Italia, Polonia

Italia: “una piccola ferita con gli ebrei”La decisione dell’Assemblea rabbinica italiana, comunicata dal rabbino Giuseppe Laras, di sospendere la partecipazione quest’anno alla celebrazione della Giornata annuale di riflessione ebraico-cristiana “sorprende e addolora”, ma “in ogni caso non interrompe i rapporti tra ebrei e cristiani che a mio avviso devono continuare e, semmai, intensificarsi”. Lo ha dichiarato al SIR mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni – Narni – Amelia e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. Ogni anno, in Italia, il 17 gennaio – alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – si celebra la “Giornata di riflessione ebraico-cristiana” e la Giornata viene preparata insieme con la pubblicazione anche di un messaggio sottoscritto congiuntamente. Quest’anno però, gli ebrei hanno deciso di sospendere la loro collaborazione e di non partecipare alle iniziative comuni per manifestare la loro contrarietà nei riguardi della nuova formulazione (nel rito latino) della preghiera per gli ebrei del Venerdì Santo. Per mons. Paglia, “questa piccola ferita costituisce un’opportunità non solo per approfondire ancor più le relazioni tra ebrei e cristiani, ma anche per rafforzare il comune compito di testimoniare la salvezza rivelata dall’unico Dio”. Parlando poi ai delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo – riuniti dal 24 al 27 novembre a Roma – mons. Paglia ha però anche aggiunto che per rispetto agli ebrei, la Conferenza episcopale italiana ha deciso di cambiare il tema di riflessione. “Per senso di fraternità con gli ebrei – ha detto il vescovo – sospenderemo la riflessione che dal 2006 stiamo facendo insieme sui 10 comandamenti”. Per di più, seguendo la numerazione ebraica, quest’anno era in programma una riflessione sullo “Shabbat”, la quarta parola: ‘Ricordati del giorno di sabato per santificarlo'”. Si è pertanto deciso – ha detto Paglia – “di riflettere sul rapporto tra ebrei e cristiani, sottolineando l’importanza delle Scritture, alla luce del recente Sinodo dei vescovi e della partecipazione per la prima volta di un Rabbino tra i vescovi di tutti il mondo”. Presto l’ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo farà arrivare ai delegati diocesani il nuovo sussidio per la celebrazione della Giornata. “Naturalmente – ha proseguito il vescovo – se ci sono degli ebrei che nelle diocesi vogliono partecipare alle iniziative della Giornata, noi non glielo impediremo. Ma ciò dipende dai rapporti che ognuno di noi ha con i rabbini e con i fratelli ebrei”. La linea – ha aggiunto Paglia – è quella “di non enfatizzare” l’incidente, “anche perché una sua eccessiva sottolineatura contraddirebbe quello che vogliamo fare e cioè appianare la situazione. La nostra saggezza ci aiuterà a ricucire gli strappi”.Polonia: una lettera a quattro mani sulla vita”Vogliamo non solo ricordare i numerosi rischi che minacciano la vita nel mondo moderno, ma soprattutto vogliamo far vedere la bellezza della vita”: lo scrivono gli arcivescovi di Varsavia, e di Varsavia Praga, mons. Jozef Nycz e mons. Henryk Hoser, in una lettera pastorale firmata da entrambi “poiché le problematiche dei fedeli e dei pastori su entrambe le rive del fiume Vistola sono simili”. Per la prima volta il messaggio dell’Avvento viene proclamato insieme da due pastori della capitale polacca, come se volessero costruire un’altro ponte che suggelli la città costruita su due sponde del fiume che scorre attraverso la Polonia dal sud al nord, dalle montagne Tatra fino al Mar Baltico. L’anno pastorale 2008/2009, conformemente al programma stilato dalla Conferenza episcopale polacca per gli anni 2006-2010 prevede di concentrare le iniziative ecclesiali con una particolare attenzione alla difesa della vita. “Bisogna che ogni essere umano riscopra che la vita è un dono di Dio, che sappia ammirarla e voglia viverla con rispetto non solo per la propria vita ma anche per la vita degli altri e tutto il creato”, rilevano i vescovi. Il tema della difesa della vita è diventato di particolare attualità durante la 346ª sessione plenaria dei vescovi polacchi, riuniti nel santuario di Jasna Gora per il tradizionale comune ritiro spirituale dal 24 al 27 novembre. L’occasione è stata fornita dall’annuncio fatto dal primo ministro polacco Donald Tusk mercoledì 26 novembre in merito al piano di presa a carico da parte del sistema sanitario nazionale degli interventi di fecondazione artificiale con il metodo in vitro. Il presidente della Conferenza episcopale polacca mons. Jozef Michalik ha affermato in merito: “Le sperimentazioni effettuate finora non lasciano il minimo dubbio che il metodo di fecondazione in vitro è una violazione del diritto alla vita dell’essere umano già concepito. Per compiacere i genitori e dare loro un figlio, si uccidono altri esseri umani. Questo non è accettabile per alcuna persona onesta, e tanto meno per un cristiano”.