ALESSIO II
L’eredità del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie
“Un flusso senza fine” di persone per rendere l’ultimo omaggio al Patriarca Alessio II che dal 1990, l’anno dopo la caduta del muro di Berlino, è stato chiamato a guidare la Chiesa ortodossa russa e che il 5 dicembre scorso si è spento in seguito ad un infarto. Secondo l’agenzia di stampa Interfax, 82 mila persone sono giunte nella capitale russa, da altre città e anche dall’estero per l’ultimo saluto a Sua Santità. I funerali si sono svolti martedì 9 dicembre nella cattedrale di Cristo Salvatore. A celebrare la Divina Liturgia, il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, eletto patriarca ad interim, tutti i membri del sacro Sinodo e i patriarchi di tutte le chiese ortodosse. In tutto 200 vescovi e sacerdoti. Presenti in prima fila e in piedi (come vuole il protocollo) i rappresentanti del mondo della politica (il presidente russo, Dmitry Medvedev, e il premier, Vladimir Putin) e della cultura russa. Secondo la tradizione ortodossa, il corpo di Alessio II è stato adagiato al centro della cattedrale contornato da rose bianche e gigli. La testa del Patriarca era coperta da un velo bianco, sempre come la tradizione vuole per i funerali di dignitari della Chiesa. Il feretro era invece ricoperto da un drappo verde. Terminata la cerimonia, un lungo corteo funebre, sotto una pioggia battente, ha accompagnato il feretro verso la cattedrale dell’Epifania a Mosca, dove il patriarca è stato sepolto così come lui aveva richiesto nel suo testamento. Lista delle personalità presenti. Alla cerimonia hanno partecipato 6 capi delle Chiese ortodosse con rispettive delegazioni: il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, il Patriarca di Georgia Ilia III, il Patriarca Daniel di Romania, il metropolita Christopher della Cechia e Slovacchia, gli arcivescovi Anastasios di Tirana e di tutta l’Albania e Girolamo di Atene e di tutta la Grecia. Della Chiesa cattolica romana era presente una delegazione guidata dal card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani alla quale hanno fatto parte anche il card. Roger Etchegaray, il nunzio apostolico mons. Antonio Mennini e l’arcivescovo della arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, mons. Paolo Pezzi. Presente anche una delegazione della Chiesa armena apostolica guidata dal Catholicos Karekin II. Sono arrivati a Mosca rappresentanti della Chiesa anglicana, della Chiesa evangelica di Germania e Norvegia, della Chiesa evangelica luterana di Finlandia, della Conferenza delle Chiese europee. Nel prendere la parola, il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, ha ricordato che Alessio II. “Ha ereditato una Chiesa indebolita dopo decenni di repressione”. “Nel momento in cui grandi sfide pesavano sul nostro Paese, la debole Chiesa russa ha dovuto affrontarle, non perdere il suo popolo e aiutarlo a ritrovare la fede”. “Oggi – ha proseguito il metropolita Kirill, che si è commosso fino alle lacrime – ci lascia un’altra Chiesa. Non è più la Chiesa debole, impotente. Ha saputo salvaguardare l’unità della Chiesa e oggi siamo qui tutti insieme”. Il cordoglio dell’Europa. Tutte le Chiese d’Europa hanno espresso unanime cordoglio per la perdita del Patriarca Alessio II. “Della sua persona – ha scritto il card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) in un messaggio al metropolita Kirill – abbiamo potuto conoscere il suo impegno di pastore della riconciliazione, che ha saputo elevare la sua voce di fronte alle grandi questioni della nostra epoca”. Il segretario generale della Conferenza delle Chiese europee, Rev. Colin Williams ha espresso la gratitudine delle Chiese cristiane d’Europa per il lavoro che il Patriarca Alessio II ha svolto all’interno della Kek. E ricorda che fin dal 1964, il Patriarca figura come membro del Presidium della Kek. Nel 1972 ne diventa il vice-presidente e nel 1987 viene eletto come presidente, carica che ricopre fino al 1992. Nel 1989, insieme al card. Carlo Maria Martini, è stato co-presidente della Prima Assemblea ecumenica europea di Basilea. L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha espresso profonda tristezza per la morte del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II. “È stato un leader di grande statura, con abbondante esperienza, determinazione e coraggio, che ha guidato la sua Chiesa con mano ferma lungo un periodo della storia Russia di profonde sfide e cambiamenti. Lo ricorderemo anche come un amico di molti”. “La Chiesa ortodossa – scrive il Consiglio mondiale delle Chiese – ha perso oggi un Primate, un gerarca che ha guidato la sua Chiesa lungo la storia contemporanea dell’ortodossia, un leader rispettato da molti per il suo genuino impegno per la sua Chiesa e la sua gente”. “Anche il Consiglio mondiale delle Chiese e il movimento ecumenico ha perso oggi una figura leader, una voce forte che ha saputo essere al tempo stesso di aiuto e costruttivo ma anche vigilante e critico”.