamento. Fra i 150 incontri in agenda (riunioni ministeriali, riunioni diplomatiche, summit con Paesi terzi), spiccano, per importanza, i due Consigli europei, che si svolgeranno a Bruxelles il 13-14 marzo e il 19-20 giugno. Tutte le informazioni sulla presidenza in esercizio, le manifestazioni e i convegni, i documenti e i testi legislativi, saranno pubblicati sul sito web www.eu2008.si, disponibile in sloveno, inglese e francese.Riflettori sui Balcani occidentali. Tornando alle priorità programmatiche, dopo la ratifica del nuovo Trattato, il premier Janez Jansa pone subito “il lancio del nuovo ciclo della Strategia di Lisbona”, previsto al vertice di metà marzo: con l’obiettivo di sostenere la crescita e l’occupazione, la presidenza ritiene fondamentale “l’applicazione rigorosa dei programmi nazionali di riforma”. Secondo Jansa, “i settori principali della strategia che meglio rispondono alle sfide cui è chiamata l’Europa sono la ricerca, la conoscenza e l’innovazione, lo sviluppo di un contesto commerciale competitivo, gli adeguamenti del mercato del lavoro, le risposte alle dinamiche demografiche”. “Avanzare proposte percorribili per la soluzione del problema energetico e climatico” è il terzo impegno della presidenza, mentre il quarto si concentra sulle “prospettive dei Balcani occidentali”, la cui stabilità “è d’importanza capitale per la sicurezza e la prosperità dell’intera Ue”. Tra gli obiettivi sloveni, una sottolineatura specifica è per il futuro del Kosovo, da leggere in relazione al percorso di avvicinamento della Serbia verso l’Unione. La quinta priorità si focalizza sul “dialogo tra le differenti culture, fedi religiose e tradizioni nel contesto dell’Anno europeo del dialogo interculturale”, per il quale Jansa dichiara molto interesse.