Inghilterra: non detenzione ma rieducazione

“Una delusione”. Così Terence Brain, vescovo responsabile per le prigioni per la Conferenza episcopale cattolica d’Inghilterra e Galles, ha definito l’annuncio del ministro della Giustizia, Jack Straw, relativo alla costruzione nel 2008 di tre nuove supercarceri per risolvere il problema del sovraffollamento dei detenuti. Ciascuno dei nuovi istituti ospiterà 2.500 criminali e il numero complessivo dei carcerati aumenterà dagli attuali 81.000 a 96.000. “Mi colpisce il fatto che troviamo i soldi per costruire nuove prigioni, ma non riusciamo ad avere fondi per garantire corsi di rieducazione e training per chi è già in carcere”, ha dichiarato Brain. Secondo il vescovo molti carcerati scontano pene dovute all’alcolismo e al consumo di droghe. Eppure ottenere un posto nei corsi di disintossicazione per queste forme di dipendenza è molto difficile. “Vai in prigione con una pena di dodici mesi e devi aspettare tutto questo periodo prima di avere un posto al corso”, ha spiegato. “Vuol dire che le prigioni ospitano persone che non dovrebbero trovarsi lì e che abbiamo tolto qualsiasi significato alla loro vita. Se abbiamo i soldi per costruire le prigioni dovremmo assicurarci che esse funzionino. Il sistema carcerario deve garantire che le persone che vanno in prigione abbiano poi la possibilità di riabilitarsi e dare loro l’opportunità di uscire e cominciare una nuova vita”. Secondo il ministero della Giustizia, dal 1997 ci sono ventimila posti in più in prigione, 3.100 dei quali in istituti carcerari costruiti negli ultimi due anni.