PETIZIONE PER LA VITA

Da Dachau a Strasburgo

Dai Mpv di 27 Paesi europei anche un omaggio a Jérôme Lejeune

Una cinquantina Movimenti per la vita (Mpv) dei 27 Paesi europei parteciperanno ad una serie di attività che i Mpv europei svolgeranno dal 15 al 17 dicembre. Si parte il 15 dicembre, nel Centro commemorativo di Dachau, con una meditazione sull’uguaglianza di ogni essere umano. Il 16 dicembre a Strasburgo si terrà un incontro dei rappresentanti del Mpv dell’Unione europea per il proseguimento della Petizione europea “per la vita e la dignità dell’uomo”. È la terza volta che i Mpv europei si riuniscono insieme, dopo un appuntamento a Strasburgo nel 2007 e l’incontro con il Papa ad aprile 2008. Un Premio Nobel per la vita. Il 17 dicembre, nell’Emiciclo del Consiglio d’Europa, a Strasburgo, si terrà il momento principale delle iniziative comuni dei Mvp europei: il Premio europeo per la vita “Madre Teresa di Calcutta”, una sorta di “Premio Nobel” per la vita istituito dai Movimenti per la vita (Mpv) e la famiglia di tutta Europa. Il premio sarà consegnato alla memoria di Jérôme Lejeune, che scoprì la trisomia 21 e fu il primo presidente della Pontificia Accademia per la vita. Si festeggerà l’assegnazione del premio alla memoria di Lejeune con due sessioni di studio. Alla prima interverranno Salvatore Mancuso, presidente del Comitato etico del Policlinico Gemelli di Roma, Giuseppe Noia, docente di Medicina prenatale dell’Università cattolica di Roma, Henri Bléhaut, direttore della ricerca Fondazione Jérôme Lejeune di Parigi, Monica Lopez Barahona, direttrice del Centro di studi biosanitari di Madrid. La seconda sessione sarà con Letizia Pini, presidente dell’Associazione genitori e persone con sindrome di down, Tony Cole, direttore della clinica Lejeune per bambini con sindrome di down, la ginecologa Silvie De Karmalék, il genetista André Mégarbané. Prima dell’assegnazione del premio è previsto un intervento del card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. L’impegno a favore di tutti gli uomini. Le iniziative comuni dei Mvp europei non si esauriscono con le iniziative del 15-17 dicembre. Innanzitutto, in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo i Movimenti per la vita europei hanno ricordato che l’uomo è sempre uomo dal concepimento alla morte naturale. “Se non è chiaro chi è il soggetto titolare dei diritti umani, tutta la dottrina dei diritti umani diviene inutile. Contro la barbarie della discriminazione tra vite umane degne di vivere e vite umane non degne di vivere, la Dichiarazione universale, 60 anni fa, ha proclamato il principio di uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri appartenenti alla famiglia umana. Il nostro impegno per il diritto alla vita fin dal concepimento si fonda su questo principio”, sottolineano i Mpv europei. Per ribadire questi principi si è svolta a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, una conferenza stampa a cui ha partecipato Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita italiano, e Anna Záborská, presidente della Commissione diritti della donna ed uguaglianza di genere del Parlamento europeo. Una petizione insieme. Il progetto comune più importante è, indubbiamente, la petizione “Per la vita e la dignità dell’uomo” che le organizzazioni europee per la vita e la famiglia, riunite nella Fefa (Forum europeo per i diritti umani e le famiglie), hanno lanciato un anno fa, in vista del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. La petizione alle autorità continentali (Europarlamento, Commissione europea, Consiglio dei ministri Ue, Consiglio d’Europa) ed al segretario generale dell’Onu, vuole sensibilizzare i cittadini “sulla necessità di restituire all’Unione europea la sua vera identità strettamente collegata alle radici cristiane”. I sottoscritti europei della petizione ribadiscono che “la dignità umana, la libertà, l’eguaglianza, la solidarietà e la giustizia costituiscono il patrimonio spirituale e morale su cui si fonda l’unione dei popoli europei”, come è scritto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Ma, osservano i Mpv, “i diritti dell’uomo sono traditi anche perché non sono riconosciuti come titolari di tali diritti tutti gli esseri umani”. Nel testo si sottolinea anche che “non è sempre chiara la definizione della famiglia, in un contesto generale in cui il crollo demografico in Europa è ragione di grave preoccupazione e diviene sempre più importante il compito educativo dei genitori verso i figli”. Inoltre, i sottoscrittori della petizione chiedono che “alla base della interpretazione, della promozione e dell’attuazione dei diritti umani sia posto sempre il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale e dalla famiglia come nucleo fondamentale dello Stato, costituita mediante il matrimonio di una donna e di un uomo”. Nella conferenza stampa di Strasburgo del 10 dicembre è stato rivolto anche un invito a sottoscrivere la “Petizione per la vita e la dignità dell’uomo” che ha già raccolto 950mila adesioni e che continuerà fino a luglio 2009 quando sarà presentata ai responsabili dell’Unione europea all’apertura della nuova legislatura.