UE E CRISI ECONOMICA

Non solo limitare i danni

Misure anti recessione e sostegno settori strategici

Investimenti pubblici, nazionali e comunitari; misure coordinate verso l’economia reale; applicazione “flessibile” del Patto di stabilità. L’Ue sceglie la strada dell’intervento pianificato per limitare i danni della recessione, ma al contempo intravede la possibilità di rafforzare alcuni settori strategici (ricerca e infrastrutture) e “rilanciare gli sforzi prodigati per affrontare i cambiamenti climatici”.Per l’economia reale. Il presidente della Commissione José Manuel Barroso, annunciando a Bruxelles il 26 novembre il piano d’azione per affrontare la crisi economica “conseguente a quella finanziaria”, ha ricordato che si tratta di misure straordinarie, “coordinate” fra l’Unione e gli Stati membri, sui quali ricadrà il maggior onere finanziario degli interventi. Questi sono intesi a “ridare fiducia ai cittadini”, sostenere le imprese e rilanciare i consumi. Le cifre esposte appaiono superiori a quelle finora previste: si tratta di interventi per 200 miliardi di euro, ossia l’1,5% del Prodotto interno lordo dei 27. Di questi, 170 miliardi comprendono gli impegni degli Stati, 30 miliardi provengono invece dal budget comunitario e dalla Banca europea degli investimenti. Il capo dell’Esecutivo ha parlato di “una risposta senza precedenti a una crisi senza precedenti”, invitando i paesi aderenti ad “applicare rapidamente il piano Ue”. La Commissione ritiene poi che le misure adottate a livello nazionale debbano rispondere alle specifiche esigenze degli Stati e quindi “possono non essere identiche”. Maastricht “flessibile”. Il commissario Joaquin Almunia si è soffermato sulle regole definite a Maastricht per mantenere “virtuosi” i conti statali e ha spiegato che il Patto di stabilità “non viene posto tra parentesi”, ma applicato temporaneamente con “maggiore flessibilità”. Ossia sarà possibile andare oltre il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil, ma solo temporaneamente (ossia per un anno), per pochi punti decimali e stabilendo con Bruxelles un piano di rientro. D’altro canto lo stesso Barroso ha tenuto a precisare che “non c’è euro credibile senza un Patto di stabilità credibile”. Sempre sul versante monetario, la Commissione invita la Banca centrale di Francoforte a diminuire i tassi, così da rendere più agevole l’accesso al credito, ottenendo subito la “disponibilità” del presidente Bce Jean-Claude Trichet.Le prossime tappe. Il piano della Commissione, piuttosto articolato, ricalca le linee annunciate il 29 ottobre e appare in linea con gli orientamenti maturati nelle sedi comunitarie durante il Consiglio europeo di metà ottobre, l’Ecofin di inizio novembre e il G20 del 15 novembre a Washington. Le misure individuate dovranno ora passare al vaglio dei ministri finanziari, che si riuniranno il 2 dicembre, per ottenere il via libera operativo dal Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’11 e 12 dicembre. Nell’esporre la strategia della Commissione, Barroso e Almunia hanno sostenuto che si tratterebbe di una “azione concreta”, “di vasta portata”, con iniziative volte a “promuovere l’imprenditoria, la ricerca e l’innovazione, anche nei settori automobilistico ed edilizio”, ritenuti al momento quelli più a rischio. “Il piano di ripresa intende – sempre secondo l’Esecutivo – rilanciare gli sforzi prodigati per affrontare i cambiamenti climatici creando al tempo stesso gli indispensabili posti di lavoro, ad esempio tramite investimenti in edifici e tecnologie che siano efficienti sul piano energetico”. “Questo periodo eccezionale richiede misure eccezionali – ha insistito Barroso -. Sono in gioco i posti di lavoro e il benessere dei nostri cittadini”.“Se non interveniamo adesso…” I buoni propositi non mancano, si tratta ora di verificare se essi verranno applicati con determinazione e senza squilibri di bilancio. Tra le possibili azioni suggerite dalla Commissione figurano il taglio delle tasse, minori prelievi fiscali sui redditi più bassi, riduzioni delle imposte sui beni di consumo. Ma anche investimenti sulle tecnologie “pulite” (ad esempio automobili a minori emissioni inquinanti), le infrastrutture, lo sviluppo della “banda larga”. Barroso ha poi messo le mani avanti per prevenire possibili critiche da parte di quei settori dell’opinione pubblica poco propensi agli “aiuti di Stato” e all’intervento massiccio dei governi e dell’Ue nell’economia. “Questo sostegno di bilancio è tempestivo”, ma anche “mirato e temporaneo” e “contribuirà a rilanciare la nostra economia nell’ambito del Patto di stabilità e di crescita”. “Se l’Europa attuerà con decisione questo piano, potremo riprendere la via della crescita sostenibile e rimborsare i prestiti di Stato a breve termine. Se non interveniamo adesso, invece, potrebbe innescarsi un circolo vizioso recessivo di diminuzione del potere d’acquisto e del gettito fiscale, aumento della disoccupazione e ulteriore aggravamento dei disavanzi di bilancio”.