COMECE

Costruire sui valori

Europe Infos: migrazioni, crisi finanziaria, clima, politiche sociali

“La costituzione e il rafforzamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i suoi cittadini è uno dei principali obiettivi dell’Unione europea” e di questo “sono elemento chiave le politiche migratorie e d’asilo” afferma Alessandro Calcagno nel numero di novembre di “Europe infos”, mensile della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e dell’Ocipe (Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa), che si apre con una nota di Frank Turner sulle elezioni dell’Europarlamento del giugno 2009.Un’occasione da non perdere. La Commissione europea, rammenta Calcagno, ha lanciato nello scorso settembre una consultazione pubblica su diversi ambiti: tra questi le migrazioni e il diritto d’asilo. “I contributi a questa consultazione – spiega Calcagno – verranno considerati nell’elaborazione del nuovo programma quinquennale (2010 – 2014) dell’Ue in materia di libertà, sicurezza e giustizia”. Il documento per la consultazione fa riferimento a tre preoccupazioni: “il ruolo dell’Unione europea nella gestione dell’immigrazione legale, l’integrazione dei migranti e il coordinamento europeo per limitare l’immigrazione illegale”. La Commissione auspica “maggiore solidarietà fra Stati membri per aiutare i Paesi il cui sistema d’asilo è sovraccarico”, e pone alcuni quesiti in materia, ad esempio, di protezione delle frontiere e cooperazione con i Paesi terzi. “Il documento consultivo – un questionario cui rispondere sì o no – costituisce per i cittadini”, conclude Calcagno, “un’occasione da non perdere”.Finanza al servizio del bene comune. Del ruolo dell’Europa nell’attuale crisi finanziaria parla Paul H. Dembinski, direttore dell’Osservatorio sulla finanza, secondo il quale, quando si invoca “una nuovo Bretton Woods” occorre sapere che “non è possibile rifondare l’ordine economico internazionale senza esplicitare la gerarchia di valori sui quali deve poggiarsi”. Al di là dei provvedimenti che verranno assunti, se l’Ue “vuole rimanere credibile agli occhi del mondo, essa dovrà – secondo l’economista – mettere lo scandalo del non sviluppo o del cattivo sviluppo di interi continenti al centro del progetto della nuova Bretton Woods”. Più in generale, per Dembinski, “l’ethos dell’efficienza” veicolato dalle “teorie economiche e finanziarie contemporanee” non può continuare ad “imporsi come ultimo criterio di giudizio”, ma occorre “ritornare ad un’idea di bene comune fondato sull’etica”, ed è necessario “introdurre negli ambiti economici e finanziari” il criterio “della durata”.Clima e credibilità dell’Ue. Il “pacchetto clima ed energia” è stato adottato a maggioranza dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo, tuttavia, annota Thomas Pickartz, “è necessario che anche gli Stati membri raggiungano un accordo politico” che “dovrebbe essere trovato al più tardi nel corso del vertice dei ministri dell’Ambiente il 4 e 5 dicembre a Bruxelles”. In tale modo, sottolinea, “la credibilità dell’Unione europea alla conferenza Onu sul clima a Poznan (in Polonia, dal 1° al 12 dicembre) ne uscirebbe considerevolmente rafforzata”. Per Pickartz, “i negoziati di Poznan potrebbero posare la prima pietra di un ambizioso accordo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che potrebbe concludersi nel dicembre 2009 a Copenaghen”. “L’Ue e gli altri Paesi industrializzati – conclude l’autore dell’articolo -devono dare l’esempio se vogliono che grandi Paesi emergenti come Cina e India accettino di impegnarsi per ridurre concretamente le proprie emissioni di gas a effetto serra”.Conciliare lavoro e famiglia. “L’Europa ha bisogno di bambini, ma non è possibile accorciare o rendere più semplice una gravidanza, e per di più le gravidanze costano” afferma Joanna Lopatowska analizzando la proposta della Commissione europea per aiutare le donne “a trovare un migliore equilibrio tra lavoro e famiglia” che tuttavia garantisca, precisa Lopatowska, “maggiore equità salariale rispetto agli uomini”. “Il miglioramento delle condizioni del congedo di maternità, il rafforzamento delle misure di protezione sociale per le lavoratrici indipendenti e l’aumento della presa in carica dei bambini” sono per l’esperta i punti centrali delle due iniziative legislative che propongono la revisione di due direttive in materia; proposte “accolte con grande interesse ma con reazioni molto tiepide”. Richiamando la recente affermazione del commissario europeo per l’occupazione Vladimir Spidla: “Avere figli costa troppo spesso alle donne in termini di stipendio e di prospettive professionali”, l’autrice dell’articolo conclude: “Di fronte alla crisi finanziaria gli Stati membri hanno dimostrato la propria capacità di assicurare liquidità finanziaria alle banche nella tempesta”. Perché, allora, “dovrebbero abbassare le braccia in materia di politiche familiari?”.