Germania: il lutto a scuolaUn lutto in classe: come reagire, quando la notizia della morte di un insegnante, di un alunno o di un famigliare irrompe a scuola? A questa e ad altre domande risponde a Würzburg, in Baviera, il team di pastorale per i momenti di crisi, composto da due referenti per la pastorale scolastica, Helga Kiesel e Ulrich Geißler, dal referente per la pastorale Reinhold Grimm e dodici insegnanti di religione specializzati sul tema, operanti nel Land in questo settore dal 2004. Da novembre 2005, il team organizza ogni anno anche incontri formativi di tre giorni, per mettere in grado chi opera nella scuola di affrontare queste situazioni in modo adeguato: al corso vengono ammessi ogni volta 22 insegnanti di religione sia cattolici che protestanti. “Accanto agli psicologi delle scuole e agli assistenti sociali, sono per lo più gli insegnanti di religione a partecipare a queste offerte”, afferma Ulrich Geißler. Non è facile avere a che fare con temi quali la morte e il lutto e per questo, i partecipanti ai corsi devono affrontare inizialmente le proprie esperienze al riguardo. “Si può aiutare solo se si è riflettuto sulla propria situazione”, spiega Kiesel. “Altrimenti, una problematica passata irrisolta può disturbare l’attività di assistenza. Chi ha già riflettuto su ciò che ha aiutato a superare i propri lutti, ha gli strumenti per aiutare gli altri”. Kiesel fornisce anche assistenza su cellulare a tutte le ore, in modo da consentire all’équipe di reagire tempestivamente in caso di emergenze. Per affrontare al meglio la situazione, gli esperti raccomandano di parlare dell’evento luttuoso, rispondendo sinceramente alle domande dei bambini sulla morte. Anche determinati riti di elaborazione del lutto possono aiutare la classe a superare la crisi: un tavolino in un punto centrale dell’aula con una candela, una foto, un libro in cui inserire i propri pensieri, che verrà poi consegnato ai famigliari. “Può partecipare chiunque, anche chi non è cristiano”, ma sempre nel rispetto dei desideri dei congiunti, puntualizza Geißler. Alcuni, infatti, potrebbero non voler parlare frequentemente del lutto, per tornare quanto prima alla normalità. Il ritorno alla quotidianità è un aspetto difficile da affrontare: anche in questo caso sono possibili diversi “riti”: raccogliere le lettere in una scatola e consegnarla ai congiunti, oppure bruciarle. E cambiare la disposizione della classe per superare lo choc del posto vuoto: restano il ricordo e il dolore. Slovacchia: la Chiesa e l’EuroLa Chiesa cattolica slovacca partecipa attivamente alla campagna di informazione in vista dell’introduzione dell’Euro in Repubblica slovacca, prevista per il 1° gennaio 2009. Dalla primavera scorsa, la Banca nazionale slovacca ha selezionato 1.200 religiosi della Chiesa cattolica romana e di quella cattolica greca, informandoli sulle modalità e sui vantaggi del passaggio dalla Corona slovacca all’Euro. Nel corso di incontri nelle singole diocesi e istituzioni ecclesiastiche, ai sacerdoti sono state fornite le informazioni sull’Euro da trasmettere ad anziani, persone sole o malate. “In generale, molte persone nel Paese hanno paura dei cambiamenti: è per questo che la Chiesa partecipa alle misure finalizzate ad attenuare questa paura”, ha affermato Cyril Jancisin, Segretario esecutivo della Conferenza episcopale slovacca. “Il contributo della Chiesa è tuttavia circoscritto al contatto personale con i fedeli”, ha affermato, puntualizzando che è esclusa la propaganda per l’Euro durante funzioni religiose, poiché, ha concluso, “la liturgia non sarebbe il posto adatto per un’azione di questo genere”. Inghilterra: volontari in parrocchiaUn nuovo libro su come fare volontariato nelle parrocchie cattoliche di Inghilterra e Galles è stato lanciato dalla diocesi di Arundel e Brighton. Il volumetto si intitola “To love and serve the Lord”, “Amare e servire Dio” ed è una guida che spiega come partecipare più da vicino alla vita della parrocchia. L’autore, Barbara Wallace, che è stata coordinatrice pastorale della diocesi di Arundel e Brighton e ora lavora come consulente sul volontariato organizzando giornate di studio e conferenze, ha spiegato che la sua guida è indirizzata ai leader delle parrocchie. L’idea è nata come risultato del processo di consultazione intitolato “Preparing together”, ovvero “Prepararci insieme”, lanciato tra i fedeli della diocesi di Arundel dal vescovo mons. Kieran Conry qualche anno fa. Si trattava di una indagine sulle aspirazioni e le difficoltà di chi frequenta la Chiesa. Studiando le risposte dei parrocchiani Barbara Wallace si è accorta che molte persone vogliono essere coinvolte più da vicino nella vita della parrocchia. D’altra parte i parroci spesso non sanno come fare per far partecipare di più i fedeli interessati. “Il mio libro offre consigli pratici su come incoraggiare ciascuno a vivere la propria vita attivamente nella missione della Chiesa. San Paolo ci ricorda che ogni persona ha ricevuto doni per un proposito buono”.