CATTOLICI E ORTODOSSI

Insieme per la famiglia

Le conclusioni del primo Forum riassunti nel “Documento di Trento”

Si è concluso il 14 dicembre il primo Forum cattolico-ortodosso che per quattro giorni ha riunito a Levico Terme (Trento – Italia) 30 delegati di Chiese ortodosse, delle Conferenze episcopali e di Dicasteri vaticani per riflettere insieme sulla “famiglia: un bene per l’umanità”. Al termine della riunione, i partecipanti hanno adottato un testo comune dal titolo “Documento di Trento” attraverso il quale “intendono offrire alle Chiese cattoliche e ortodosse d’Europa un contributo e una voce comune sul tema e il valore della famiglia”. Si tratta – si legge in un comunicato del Ccee – di “un messaggio che esprime chiaramente l’unità di pensiero e di intenti attorno all’istituzione della famiglia, la preoccupazione di fronte ad alcuni fenomeni sociali presenti nella società europea contemporanea ma anche una grande speranza nelle capacità del genere umano che, se si lascerà illuminare dal Vangelo, saprà custodire questo dono che l’istituzione ‘famiglia’ è per la società”.Le Chiese di fronte alle sfide etiche e sociali. “L’idea di un Forum- ha detto il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee – non è quella della fondazione di un nuovo organismo internazionale, ma piuttosto il desiderio comune di realizzare consultazioni periodiche su temi caldi che appartengono alla nostra missione”. Con la organizzazione del Forum di Trento, le Chiese manifestano il desiderio di avviare un dialogo capace anche di affrontare – queste le parole del vescovo Hilarion Alfejev della Chiesa ortodossa russa – “temi più direttamente connessi alla vita sociale della nostra gente e che assumono una grande rilevanza per tutti. L’intento è innanzitutto quello di avviare una comunicazione chiara ed efficace tra le nostre chiese perché abbiamo la consapevolezza di stare di fronte alle stesse sfide (secolarismo, consumismo, ateismo…). Si tratta di temi che vengono affrontati da tutte le nostre chiese separatamente ed è invece importante farlo insieme. Questo Forum è stato creato quindi per aiutarci ad elaborare un pensiero comune su questioni sociali e morali. Ci concentreremo pertanto non su questioni teologiche ma su concetti antropologici che sono di cruciale importanza per il presente ed il futuro dell’umanità”. Per questo 1° appuntamento i delegati hanno scelto il tema della famiglia perché essa – ha detto il card. Erdő – “è spesso minacciata” e ha bisogno “dell’annuncio del Vangelo” come “sorgente della nostra speranza”. Il “Documento di Trento”. Sottoscritto al termine del Forum dai delegati cattolici e ortodossi, il documento è un testo complesso di 7 pagine in cui si fa anche il punto della visione del matrimonio e della famiglia secondo la tradizione ortodossa e cattolica. “Nel passato – si legge al secondo paragrafo – la famiglia e la nascita di un bambino erano guardati come qualcosa di sacro. Negli ultimi anni però queste nozioni sono state messe in discussione”. Ma ciò che più preoccupa le Chiese in Europa è il “tentativo a cambiare il linguaggio e a introdurre ambiguità” con “l’introduzione ideologica della teoria del genere”. Appelli e raccomandazioni. Al paragrafo 3, il documento contiene una serie di raccomandazioni e appelli. “C’è un urgente bisogno – si legge – di riscoprire una nuova comprensione della famiglia e del matrimonio”. “Più sforzi devono essere compiuti per la promozione della vita familiare. La famiglia ha bisogno di essere riscoperta per ciò che essa offre alla società”. “Crediamo che nel promuovere l’istituzione della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, l’Europa possa essere sostenuta da questa fondamentale cellula della società che ricopre un “ruolo illuminante nella società”. “Il nostro appello ai politici e ai leader sociali è questo: la famiglia non è un concetto superato! Giustamente riscoperto, è il futuro. Senza il reciproco amore della famiglia, la nostra società muore!”. Altro appello è per l’educazione dei figli: “Chiediamo alle istituzioni politiche di garantire ai genitori il diritto di educare i loro figli in conformità con le loro convinzioni morali e religiose, tenendo conto delle tradizioni culturali della famiglia. Questo include il diritto di scegliere liberamente scuole o altri mezzi necessari per educare i loro figli in linea con le loro convinzioni. In particolare, l’educazione sessuale è un diritto fondamentale dei genitori e deve essere effettuata in base alla loro scelta e sotto la loro stretta supervisione”. Il documento si conclude chiedendo alle istituzioni “politiche in materia di retribuzione per lavoro” in grado di “mantenere una famiglia con dignità. Questo potrebbe essere ottenuto da leggi fiscali che riconoscono l’indispensabile contributo della famiglia per la società. Essa dovrebbe essere tale che entrambi i genitori non devono necessariamente essere obbligati a lavorare a tempo pieno fuori casa, a scapito della vita familiare e, in particolare, a scapito della educazione dei figli”.