Spagna: una festa per la famigliaIn una lettera indirizzata ai parroci, ai rettori di Chiese, alle comunità di vita consacrata, ai movimenti ed alle associazioni apostoliche, alle scuole e ai centri educativi, l’arcivescovo di Madrid, il card. Antonio Maria Rouco Varela, invita alla Festa della Santa Famiglia, sul tema “La Famiglia, grazia di Dio”, prevista per il 28 dicembre a Madrid. Momento centrale della festa sarà una solenne concelebrazione eucaristica per le famiglie di tutta la Spagna. “La Festa della Santa Famiglia ci invita tutti, nella cornice del Natale, a ringraziare Dio perché ha voluto che suo Figlio Gesù Cristo vivesse nel seno di una famiglia e fosse modello per tutti noi nelle relazioni familiari”, ha scritto il porporato nella lettera. Per il cardinale, celebrare la famiglia come grazia di Dio è “una delle gioie più grandi del Natale. La famiglia è grazia di Dio perché Cristo l’ha santificata con la sua presenza e ha fatto di essa il posto dove crescere in età, saggezza e grazia davanti a Dio e agli uomini”. Perciò tale avvenimento invita i cristiani “a fare delle nostre famiglie luoghi della grazia di Dio dove tutti, ad esempio di Cristo, viviamo il cammino della santificazione ed offriamo al mondo intero la testimonianza attraente del vivere in Cristo”. Il cardinale rivolge pertanto un invito “a tutta la comunità diocesana, ed in particolare alle famiglie, a partecipare a questa celebrazione festiva della fede”, alla quale prenderanno parte “famiglie provenienti da vari posti della Spagna, accompagnate dai loro rispettivi vescovi”. L’esperienza della grande manifestazione del 30 dicembre 2007, che vide la partecipazione di più di 200.000 persone, ha dimostrato che un evento di queste dimensioni implica un grande sforzo. Per questo motivo, il cardinale ricorda che “la comunione esige di uscire dai propri interessi e comodità per manifestare che siamo un unico popolo di Dio e Corpo di Cristo”. Il card. Rouco Varela invita in maniera speciale “i giovani e i bambini ad offrire la testimonianza della loro gioia e gioventù in Cristo”. Irlanda: card. Brady su nuova evangelizzazione”In un tempo di recessione economica, rovina e tristezza, le buone notizie sono un tesoro. E l’evangelizzazione, con le buone notizie che porta, è soprattutto questo”. Lo ha detto nei giorni scorsi a Dublino il card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, nel corso del lancio della pubblicazione della Legione di Maria “La nuova evangelizzazione, preti e laici, la grande sfida del nuovo millennio”. Rammentando la fondazione nel 1921, da parte di “un gruppetto di persone riunite a Dublino nella parrocchia di San Nicola di Mira”, della Legione di Maria, che in pochi decenni si è diffusa nei cinque continenti, il card. Brady ne ha sottolineato “il grande contributo offerto al mondo”, soprattutto “nell’aiutare le persone a ritornare alla Chiesa”. “Come sapete – ha proseguito il cardinale – la Chiesa cattolica in Irlanda ha dichiarato il 2008 e metà del 2009 «Anno della vocazione», un tema che si inserisce nella più ampia sfida di questo decennio che è ascoltare di nuovo la Buona notizia”. Di qui il richiamo a Giovanni Paolo II che amava parlare spesso di “nuova evangelizzazione”, non “nel senso di qualcosa di nuovo da dire, ma nel senso di dire” i contenuti del Vangelo “in modo nuovo alle nuove generazioni, con nuovo ardore e nuovi metodi”. Un tema che “ha da sempre caratterizzato la missione della Legione di Maria”.Polonia: Giornata per le Chiese dell’EstLa seconda domenica di Avvento (7 dicembre) in Polonia si è festeggiata la Giornata di preghiera e di sostegno materiale per le Chiese dell’Est. Per la nona volta il gruppo di sostegno alle Chiese dell’Est presso la segreteria della Conferenza episcopale polacca ha organizzato nelle chiese di tutto il Paese la raccolta delle offerte e donazioni che, ha affermato l’arcivescovo di Leopoli, mons. Mieczyslaw Mokrzycki, permettono ai fedeli di usufruire di cattedrali ricostruite, ai bambini di avere rinnovate sale di catechesi, ai sacerdoti di acquistare i paramenti e le vesti liturgici. Il vescovo ausiliare di Varsavia mons. Tadeusz Pikus ha affermato che “la Chiesa dell’Est, nonostante abbia patito tanta violenza, rimane un segno di speranza per il mondo intero”. Mons. Marian Rojek dell’arcidiocesi di Przemysl ha rilevato che uno dei doni più importanti per le Chiese dell’Est sono i pastori, le religiose e i religiosi nonché i laici che raggiungono le piccole comunità cattoliche disperse in un territorio immenso. Questi “zelanti testimoni di Cristo” ravvivano la fede tra coloro che sono stati deportati o condannati al confine. Come ha reso noto don Jozef Kubicki, direttore del Gruppo per il sostegno alle Chiese dell’Est dell’episcopato polacco, nei Paesi dell’est europeo e dell’Asia centrale lavorano attualmente 1300 pastori, religiosi e laici polacchi. In risposta alla Giornata, le conferenze episcopali della Bielorussia, della Russia, del Kazakistan e dell’Ucraina hanno proclamato la seconda domenica dell’Avvento la Giornata della gratitudine.