PARLAMENTO UE

Economia e società

I principali temi alla plenaria del 17-20 novembre a Strasburgo

L’Europa e il mondo intero sono proiettati verso la recessione e i “grandi della terra” studiano soluzioni coordinate ed efficaci. Non deve quindi stupire se i temi economici – e quelli sociali ad essi collegati – abbiano tenuto banco durante la sessione plenaria del Parlamento europeo svoltasi dal 17 al 20 novembre a Strasburgo. “Carta blu” per gli immigrati. Quattro giorni di riunioni durante i quali gli eurodeputati hanno discusso, in emiciclo ma anche in mille incontri informali, gli esiti del summit del 15 novembre assieme ai rappresentanti di Consiglio e Commissione, portabandiera dell’Ue a Washington. In plenaria sono quindi approdati il varo della “carta blu” per l’ingresso in Europa di lavoratori stranieri “altamente qualificati”, lo stanziamento di fondi per lavoratori licenziati dal settore tessile, l’innalzamento medio dell’età pensionabile per rendere “sostenibili i sistemi previdenziali”, una maggiore gradualità per la riforma della Politica agricola comune (Pac). È stata quindi approvata una relazione che chiede alla Commissione un’azione per garantire la parità retributiva tra donne e uomini. Fra gli altri punti all’ordine del giorno era inscritto un dibattito sulla situazione in Congo.Graduare la riforma della Pac. A proposito della politica agricola, l’Assemblea ha confermato la necessità di applicare la recente riforma – definita per rendere il settore più moderno, competitivo e “sostenibile” – “con maggiore gradualità” per “attenuare l’impatto delle misure adottate”. L’Europarlamento ha preso in esame una serie di relazioni sull’adeguamento di tale politica Ue, che assorbe oltre il 40% del bilancio comunitario; si è al contempo misurato con la commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel, la quale ha tracciato un quadro “in chiaroscuro”, collegandolo alle dinamiche agricole (produzione, scambi, prezzi) nel mondo intero. In particolare sono stati invocati aiuti per i settori del riso, del tabacco e del frumento; aumenti delle quote latte (effettivamente accordate in settimana dall’Ue); fondi a favore di colture rispettose dell’ambiente. Frutta nelle scuole ed educazione alimentare. Gli europarlamentari hanno votato la relazione di Niels Busk, danese, che accoglie la proposta della Commissione di istituire un programma denominato “Frutta nelle scuole”, “volto a finanziare la fornitura agli alunni di alcuni prodotti ortofrutticoli con l’obiettivo generale di aumentare in modo duraturo la razione di tali prodotti nella dieta dei bambini, proprio nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari”. Per l’anno scolastico 2009/2010 la Commissione aveva proposto di dotare il programma con uno stanziamento di 90 milioni di euro, sufficiente solo per distribuire un frutto a settimana, per 30 settimane, a ogni studente Ue tra i 6 e i 10 anni. L’aula ha invece deciso di richiedere fondi per 500 milioni di euro.Stipendi, parità fra donne e uomini. Ampia la maggioranza costituitasi in Parlamento a sostegno della relazione della deputata slovacca Edit Bauer (590 voti favorevoli, 23 no, 46 astenuti) che impegna la Commissione di presentare entro il 31 dicembre 2009 “delle proposte legislative per garantire una migliore attuazione delle norme comunitarie in materia di parità retributiva tra donne e uomini”. La Bauer ha portato a favore della tesi alcuni dati già noti: ovvero che “le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini e fino al 25% in meno nel settore privato”, con forti variazioni fra paese e paese; tale divario “non tende a ridursi in modo significativo”. Così, a eguali mansioni, “una donna per guadagnare quanto un collega maschio deve lavorare 418 giorni di calendario”. Numerose le “raccomandazioni” che accompagnano il documento, fra cui quella per la “prevenzione delle discriminazioni”. Si chiede infine di organizzare una “Giornata europea della parità retributiva”. Aids nel mondo: numeri impressionanti. Durante i lavori a Strasburgo, i deputati si sono confrontati con i rappresentanti di Consiglio e Commissione sulla situazione della lotta all’Aids e Hiv. Impressionanti i dati giunti in Parlamento: sono infatti 27 milioni i morti dall’inizio dell’epidemia, 2 milioni i decessi solo nel 2007, 33 milioni le persone che vivono oggi affette dall’Hiv, specialmente in Africa. L’emiciclo ha votato una risoluzione (480 sì, 4 contrari e 10 astensioni), non priva di passaggi delicati e talvolta equivoci, in vista della ventesima Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebrerà il 1° dicembre. Vi si chiede il rafforzamento della strategia comunitaria nei Paesi aderenti e interventi in quelli in via di sviluppo sul versante della cura dei malati, della ricerca e con “campagne d’informazione e di educazione e di prevenzione”.